Europa e Italia tra crisi economica, tensioni sociali e instabilità politica
Il Signor Tacca, Titolare del Ristorante contiguo a quello gestito da Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo, ha dichiarato testualmente: «Io mi CONVERTISCO Musulmano».
Pronunziando questa frase, l’amico Tacca si è qualificato, nello stesso tempo, come seguace dell’Islam e della Lingua Braccese.
Il nostro amico “Braccioforte” ha espresso sportivamente al Collega le proprie congratulazioni, malgrado si prospetti un esodo dei clienti in favore della Concorrenza.
Il blocco del Mar Rosso, deciso dagli Houthi dello Yemen in adempimento di una direttiva espressa dal Regime dell’Iran, aggiunge, alle conseguenze della chiusura dello Stretto di Bab el-Mandeb, la sostanziale impraticabilità del Canale di Suez.
Il traffico marittimo con l’Estremo Oriente dovrà dunque proseguire circumnavigando l’Africa e aumentando così i costi che gravano sulle nostre Importazioni.
Da parte sua, il Kazakistan ha interrotto l’invio di Petrolio in Europa a causa dell’affondamento, da parte dell’Ucraina, delle Navi Russe che lo trasportavano attraverso il Mar Nero.
Trump, appellandosi all’accordo raggiunto a suo tempo in Scozia con la von der Leyen, ma non rispettato dall’Unione Europea, sta per imporre Dazi molto pesanti sui nostri prodotti destinati al Mercato Americano.
Non risultava, d’altronde, possibile onorare i due fondamentali impegni assunti dalla Presidente della Commissione.
Uno consisteva in un forte investimento effettuato dalle Imprese Europee negli Stati Uniti.
L’altro consisteva nell’acquisto, da parte dei Paesi del nostro Continente, di prodotti dell’Industria Bellica Americana.
La Commissione di Bruxelles non può però imporre queste misure né alle Imprese né agli Stati Membri.
Il Presidente ha deciso dunque di realizzare la propria minaccia.
L’accumulo di questi danni economici prospetta un momento molto difficile per l’Europa, che dovrà molto presto adottare le misure proprie di un’Economia di Guerra, a cominciare dal razionamento delle Materie Prime Energetiche, che farà scarseggiare i beni essenziali di più largo consumo.
L’Italia si avvicina a questa congiuntura in una situazione di Guerra Civile latente, determinata dalle tensioni interne.
L’uccisione a Bologna, da parte della Polizia, di un Marocchino che non aveva commesso alcun atto di violenza fisica sulle persone né minacciava di compierlo, limitandosi a delirare ad alta voce per la strada, non si può addebitare semplicemente all’imperizia di alcuni Agenti.
Più che di un Omicidio Preterintenzionale, si tratta sostanzialmente — a prescindere da come tale gesto verrà qualificato dall’Autorità Giudiziaria — di un Omicidio Premeditato.
Come abbiamo già scritto, qualcuno — dall’interno dell’Amministrazione Pubblica e, più in particolare, dall’interno delle Forze dell’Ordine — ha voluto inviare un messaggio piuttosto chiaro al Generale Vannacci.
Se l’Alto Ufficiale — o chi lo sta manovrando — ha deciso di scatenare un conflitto civile, può contare sulla Polizia, la quale, insieme con l’Esercito, risulta decisiva per determinare le sorti di queste contese.
Il precedente cui possiamo rifarci è la Spagna del 1936, dove la Guerra Civile iniziò quando i Capi dell’Esercito — a cominciare dal Generale Franco — decisero di scendere in campo a favore della Destra.
Fino ad allora, il conflitto era stato strisciante, essendo contraddistinto da uno stillicidio di violenze reciproche tra le parti in contesa.
Con la sollevazione delle Forze Armate, esso si trasformò in guerra aperta, le cui sorti erano decise fin dall’inizio.
In Italia, viceversa, non risulta possibile una vittoria strategica per nessuna delle due parti.
Esse sono rappresentate, in sostanza, dall’estrema Destra — che pare aver trovato nel Generale il suo Capo Militare — cui si contrappongono i Musulmani.
Il Sindaco di Bologna, come abbiamo già notato, non poteva fare a meno di reclamare un accertamento dei fatti, chiamando i cittadini a unirsi all’Amministrazione Comunale in questa richiesta.
Alla mobilitazione avrebbe risposto, un tempo, la base della Sinistra, che però oggi non esiste più.
La piazza è stata dunque monopolizzata dagli estremisti, non tutti musulmani, ma certamente egemonizzati e diretti dall’Islam “radicale”, il quale ha stabilito i metodi della mobilitazione, scegliendo dapprima di scatenare la violenza contro la Polizia e poi di estendere la protesta a tutta l’Italia.
