Alcuni emissari del Governo di Berlino vennero inviati a tal fine a prendere contatto con gli esuli monarchici, residenti in gran parte nella zona di confine tra Francia e Italia, da Nizza a Sanremo.

Pare che il personaggio più corteggiato fosse il principe Yusupov, che aveva vissuto un momento di notorietà guidando la congiura in cui venne ucciso Rasputin, così liberando la consorte di Nicola II e lo stesso imperatore dall'influenza nefasta esercitata dal monaco, che Yusupov ammazzò personalmente, sfidando le maledizioni scagliate contro chi avesse osato toccarlo.

I nazisti non trovarono un solo collaborazionista, neanche nella persona del principe, cui avevano pensato quale "Quisling" della situazione. Eppure, gli esuli erano tutti fanatici anticomunisti, con indubbi motivi personali di risentimento nei riguardi dei bolscevichi. Questa loro scelta dimostrò naturalmente come i russi fossero patrioti, ma quanto conferisce attualità a quegli eventi lontani è la distinzione tra gli interessi della nazione e gli interessi dello Stato.

Se si applica alle scelte che ciascuno può essere indotto a compiere in tempo di guerra un criterio morale, risulta lecito opporsi al regime che governa il proprio Paese, mentre non è lecito tradire la nazione, danneggiando i suoi interessi vitali.

Abramo Lincoln coniò la famosa frase: "in right, in wrong, my country". Normalmente, però, si omette di citare la sua seconda parte, che è testualmente la seguente: "se ha ragione la difendo, se ha torto la correggo". Per correggerla, si può anche arrivare a prendere le armi contro il Governo. Ora Biden dice che Putin è un "assassino", e mobilita contro di lui tutte le forze politiche (per fortuna, non ancora quelle militari) degli Stati Uniti. Delegittimado il suo omologo, il Presidente invita implicitamente i russi a rivoltarsi contro di lui. Se una nuova operazione verrà lanciata contro la Russia, non assisteremo naturalmente ad una irruzione di carri armati, come quella realizzata da Guderian. Vedremo invece la ripetizione di una di quelle destabilizzazioni che sono riuscite fino ad ora in quasi tutti i Paesi dell'Est, basate sulla mobilitazione della piazza.

Risulta dunque decisivo il comportamento dei cittadini. Perchè i russi hanno fatto vincere alla "Armata Rossa" la guerra civile, e poi la "Grande Guerra Patriottica"? Perchè i bolscevichi - pur con tutti i loro delitti - avevano saputo interpretare l'interesse della nazione. Applicando al loro Paese il criterio elaborato da Gramsci, essi avevano esercitato l'egemonia. Nel 1861, Alessandro II aveva liberato i servi della gleba: i quali, però, anzichè dichiararsi contenti, protestarono per questa decisione. Essi, infatti, fino ad allora non potevano lasciare la terra cui erano assegnati, ma nemmeno potevano esserne espulsi.

In Occidente, questo siatema economico era stato abbandonato proprio quando Ivan "il Terribile" lo instaurava in Russia, in quanto lo sviluppo delle città era in grado di assorbire la mano d'opera rurale. Nel Principato di Mosca, ciò non risultava possibile neanche nel 1861. Per giunta, i proprietari terrieri dovettero stipendiare i dipendenti, trasformandosi in imprenditori agricoli. Non disponendo però dei mezzi finanziari necessari, l'intero sistema produttivo si indebitò con le banche, di proprietà francese ed inglese. La Russia divenne così una semicolonia, come spiegò molto bene Lenin nel suo migliore libro di analisi economica, "Lo sviluppo del capitalismo in Russia". Francia e Inghilterra imposero così nel 1907 l'adesione alla "entente cordiale", e poi la partecipazione alla guerra, cui la Russia era del tutto impreparata. L'alleanza con l'Occidente risultava dunque contraria al suo interesse nazionale. I boscevichi imposero l'uscita dalla guerra, e nazionalizzarono le banche. I rivoluzionari liberali avevano invece rifiutato di prendere l'una e l'altra di queste misure. Quanto a Hitler, considerava tutti gli slavi - e non solo i russi - come "untermenschen".

Che piani ha oggi l'Occidente per la Russia? Lo smembramento territoriale e l'appropriazione delle sue risorse naturali. Che i dirigenti del Cremlino ci hanno sempre venduto ad un prezzo ragionevole. Risulta dunque poco probabile che l'opposizione riesca a causare una sollevazione, anche se naturalmente Putin non è uno stinco di santo, come non lo erano Stalin e Alessandro I, che si oppose a Napoleone.

Facciamo dunque attenzione a provocare i russi. Può anche succedere che un confronto con il loro Paese faccia crollare il nostro fronte interno.

In un precedente articolo, abbiamo provato a stilare l'elenco dei soggetti che non si riconoscono nello Stato italiano, e lo ritengono per i più vari motivi illegittimo. Tra i molti, si annoverano anche i tradizionalisti cattolici, che a noi - naturalmente - non piacciono. Non conviene però regalare degli argomenti a questa gente. "L'Italia - dice la Costituzione - ripudia la guerra", salvo che sia soltanto difensiva.

Mario Castellano