L’autorevole Economista Americano Goldman ha avvertito – senza ricevere alcuna smentita – che ormai, nel giro di pochi giorni, il maggiore “Hub” degli Stati Uniti in cui avviene la raffinazione del Petrolio dovrà cessare l’attività, a causa del mancato afflusso della Materia Prima Energetica provocato dal blocco contemporaneo di Hormuz e del Mar Rosso.

Il pompaggio del Combustibile non può, infatti, essere abbassato oltre un certo limite, per evitare che si produca un deposito di Petrolio condensato nelle tubazioni. Ciò le danneggerebbe fino a mettere l’impianto fuori uso.

L’unica soluzione possibile per evitare tale esito consisterebbe, a questo punto, nella cessazione dell’attività di raffinazione.

L’Offerta di Benzina e Gasolio sul Mercato ne risulterebbe però fortemente ridotta, causando un aumento vertiginoso del prezzo praticato – come si suole dire – “alla pompa”.

A questo punto, Goldman smette i panni del tecnico esperto in Ingegneria Petrolifera per vestire quelli – a lui propri – dell’Economista.

Ci avverte implicitamente che la scelta già compiuta dal Governo Americano, quale capofila di tutti quelli dell’Occidente, consiste nel praticare il sistema di Razionamento al tempo stesso più semplice, ma anche più iniquo.

Verranno, cioè, progressivamente esclusi dal Mercato quanti, via via, non risulteranno più in grado di sopportare gli aumenti del prezzo, senza naturalmente distinguere tra chi usa il Combustibile per svago e chi, viceversa, ne ha bisogno per svolgere il proprio lavoro, che in molti casi non serve soltanto a mantenere chi lo svolge, ma riveste anche una particolare utilità sociale.

Gli esempi che potremmo citare sono infiniti.

Noi ci permettiamo di andare oltre la valutazione della situazione dal punto di vista della Scienza Economica – di cui non abbiamo, peraltro, alcuna competenza – per considerare il Pensiero Politico che ispira questo orientamento.

È indubbio che il Razionamento comporti dei problemi amministrativi molto difficili da risolvere sul piano pratico.

Le quote cui si ha diritto sarebbero vendute, in tutto o in parte, al prezzo stabilito dal Mercato oppure a un prezzo amministrato?

La quantità di Combustibile assegnata a ciascuno sarà calcolata in base al numero di veicoli di sua proprietà oppure sarà esclusivamente riferita “ad personam”?

E soprattutto, si terrà conto della funzione sociale propria dell’attività svolta da ogni Utente, tra i quali non figurano soltanto le Persone Fisiche, ma anche altri soggetti, tanto di Diritto Pubblico quanto di Diritto Privato?

Si presume comunque che le diverse Amministrazioni – e in particolare quelle preposte alla Sanità e alla tutela dell’Ordine Pubblico – si riservino una quota di Benzina e di Gasolio.

Altrimenti si determinerebbe una moria tra le persone bisognose di trasporto verso i Luoghi di Cura e uno scatenamento incontrollato della delinquenza.

Ciò detto, il Razionamento imposto unicamente dall’aumento del prezzo, determinato dalla Legge della Domanda e dell’Offerta, produrrà un effetto sociale e politico sul quale vale la pena soffermarsi e che si può definire genericamente come il venir meno dell’influenza dei cosiddetti “Corpi Sociali”, cioè dei soggetti cui è attribuita la rappresentanza delle diverse Categorie.

Tanto per fare un esempio, i medici si domanderebbero a che cosa serva il loro Ordine Professionale se non fosse in grado di aiutarli a sopperire a una necessità che non è soltanto loro, bensì di tutti: quella di raggiungere tempestivamente il rispettivo Presidio Sanitario oppure di accorrere ad assistere un paziente presso il suo domicilio.

A vedere accresciuti il proprio ruolo, la propria influenza e perfino il proprio prestigio – sia pure non sempre meritato – sarebbero, viceversa, i soggetti più potenti.

Essi, fin d’ora – a prescindere dalle emergenze come quella già vissuta al tempo della cosiddetta “Epidemia” e come quella in arrivo con la Crisi Energetica –, costituiscono altrettanti “Stati nello Stato”.

