La crisi dell'Occidente tra decolonizzazione, globalizzazione e declino culturale
L’Inghilterra si considerava la “Madre delle Democrazie” e l’Assemblea di Westminster era ritenuta, a sua volta, la “Madre dei Parlamenti”.

L’autostima dei Sudditi di Sua Maestà Britannica era tale che costoro, prendendo le proprie Istituzioni come paradigma, valutavano la civilizzazione degli altri popoli in base al rispettivo grado di imitazione della propria esperienza.

Kipling, in base a tali presupposti, giunse ad idealizzare il Colonialismo, cui veniva attribuita la funzione, e dunque la Missione storica, consistente nel propagare la Civiltà.

Identificata, in base ad un postulato, con quella propria dell’Occidente.

Il cosiddetto “Fardello dell’Uomo Bianco” consisteva, per l’appunto, nel compito, imposto dalla Morale, di “civilizzare” i selvaggi.

Cioè quanti non erano ancora in grado di imitare, soprattutto dal punto di vista giuridico e politico, il modello loro imposto dal dominio straniero.

Che, proprio per questo, non veniva considerato un’ingiustizia, ma anzi il risultato di un’asserita magnanimità e filantropia dei Colonizzatori.

Arrivati non già per opprimere e per sfruttare, bensì per redimere.

Quando poi i colonizzati si resero conto della realtà, che invano si era tentato di dissimulare mediante la propaganda, diedero lo sfratto agli Europei.

Venne così la Decolonizzazione e il crollo degli Imperi.

Ora la tendenza denominata “Woke”, diffusa inizialmente negli Stati Uniti, ma ormai propagata ampiamente al di qua dell’Atlantico, rovescia, come una sorta di nemesi storica, non solo la lettura della Storia, trascurando il fatto che il Colonialismo ha pur sempre prodotto un incontro di Civiltà diverse, ma addirittura giunge alla conclusione opposta rispetto a quella cui era pervenuto Kipling: le Culture “Superiori” sono quelle extraeuropee.

Dobbiamo dunque cancellare la nostra.

Comportandoci nei riguardi di noi stessi esattamente come si erano comportati i Colonialisti nei riguardi dei popoli sottomessi.

Se allora si pretendeva di assimilare i colonizzati, oggi siamo noi che dobbiamo assimilarci.

Il “Mahatma” Gandhi, che in tanto poté combattere con successo gli Inglesi in quanto si era impadronito della loro Cultura, disse che valeva la pena di conoscerla.

Oggi, però, nelle nostre Università non si mette al bando soltanto Colombo, non considerato come un Esploratore, bensì come un brutale conquistatore ed un ingiusto oppressore.

Perfino Shakespeare viene colpito da una “Damnatio Memoriae”.

Malgrado che il grande Drammaturgo, a differenza di Kipling, non abbia preso parte ad alcuna impresa coloniale.

La sua colpa consiste però nell’aver messo in cattiva luce Otello.

Il “Moro di Venezia”, avendo ucciso per gelosia Desdemona ed avendo così rivelato l’asserita indole selvaggia propria, in base ad una concezione razzistica, dei cosiddetti “Uomini di Colore”.

Gli Occidentali sono giunti, insomma, a disprezzare sé stessi e a vergognarsi della propria Storia e della propria Cultura.

Nel momento stesso in cui le Autorità della Cina mandano molti loro giovani in Occidente per studiare non soltanto la Medicina e l’Ingegneria, ma anche la Lingua e la Letteratura Latina.

Chi vuole dominare preserva la propria identità, ma si preoccupa anche di conoscere a fondo quelle diverse.

La Cina vanta una stabilità delle Istituzioni che le permette di programmare il proprio futuro in una prospettiva addirittura secolare.

Secondo i calcoli dei suoi Dirigenti, nel 2049, cioè cento anni dopo la Rivoluzione, il cosiddetto “Impero di Mezzo” sarà di nuovo, come dice il suo nome, il centro del Mondo.

In Occidente avviene il fenomeno opposto.

L’Inghilterra festeggia nove Governi, guidati da sette diversi Primi Ministri, negli ultimi dieci anni.

Che abbracciano l’arco di tempo compreso tra l’estrema vecchiaia di Elisabetta II e l’avvento al Trono di Carlo III.

La Francia, cioè l’altra massima ex Potenza Coloniale, ha perduto il conto dei suoi Presidenti del Consiglio.

Che vengono mandati allo sbaraglio uno dopo l’altro, in un “tourbillon” di riforme sociali progettate ed annunciate, ma rimaste tutte quante “in nuce”, ovvero miseramente fallite.

I due Paesi affacciati sulla Manica offrono l’esempio di uno dei modi in cui si manifesta la stessa decadenza.

Cioè della destabilizzazione totale delle Istituzioni.

Un altro è costituito dalla corruzione.

Il Capo di Gabinetto del Presidente del Governo Spagnolo è stato condannato a ben ventiquattro anni di reclusione per Reati Amministrativi, e alla Consorte del Capo del Governo è stato tolto il Passaporto.

Zapatero, da parte sua, si riteneva tanto intoccabile da custodire in ufficio la refurtiva.

