Se ancora qualcuno dubitava dell’imminenza di una Crisi Energetica, che ci costringerà ad andare tutti a piedi, la vicenda dell’Azienda Municipalizzata dei Trasporti di Genova dovrebbe servirgli da ammonimento.
Nei giorni scorsi, ci si è affrettati a stipulare un Concordato Preventivo, che assomiglia a una ignominiosa Resa Incondizionata.
Se però si fosse indugiato ancora per poche settimane, l’impossibilità di far circolare gli Autoveicoli avrebbe causato un’ancor più catastrofica Dichiarazione di Fallimento, risultando inutile mantenere in vita un’Azienda che, a quel punto, non avrebbe più potuto trasportare nessuno.
Il debito accumulato in anni di gestione a dir poco sconsiderata ammonta a ben Cento Ottanta Milioni di Euro.
La Sindaca Salis si è esibita nei giorni scorsi seminuda in un video con cui invitava gli Anziani a rifugiarsi dal caldo estivo nei Musei, dove è in funzione l’Aria Condizionata e non si paga il Biglietto di Ingresso.
Ci fa piacere per i vecchietti, provvidenzialmente salvati dal collasso, ma che bisogno c’era dello “Strip Tease”?
Verosimilmente, la Lanciatrice del Martello non ha altra dote da esibire dinnanzi ai Genovesi, al di fuori della sua indiscussa avvenenza.
Ci domandiamo tuttavia perché questa Signora non denunzi l’attuale Minoranza quale responsabile del dissesto dell’Azienda dei Trasporti.
Il motivo è molto semplice.
L’ex Opposizione, ora divenuta Maggioranza, pur essendo rappresentata tanto negli organi di gestione dell’Azienda quanto, soprattutto, nel Consiglio Comunale – cui spettavano il controllo e la vigilanza sull’operato degli Amministratori – non ha mai sollevato la minima obiezione in merito al loro operato.
Se dunque la Sindaca avesse attribuito la colpa del disastro a Bucci, costui avrebbe avuto buon gioco nel risponderle: “Tu quoque”.
I Creditori chirografari riceveranno la metà del Fatturato, perdendo non solo tutto il margine di guadagno, ma anche una buona parte delle spese sostenute per fare – come si suole dire – i “Donatori di Sangue”.
Molti di loro, di conseguenza, rischieranno di fallire, producendo un effetto a catena.
Chi non corre un simile rischio sono le Banche, pur avendo generosamente prestato all’Azienda del denaro che non rivedranno più.
Lo Stato accumula così nei loro riguardi un debito “morale”, che gli Istituti di Credito sapranno far valere e che si aggiunge a quello effettivo maturato al tempo della cosiddetta “Epidemia”, quando il Governo le costrinse a prestare dei soldi alle Imprese Private in difficoltà, fornendo la propria fideiussione.
Poiché i titolari, essendo usciti rovinati dal “Covid”, non restituirono un bel nulla agli Istituti di Credito, si poteva escutere lo Stato.
Le Banche si guardarono però bene dal farlo, per evitare il tracollo del Debito Pubblico, che a sua volta avrebbe impedito di pagare gli Stipendi ai Dipendenti della Pubblica Amministrazione.
Neanche quelli della gloriosa “A. M. T.” correranno peraltro questo rischio, dal momento che la Regione ha stanziato Trenta Milioni destinati alle Retribuzioni e all’acquisto del Combustibile, prolungando così l’agonia del Soggetto incaricato di scorrazzarli.
I Genovesi potranno dunque prendere l’Autobus fino a quando si saranno consumate tutte le (altrui) Riserve Strategiche di Petrolio.
A quel punto, ci si domanderà perché continuare a stipendiare i Conducenti di Autobus ormai costretti a fermarsi.
Qualcuno suggerirà dunque sagacemente di mandarli a casa, limitandosi a corrispondere loro il Reddito di Cittadinanza.