Abbiamo già fatto riferimento alla Mafia, il cui radicamento è dovuto alla capacità di sopperire ad alcune necessità insopprimibili dei propri affiliati.

La Mafia, infatti, in molte zone garantisce il lavoro.

Non garantisce necessariamente soltanto quello dei cosiddetti “Soldati”, i quali compiono attività manifestamente criminali, ma anche occupazioni pienamente legali.

Un Muratore che dipende da una Ditta in grado di ottenere gli appalti mediante la corruzione e l’intimidazione non commette, naturalmente, alcun Reato.

Costui sarà però tenuto, in primo luogo, all’omertà e anche a orientare il proprio suffragio secondo le indicazioni ricevute dai suoi Capi.

In tempo di crisi economica, questo sistema inevitabilmente si rafforza, diminuendo le possibilità di lavoro offerte dai soggetti che operano legalmente.

Sono, peraltro, destinate a espandersi anche le nuove forme di lavoro – in particolare quelle connesse con il ritorno all’Agricoltura – che già si stanno diffondendo di pari passo con il venir meno delle opportunità offerte dalle Manifatture, le quali stanno cessando l’attività in tutto l’Occidente.

Qui il fenomeno economico si coniuga con la tendenza al recupero della propria Cultura e della propria identità.

Naturalmente, la difficoltà di trasportare il prodotto verso i Mercati si farà sentire, soprattutto – come va di moda dire oggigiorno – imponendo di “accorciare la filiera”.

Si può riprodurre quella forma di Economia Agricola che precedette l’epoca in cui la formazione di Stati Nazionali o Regionali più estesi rispetto a quelli del Medioevo permise una maggiore sicurezza dei traffici commerciali, incoraggiando le Monocolture – in Liguria fu impiantata quella degli Olivi – più adatte alle diverse specifiche condizioni climatiche.

Quanto eccedeva le necessità del consumo locale poteva, infatti, essere scambiato con i prodotti espressi da altre Monocolture.

Nel Medioevo prevaleva, invece, il sistema detto della “Terra Composta”.

Ogni Comunità doveva sopperire da sola alle proprie necessità.

Questa fu la situazione alla quale si ritornò durante la Seconda Guerra Mondiale e, in particolare, nella sua fase finale, quando ripresero dalle nostre parti, a causa della necessità, la Zootecnia e la coltivazione dei Cereali.

La Crisi Energetica può dunque favorire non soltanto un accrescimento del ruolo attribuito ai cosiddetti “Stati nello Stato”, ma anche la frammentazione territoriale, causata dall’impossibilità, per le Autorità Centrali – divenute troppo remote e perfino incapaci di rendersi conto delle necessità proprie delle realtà periferiche –, tanto di sopperire a tali bisogni quanto di reprimere le inevitabili ribellioni.

Giorgio Rumi, grande Storico Cattolico Italiano, purtroppo prematuramente scomparso, scrisse che nel periodo finale della Seconda Guerra Mondiale, quando l’Italia era divisa tra due diverse Autorità comunque soltanto nominali, venne il tempo dei nuovi “Principi-Vescovi”.

Si trattava, cioè, di quelle Autorità Religiose che dovettero – non tanto per loro scelta o per loro vocazione, quanto perché indotte dalla necessità – farsi carico delle prerogative normalmente attribuite alle Autorità Civili, soprattutto provvedendo a proteggere e a sfamare le popolazioni.

Oggi è apparsa sulla Stampa una rilevazione condotta tra i Giovani, i quali affermano di avere fiducia nel Papa, mentre, viceversa, le Istituzioni dello Stato sono ritenute da loro per nulla prestigiose e credibili.

Ciò che più colpisce di tale orientamento è il fatto che Prevost non abbia fatto assolutamente nulla per estendere il proprio Potere e la propria influenza al di fuori dell’ambito strettamente spirituale.

Se il suo prestigio risulta accresciuto, lo si deve dunque ad altri fattori.

Uno di questi è il livello culturale espresso non solo dal Pontefice, ma più in generale dalla Gerarchia e dal Clero.