Composta da denaro contante e gioielli.

Di cui non vuole svelare la provenienza, naturalmente illecita.

La terza manifestazione dello stesso fenomeno di decadenza è l’autoritarismo.

Rappresentato dalla Meloni, cioè dal primo “leader” dell’estrema Destra Occidentale giunto al Governo.

Per fortuna, questa tendenza non ha portato finora alla costituzione di un Regime.

Che non soltanto verrebbe rigettato per le pretese liberticide, ma presenterebbe un difetto, se possibile, ancor peggiore.

I suoi tratti di Dittatura, o meglio di “Democratura”, non si giustificherebbero – a differenza di quanto era avvenuto con Mussolini – con la necessità, imposta dalla Storia del Novecento, di inserire le masse nello Stato.

Il che, date le condizioni del tempo, esigeva di sottoporle ad una disciplina ideologica totalitaria e ad un inquadramento di carattere militare.

L’esigenza imposta dalla Storia venne tuttavia soddisfatta.

Oggi la Meloni manifesta invece il proprio autoritarismo in modo velleitario e disorganico.

L’unico risultato consiste nel rinunziare al contributo che possono recare alla Società ed allo Stato quanti dissentono dal Governo e vengono, per questo, emarginati.

In un momento in cui c’è bisogno di tutte le persone di Buona Volontà.

La Signora della Garbatella sembra anzi intenzionata ad esasperare ogni motivo di conflitto civile.

Quando il suo Vice, Salvini, si preoccupa di far uscire di prigione i “Padani” che hanno ammazzato – malgrado non ricorresse la Legittima Difesa – il ladro extracomunitario introdottosi nel loro villino, il “Capitano” esaspera il problema della convivenza in una società multiculturale.

Ed anzi provoca, incitando i suoi sostenitori, lo scontro tra le diverse etnie.

Poiché, inoltre, gli estremisti trovano sempre qualcuno più estremista di loro, ecco avanzare il Generale Vannacci.

Il quale, dato per scontato tale esito, si propone quale “Soldato di Ventura”, incaricato di guidare le truppe della Destra.

Senza riflettere sul fatto che, da un lato, non sarebbe più possibile fermare lo scontro, ma, dall’altro, non ci sarebbe nessuna possibilità di vittoria strategica di una delle parti.

Tutti questi fenomeni degenerativi – la destabilizzazione, la corruzione e la violenza etnica e religiosa – costituiscono, a loro volta, la conseguenza della Globalizzazione.

Che ha indotto a trasferire altrove le Manifatture Industriali, inseguendo il minor costo della mano d’opera, con il risultato che oggi l’Occidente subisce un duplice ricatto: i Paesi già colonizzati ci possono far mancare tanto la Materia Prima Energetica quanto il prodotto finito.

Per giunta, l’importazione di Mano d’Opera extraeuropea ha generato il problema di governare una società multiculturale.

Questo problema si sta rivelando insolubile.

Per cui ci aspetta un futuro di violenze all’interno dei nostri Paesi.

Vance ha detto che la soluzione consiste nella restaurazione del Colonialismo.

Naturalmente, chi proponesse di partire alla riconquista degli altri Continenti finirebbe in manicomio.

Vi è però qualcuno che crede possibile restaurare rapporti di forza precedenti alla decolonizzazione, imponendo un Ordine Internazionale basato sulla rinnovata Supremazia dell’Occidente.

Si tratta delle stesse persone che teorizzano il Suprematismo in Politica Interna: Trump ha accusato gli immigrati dell’America Latina di essere tutti “delinquenti”.

I tentativi di dominare con la forza la situazione internazionale si rivelano altrettanto velleitari quanto lo sforzo volto ad imporre un ordine autoritario all’interno.

Trump non riesce né ad abbattere il Regime dell’Iran, né ad imporgli la rinunzia alla Bomba Atomica, né ad impedirgli di continuare gli attacchi mossi attraverso Hezbollah contro Israele.

E subisce, per giunta, la chiusura a tempo indeterminato dello Stretto di Hormuz.

Che significa costringere gli Europei a camminare a piedi, a chiudere le poche fabbriche ancora aperte, a non ricevere il cibo e a passare l’Inverno al freddo.

Il “Tycoon” ci esorta ad occuparci noi della riapertura dei traffici marittimi.

Se anche accettassimo di intervenire, non disporremmo però della forza militare necessaria.

Né possiamo pretendere che i Soldati Americani si facciano ammazzare per risolvere i nostri problemi.

Siamo dunque destinati ad avvitarci sempre più nella crisi istituzionale, politica ed economica.

All’origine di tutto c’è però la crisi culturale e spirituale.

Come nel Basso Impero Romano, quando si succedevano gli Imperatori, l’uno più inetto dell’altro, mentre l’incapacità di mantenere i trasporti marittimi impoveriva progressivamente la gente, la nostra stessa identità viene sopraffatta da quella dei nuovi arrivati.

I quali, oggi come allora, sono anche portatori di una diversa Religione.

A questo punto, se non interviene a salvarci qualche “Deus ex machina”, la decadenza dell’Occidente risulta inarrestabile.

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Mario Castellano  25/06/2026
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