Caro amico,

I rumors – come direbbe Veltroni, il quale (non) conosce la lingua inglese - che imperversano nella nostra Città mi inducono a ritornare sulla vexata quaestio del cambio di serratura.

Quando nelle famiglie avveniva una scenata, con il risultato di portare a conoscenza del vicinato – e di tutta la cittadinanza – i cosiddetti panni sporchi, al culmine della disputa vi era sempre qualcuno che gridava: Che ci conoscano tutti!

Voi Democratici imperiesi siete arrivati precisamente a questo punto, ma la gente – rattristata o esultante a seconda del suo indirizzo politico, e in ogni caso incuriosita – non riesce a capire quale sia lo oggetto del contendere, la causa scatenante di tanta furia e di tanto reciproco livore.

Tale che – secondo una antica tradizione ligure – non ci si parla più tra preti.

Su questo nostro costume, fioriscono le leggende: vi sono stretti familiari che non si rivolgono la parola da molti decenni, e si contendono il record in questa specialità.

Si racconta che un nostro illustre concittadino non si sia parlato con la sorella per sessanta anni.

Dopo il famoso cambio della serratura, probabilmente è iniziata una di queste faide, della quale vedranno la fine soltanto i nostri nipoti: dal momento che si concluderà soltanto con la morte di tutti i protagonisti.

In quel remoto futuro ci si sarà però completamente dimenticati della origine della contesa.

Che è – come sempre – di carattere economico.

Una delle fazioni, dedita da tempo immemorabile alla speculazione edilizia, intende alienare lo storico edificio di via San Giovanni, mentre la parte opposta si oppone fermamente.

Prima che assistiamo allo ammainabandiera del glorioso vessillo rosso, come avvenne sul Cremlino nel 1991, occorrerà però attendere il distacco di tegole, cornicioni ed altri elementi architettonici.

Quanti decidessero di stazionare nelle strade sottostanti in attesa di cogliere questo nuovo momento storico (temiamo, tuttavia, che non interessi assolutamente a nessuno) dovranno dunque fare attenzione a quanto può loro cadere sulla testa.

Il procedimento civile per il risarcimento dei danni, anziché temuto, viene al contrario atteso con impazienza da chi già pregusta il momento in cui – vinte le resistenze della parte avversa – potrà finalmente procedere alla alienazione, fondandosi su di un argomento schiacciante: si tratterà del solo modo per trovare i soldi necessari compensare le vittime del crollo.

La Amministrazione Comunale, da parte sua, si guarda bene dallo intimare le opere urgenti di manutenzione ordinaria che potrebbero impedire una simile fine catastrofica.

Il Bassotto la attende anzi messianicamente come nuova caduta (nel senso letterale) del Comunismo, volendo passare alla storia come il Giovanni Paolo II della situazione.

Risulta tuttavia poco probabile che egli propizi questo esito mediante la preghiera.

La conclusione di una vicenda iniziata nel 1945 esaurisce un ciclo storico, ritornando alle origini.

Che risalgono tuttavia ad una data più recente, cioè intorno al 1965, quando una nuova generazione - quella detta delle Seconde Fila – sostituì nel Partito Trasversale quanti lo avevano fondato al tempo del Comitato di Liberazione.

Costoro potevano quanto meno accampare un argomento nobile, quale copertura dei loro interessi convergenti: nel clima infuocato del dopoguerra, si doveva salvaguardare la pace civile, minacciata dagli estremismi e da certe propensioni alla violenza, maturate durante la Guerra di Liberazione.

La successione delle Seconde Fila alle Prime avvenne alla insegna del commercio di selvaggina, in cui confluirono – in un groviglio fatto di simpatie (interessate) per i cosiddetti Paesi del Socialismo Reale e di comuni profitti – alcuni dirigenti comunisti e democristiani.

Se peró i democristiani avevano radici lucifrediane, e dovevano contrastare la ascesa della corrente tavianea, protesa alla conquista del Ponente al prezzo di scontri interni cruentissimi, i loro soci comunisti potevano contare tanto su di un monolitismo ed una disciplina interna staliniana quanto sulla protezione estesa su di loro da chi aveva scalato le vette del potere alle Botteghe Oscure.

Il momento culminante di questa era coincise con il tempo della Unità Nazionale, quando il Partito Trasversale poté presentare il proprio mediocre connubio affaristico come la realizzazione più compiuta del Compromesso Storico (!?).

Non vi é infatti dubbio che la alleanza funzionasse a meraviglia, essendo il Partito Comunista locale dedito ad operare come corrente esterna della Democrazia Cristiana.

Era infatti rigidamente stabilito dalla Federazione quali tra i suoi dirigenti dovessero essere attaccati, e quali viceversa fossero non solo esenti da ogni critica, bensì additati come campioni della unità, naturalmente antifascista.