La cosiddetta “Classe Politica” – ma il discorso si può estendere all’insieme della Classe Dirigente Occidentale – è ormai da tempo selezionata “in negativo”.

I giovani rifuggono – per non mescolarsi con persone che disistimano – dall’impegno politico e si esprimono in altri campi, come la Cultura e, per l’appunto, la Religione.

Questo allontana ulteriormente i politicanti dalla gente comune, rendendoli autoreferenziali e, soprattutto, sempre più incapaci di governare le situazioni, in particolare nell’emergenza.

I Giornali, dovendo in qualche modo riconoscere che l’Energia è sempre più cara e sta già mancando, danno la colpa al caldo, che induce ad accendere i Condizionatori.

Se fossimo d’inverno, la responsabilità verrebbe attribuita al freddo, che, a sua volta, fa accendere i Termosifoni.

In realtà manca il Combustibile.

Perché la Classe Dirigente Occidentale non è stata capace di prevedere come l’Ordine Economico Mondiale, ereditato dal Colonialismo e dalla nostra supremazia, fosse destinato, prima o poi, a essere messo in discussione dai Popoli Extraeuropei, che oggi bloccano Hormuz e Bab El Mandeb?

Gli unici soggetti che a lungo ammonirono riguardo a questa prospettiva furono i diversi Papi.

Ora i Giovani si rivolgono all’attuale Pontefice tanto perché si rendono conto della lungimiranza dimostrata dall’Istituzione che egli è chiamato a guidare, quanto perché vedono istintivamente in essa l’unico soggetto in grado di mediare tra le parti in causa, salvando la Pace o, quanto meno, impedendo che la Guerra porti a un regolamento di conti nel quale i Popoli sarebbero chiamati a pagare le colpe dei loro Governanti.

Questo offre alla Chiesa l’occasione per estendere la propria influenza.

Diciamo pure il proprio Potere.

Se il Papa non fosse l’espressione di una cultura Cattolica Liberale, temeremmo la tentazione di restaurare il Confessionalismo o la Teocrazia.

Ci pare, invece, che Prevost, in quanto esponente di una Chiesa radicata nell’unico Stato dell’Occidente che fu laico fin dalla propria Fondazione, non sia minimamente tentato di cadere in un simile errore.

Anche se la crisi degli Stati Nazionali dell’Occidente può indurre qualcuno – in ambito ecclesiale – ad auspicare che venga commesso.

La grande occasione, per la Chiesa Cattolica, per il Cristianesimo e per tutta l’identità Giudaico-Cristiana, consiste non già nel sacralizzare il Potere – il che induce inevitabilmente a discriminare i non Credenti o i diversamente Credenti, compromettendo l’eredità più preziosa della Rivoluzione Liberale –, bensì nel sacralizzare la responsabilità che l’esercizio del Potere comporta.

Ciò, comunque, causa una Rivoluzione con la quale si dovrà eliminare una Classe Dirigente composta da soggetti fondamentalmente irresponsabili e, dunque, inetti, essendo incapaci di accettare un nuovo Ordine Mondiale che renda giustizia ai Popoli.

C’è naturalmente chi già invoca e, anzi, annunzia l’avvento di una Teocrazia, invocando a sostegno dei propri propositi le più diverse Profezie, vere o presunte.

La vera Profezia consiste nell’avere anticipato i termini del contenzioso con cui tutto il Mondo – ma in particolare l’Occidente – deve oggi confrontarsi e nell’avere fatto della Chiesa l’unico soggetto capace di comporlo, essendo ugualmente radicata in entrambe le parti nelle quali il Mondo si divide.

Se il primo viaggio di Bergoglio fu a Lampedusa, dove il Sud e il Nord sono entrati in conflitto, il primo viaggio di Prevost è stato ad Antiochia, dove il Cristianesimo prese forma come Religione Orientale, in grado però di convertire l’Occidente, che oggi può essere salvato soltanto in quanto rinunzi a mantenere la sottomissione del resto del Mondo, convertendosi alla Verità e alla Giustizia.

Mario Castellano