Si è così confermato quanto già emerso a Bologna: l’unico soggetto in grado di mobilitare la piazza è costituito dai Musulmani.
Se questo si dimostra vero nelle Grandi Città, risulta tale anche nelle località di Provincia, dove, da tempo immemorabile, non si registra più nessuna iniziativa pubblica della cosiddetta “Sinistra”.
A Imperia — che non a caso è la Città della “Selvaggina” — abbiamo visto mille Musulmani in corteo, con qualche sparuto apporto di persone non appartenenti alla loro Religione.
All’ultimo raduno dei “Democratici” c’erano più Dirigenti sul palco che militanti in platea.
Costoro, però, continuano a crogiolarsi nei loro machiavellismi da quattro soldi.
Qualcuno ha paragonato il Patto dei Granatini alla Svolta di Salerno, durante la quale Togliatti si alleò con la Monarchia.
L’obiettivo comune consisteva però nel cacciare l’invasore, non certo nel costituire una Società di Affari.
Stipulando il Patto dei Granatini, la “Sinistra” ha agito come se il “Migliore” — invece di perseguire la Liberazione dell’Italia — si fosse messo d’accordo per compiervi delle speculazioni.
Tornando ai fatti delle ultime ore, le manifestazioni che si sono svolte in tutto il Paese confermano che solo i Musulmani sono ancora in grado di far scendere in strada la gente.
Non nel senso che tutti i manifestanti siano seguaci dell’Islam, bensì perché si mobilitano nel nome di una loro Causa.
La Meloni, a questo punto, rivela di condividere il disegno del Generale, accusando la Sinistra di avere istigato alla violenza contro la Polizia.
Se, da una parte, non si può rinunziare ad assumere ogni iniziativa politica, temendo che gli estremisti se ne approprino e la usino per i propri fini, dall’altra si constata come questo esito sia ormai inevitabile, in quanto l’Islam “Radicale” è l’unico soggetto che dispone di una base e si dimostra capace di mobilitarla.
Che la Meloni persegua lo scontro lo dimostra la prontezza con cui la Signora della Garbatella ha saputo prevenire Vannacci nel cogliere il messaggio inviato alla Destra dall’interno della Polizia con l’uccisione del Marocchino a Bologna.
Se qualcuno, nell’apparato dello Stato, aderisce ai propositi eversivi, non resta alla Presidente del Consiglio che recepire questa disponibilità, procedendo a realizzarli.
Anche i Magistrati sono oggetto di insulti e di minacce, come lamenta la loro Associazione Nazionale.
Mentre, però, qualcuno nella Polizia ha commesso un Reato — anche se spetta alla Magistratura qualificarlo e accertarne le responsabilità —, i Giudici sono colpevoli soltanto di avere applicato la Legge.
Perché, dunque, la Meloni solidarizza con la Polizia e non con la Magistratura?
Certamente commette un Reato molto grave — e deve essere perseguito — chi lancia pietre e bottiglie contro gli Agenti, ma chi insulta e minaccia i Giudici viola ugualmente le Norme Penali e merita anch’egli di essere biasimato dal Governo.
Il Governo, però, in questo caso tace, in quanto chi insulta e minaccia i Giudici si colloca anch’egli tra quanti hanno deciso di provocare la Guerra Civile, che costituisce l’obiettivo perseguito dalla Destra in tutte le sue espressioni.
Dove ci porterà questo conflitto?
Il Governo non può certamente essere abbattuto da qualche scalmanato in corteo.
Risulta tuttavia possibile gettare le Grandi Città in una situazione di instabilità permanente.
Una situazione che, nell’immediato, è destinata a rafforzare il Governo, offrendogli una giustificazione per tutte le misure restrittive che si propone di introdurre.
In prospettiva, però, questa situazione ci porterà, nel giro di alcuni anni, alla cariocinesi dello Stato Italiano.
Esso è incapace, da un lato, di mantenere l’Ordine Pubblico nelle Metropoli — il che rivela come la Destra non sia neanche in grado di affrontare i problemi posti dalla Società Multiculturale — e, dall’altro, di conservare il controllo delle aree periferiche.
Queste saranno costrette a governarsi da sole, potendo contare soltanto sulle proprie risorse.
Qui si rivela l’altro punto debole della Destra, la quale esaspera il Centralismo senza però essere in grado di esercitare effettivamente la Sovranità neanche su quelle parti del Paese dove il suo consenso risulta più forte e più radicato.
La situazione in cui ci accingiamo a vivere ricorda quella del Basso Impero Romano.