Una delle caratteristiche più peculiari della Commissione Nazionale dei Giudici di Gara (CNGC) è consistita fin dalla sua istituzione, avvenuta nel 1970, quando il Consiglio Federale della Federazione Ciclistica Italiana decise di sopprimere l'anteriore Associazione Nazionale degli Ufficiali di Gara (ANUGC) del Ciclismo, nella organizzazione degli annuali raduni tecnici riservati ai Giudici appartenenti alle categorie nazionale ed internazionale.
Tale iniziativa si proponeva di dare luogo ad un confronto tra le diverse componenti dei settori tecnici della Federazione.
I lavori di ogni raduno erano introdotti da relazioni specifiche, dedicate ai principali temi inerenti agli eventi agonistici.
All'epoca si rendeva sempre più necessario far fronte alle nuove esigenze determinate da un ciclismo professionistico in continua trasformazione, in relazione tanto con gli impegni richiesti dal sempre più intenso calendario delle competizioni quanto con i notevoli investimenti di capitali da parte di “sponsor” italiani e stranieri.
Si rendeva necessario per la Commissione – cui spettava tra l'altro il compito di designare il Collegio di Giuria delle gare – disporre di Giudici con una preparazione tecnica professionale adeguata per cultura, per conoscenza dei regolamenti, per capacità di valutazione e di giudizio.
Nel 1989, la Commissione Nazionale incaricò la Commissione Regionale delle Marche di organizzare il raduno tecnico nazionale, che si sarebbe svolto nel mese di febbraio dell'anno successivo.
I dirigenti ed i colleghi marchigiani si misero all'opera sotto la guida dell'amico Presidente Regionale Pellegrino per riservare ai partecipanti la migliore accoglienza.
Come sede del raduno venne scelta l'antica Città di Loreto, nota nel mondo per ospitare il grande Santuario dedicato alla Madonna.
All'interno della navata centrale della Chiesa si trova la piccola casa in pietra della Vergine, venerata come loro Patrona dagli aviatori, incastonata nella splendida natura della terra marchigiana.
La tradizione narra che l'abitazione della Vergine, simbolo dell'elevazione spirituale, venne trasportata fin qui dagli Angeli dalla lontana Galilea.
Gli innumerevoli pellegrini che ogni anno raggiungono il Santuario da ogni parte del mondo percorrono in ginocchio, in segno di devozione, il perimetro esterno della “Santa Casa”, pavimentato in marmo, su cui sono visibili due solchi profondi, causati dal loro passaggio.
Sabato 22 febbraio del 1990 il raduno ebbe luogo nell'ampio e bellissimo Salone, messo a disposizione dalla Curia Vescovile.
Dopo i consueti saluti iniziali rivolti ai partecipanti dalle Autorità, prese la parola Sua Eccellenza Monsignor Loris Capovilla, che per lunghi anni era stato Segretario Particolare di Sua Santità il Papa Giovanni XXIII, Angelo Giuseppe Roncalli.
Ricordo come fosse allora il suo timbro di voce armonioso, dolce e gradevole, che – lo confesso – causò in me una profonda commozione.
Nel suo discorso, l'Alto Prelato si soffermò a richiamare ed esaminare i valori spirituali dello sport, con particolare attenzione alla difficile missione affidata ai Giudici di Gara ed alla loro capacità di interpretare con assoluta imparzialità le regole delle competizioni.
Da ultimo, Monsignor Capovilla si domandò chi potesse essere il Santo Protettore di questa categoria di operatori dello sport.
Dopo alcune riflessioni, affermò che poteva essere Sant'Ivo, cui già era dedicata l'Università dell'Urbe, detta per l'appunto la “Sapienza”.
Udita questa affermazione, dalla platea si levò un lieve mormorio, quasi sibilante, seguito da un caldo applauso di consenso.
Monsignor Capovilla rimase quasi stupefatto, pensando forse di avere detto qualcosa di strano.
Prontamente, il Presidente della Commissione, Marco Bognetti, che conduceva i lavori del raduno, rassicurò il Prelato che si trattava di un tangibile segno di approvazione e di un motivo di compiacimento, in quanto era presente in platea un collega da tutti conosciuto, che per l'appunto si chiamava Ivo Bensa.
In quel momento venni invitato al tavolo della Presidenza, perché Monsignor Capovilla desiderava conoscermi di persona.
A questo punto, egli pronunziò, rivolgendosi a me, alcune significative parole di augurio per
l'attività dei Giudici di Gara.
Questo fatto, molto significativo, è rimasto sempre impresso nel mio cuore e nella mia memoria, insieme con l'indelebile ricordo di Monsignor Capovilla, così carismatico e mite, ricco di un dolce odore di santità.
Il mio animo percepì allora una trepida speranza ed un senso di conforto, quello che viene trasmesso a voce tra i fedeli: “Non temete”.
Nell'annuale susseguirsi dei raduni, la Commissione Nazionale mi affidò più volte l'incarico di relatore.
Nel 1982, dovetti assolvere anche quello di organizzatore.
L'assise si svolse a Bordighera, la “Città delle Palme”, con la partecipazione di oltre duecento colleghi, riscuotendo un unanime apprezzamento per l'ottima accoglienza e per l'efficiente organizzazione.
L'Amministrazione Comunale, guidata dal Sindaco Zaccari, figlio del defunto Senatore Raul, insieme con l'Azienda di Soggiorno e Turismo, furono di particolare supporto nell’affrontare e risolvere i diversi problemi organizzativi.
Mario Castellano