Lo stesso avverrà per tutti i soggetti impossibilitati a continuare il proprio lavoro.
Unica nota lieta in un così desolante panorama: i fornitori di alcuni veicoli di ultimo modello riceveranno l’intero ammontare della Fattura, in quanto – per loro fortuna – l’acquisto è avvenuto con i soldi elargiti dal “P. N. R.”, cioè dall’Europa.
I nuovi Autobus rischiano però di fare la stessa fine di quelli all’Idrogeno acquistati dalla nostra “Riviera Trasporti” e venduti come ferro vecchio, in quanto la Motorizzazione Civile non aveva neanche autorizzato l’ingresso in Servizio.
A proposito della “R. T.”, si segnala il pensionamento di venticinque Dipendenti, i quali probabilmente stanno brindando allo Scampato Pericolo, essendosi sottratti “in extremis” all’inevitabile e imminente naufragio.
Chi frequenta i nostri Tranvieri sa che l’argomento ossessivo di ogni loro conversazione era costituito dall’urgenza di lasciare il Lavoro.
Tanto l’Azienda Genovese quanto quella del Ponente cesseranno naturalmente di servire l’Entroterra, i cui abitanti saranno ricacciati nel Medioevo, essendo costretti a discendere e risalire per le loro impervie vallate a piedi oppure su qualche cavalcatura.
Si annunzia infatti un “revirement” degli Animali da Soma.
Un Allevatore di Bardineto ne sta facendo incetta in tutta la Regione.
Di recente, un suo Collega della Valle Impero gli ha ceduto a peso d’oro tutti quelli che aveva.
L’investimento si rivelerà comunque lungimirante.
I Dirigenti della “Riviera Trasporti” si ostinano intanto a farci credere che il disastro contabile sia colpa dei “Portoghesi”.
Si moltiplicano così le operazioni volte a ricercare questi reprobi, infliggendo loro la meritata e severissima Sanzione.
Non si parla invece degli emolumenti percepiti dai Grandi Capi.
Se i Dipendenti che non hanno fatto in tempo ad andare in pensione finiranno tra i percettori del Reddito di Cittadinanza, i Dirigenti aspirano ad arruolarsi per la Guerra Civile, di cui si può fin d’ora assistere a un anticipo, costituito dallo spettacolo inscenato quasi quotidianamente in piazza Dante.
Anziché attendere che gli Utenti sbarchino dagli Autoveicoli, i Manipoli “Interforze”, costituiti da appartenenti a tutte le Polizie – tanto Pubbliche quanto Private –, si esibiscono in audacissimi “Assalti alla Diligenza”.
L’Autobus non ha ancora spento il motore e già i Tutori dell’Ordine si precipitano a presidiare le uscite.
Subito dopo, le “Truppe Scelte” – si tratta dell’equivalente dei “Navy Seals” Americani o dei nostri Incursori di Marina del Varignano – salgono a bordo, dimostrando un assoluto sprezzo del pericolo.
A questo punto, si odono le urla disperate degli “Extracomunitari” privi di Titolo di Viaggio, rimasti bloccati senza scampo sull’Autoveicolo, i quali vengono trascinati a terra per l’Identificazione e la Contestazione dell’Infrazione.
Prima o poi, “ci scappa il morto”.
Come è successo a Bologna, dove il Marocchino di turno – il quale dava in escandescenze a prescindere dall’uso illegale del Trasporto Pubblico – è stato soffocato nel corso di un’Operazione condotta dalla Questura.
Ad Imperia, la regia spetta – “ça va sans dire” – alla Centrale Operativa allestita al Primo Piano del Municipio, dove abbiamo potuto ammirare il relativo Schermo Gigante, simile a quello installato nella “Situation Room” della Casa Bianca, da dove il Presidente degli Stati Uniti poté seguire in diretta l’eliminazione di Osama Bin Laden.
“Mohammed” Bensa è avvertito.
Mario Castellano