La selezione dei rispettivi candidati avveniva in modo da favorire quelli della parte opposta di cui si intendeva propiziare la elezione.

Quando poi si verificava il rischio di rovesciare il risultato, essi venivano addirittura sconsigliati dal presentarsi.

Un noto professionista della nostra Cittá era disposto a capeggiare la lista comunista delle Comunali, e nel clima particolarmente propizio alla Sinistra degli Anni Settanta avrebbe probabilmente vinto.

Poiché però un tale esito poneva in pericolo gli equilibri del Partito Trasversale, i suoi esponenti accantonarono la postulazione di questo prestigioso esponente cattolico.

Il Partito Trasversale ricordava, nel suo modus procedenti, certe società iniziatiche, le quali – come si dice a proposito dei Templari - operano fingendo di non esistere.

I suoi esponenti si camuffavano infatti gli uni dietro il loro anticomunismo, gli altri dietro la ortodossia ideologica.

Che comunque risultava utilissima per operare dietro alla Cortina di Ferro.

La Spia che venne dal Freddo, un Signore originario di Porez (cioè di Parenzo), scorrazzava intanto tranquillamente per le nostre contrade con la scusa di vendere le pernici.

Ora il conflitto intestino che lacera gli ex Comunisti imperiesi costituisce il portato dello avvento delle Terze Fila.

Le quali da un lato sono costrette ormai a spartirsi le briciole mentre da un altro lato subiscono – da parte del Bassotto – le conseguenze della politica che Andreotti aveva definito dei Due Forni.

Essendosi preclusi ogni possibilità di prescindere dal trasversalismo, ci si deve inginocchiare davanti al Capo della fazione avversa.

Il quale non dimentica il tempo in cui proprio il Partito Trasversale lo avversava nelle contese interne alla sua parte politica, e dunque – come disse il Divo Giulio - obbliga chi gli chiede il pane ad inginocchiarsi: vale a dire a schierarsi apertamente con la Destra.

Questo é quanto precisamente sta succedendo.

I dissidenti levano alti lai e gridano al tradimento.

Ci domandiamo però perché mai non usino la loro unica risorsa: se costoro sono fisicamente esclusi dalla sede, possono però fare espellere dal Partito chi ha commesso tale sopruso.

Se non lo fanno, é in quanto questi ultimi – benché agendo in contrasto con lo Statuto – interpretano, naturalmente con la rozzezza tipica dei Trasversali imperiesi, la linea del Partito: tanto di quello regionale quanto di quello nazionale.

A Genova e a Roma – a differenza di quanto avveniva negli anni Sessanta e Settanta – il trasversalismo ha in effetti fatto scuola.

In Liguria, Burlando ha fatto perdere – usando la Paita – la Regione alla Sinistra.

Non pago di ció, sempre grazie a questa Signora - transitata nel frattempo con Renzi – le ha fatto perdere anche il Comune.

A Roma, la Signora Schlein – il Gentil Sesso si rivela come il vero Sesso Forte, specialmente quando è rappresentato dalle lesbiche – offre alla Meloni un baratto allettante, tale che difficilmente verrà rifiutato dalla Presidente del Consiglio: in cambio della tutela degli omosessuali, che verrebbero messi al riparo dal grossolano maschilismo di Salvini, intento ad interpretare la parte del toro da monta a beneficio dei Padani, si abbandonano a sé stessi i percettori del Reddito di Cittadinanza, i disoccupati, i lavoratori part time.

Tutti costoro sono catalogati quali scansafatiche, ovvero come Anarchici se osano protestare.

Che cosa trovate di strano in tutto questo?

I vostri padri spirituali hanno scarificato i lavoratori alla importazione di selvaggina, e le Terze Fila li tradiscono per consumare le ultime, disperate speculazioni edilizie.

Dopo le quali, rimane la estrema risorsa, consistente nei posti elargiti dalla Provincia.

Non a caso, il Bassotto viene chiamato il Sindaco Presidente, per analogia con il Grande Timoniere, il Combattente Supremo, il Presidente Eterno, il Capo dei Credenti, il Lider Massimo, il Re dei Re.

Dimenticavamo lo autoproclamato Maresciallo Tito.

Questo nome dovrebbe ricordarvi qualcosa.

Bene, dunque, si é fatto scegliendo di non rivolgersi ai Probiviri.

La Destra avrebbe tacciato i denunzianti di essere degli anarchici, e la Sinistra di essere dei frazionisti piccolo borghesi.

Senza peraltro avere tutti i torti: sono infatti tali i Postelegrafonici, mentre con i Commercialisti ci si può sempre intendere.

Cordiali saluti.

Mario Castellano

Mario Castellano