I maliziosi possono certamente rilevare che il sindaco Scajola, vista preclusa la via di Genova, dove il presidente Toti non perde nessuna occasione per dimostrarsi ostile nei suoi confronti, si rivolge a Ponente, cercando nel suo collega Estrosi l’interlocutore che non trova nella “dominante”. Questo, però, attiene alla “politique politicienne”. Per quanto riguarda invece le prospettive della nostra gente, la decisione adottata dalle tre amministrazioni civiche va nella direzione della storia, e non vale la pena disquisire se i tre sindaci si collocano all’avanguardia cui si adeguano.
Non conosciamo la situazione di Cuneo, dove comunque non si è perduta la memoria del pur breve periodo in cui la città appartenne alla Francia. Certamente l’autonomismo piemontese, riferito alle memorie sabaude, trova i suoi più convinti fautori nella zona compresa tra le Langhe ed il Monferrato. Lo prova il fatto che le spoglie di Vittorio Emanuele III e della consorte Elena hanno trovato sepoltura in patria né a Roma, città estranea ai Savoia, né a Superga, essendo Torino ormai dimentica del suo passato reale bensì a Vicoforte, dove sono vegliate dagli unici italiani che della loro famiglia si sono sempre considerati compaesani.
Estrosi, dal suo canto, lavora da sempre alla promozione di una realtà transfrontaliera, che allontani Cuneo ed Imperia da Torino, da Genova e da Roma, ma anche Nizza da Parigi. La regione Provenza-Costa Azzurra, che egli presiede, parla in parte ligure ed in parte occitano, e la bandiera con la croce nera in campo rosso sventola da tempo tanto sulle Alpi Marittime quanto al di là del Varo. C’è poi la concomitante azione diplomatica ed economica svolta dal Principato di Monaco.
Il sindaco di Nizza è comunque il punto di riferimento delle nostre aspirazioni comuni. L’idea cui ha improntato il suo governo della città e della regione è quella della identità di transizione. Che in quanto tale richiede l’apporto delle genti ancora separate da un confine sempre più obsoleto ed artificioso. Ora attendiamo i nomi dei premiati. Speriamo si tratti di persone capaci di esprimere quanto ci unisce. La prima scelta riguarda comunque la commissione aggiudicatrice, i cui componenti dovranno essere designati prescindendo dalle vecchie logiche nazionaliste, in particolare italiane. Scajola dovrà dunque evitare di indicare degli uomini connotati per la loro appartenenza partitica. Il sindaco non appartiene d’altronde più allo stesso schieramento di Toti, e chi si è reso responsabile in passato di averlo consigliato male è in esilio tra Savona e Genova, “in partibus infidelium”. Non è più il tempo degli scalmanati delle tifoserie. E’ l’ora degli studiosi e delle menti aperte.
Non proponiamo comunque nessun candidato al “Flamalgal”, per evitare di bruciarlo. Attendiamo le scelte dei tre sindaci. Ne va delle loro fortune politiche, ed anche del nostro comune futuro.
Il nostro concittadino “Duilio” Durante, gloria del pugilato imperiese – è ancora viva la memoria del suo combattimento contro il tunisino Ben Khadda nella leggendaria palestra di Corso Europa, tempio della boxe genovese – lamenta che le televisioni non trasmettano più le riunioni del suo sport. A parte il fatto che attualmente tali manifestazioni sono sospese, ed a parte il fatto che siamo profani in materia di sociologia sportiva (Franco Brioglio sarebbe la persona più indicata per trattare l’argomento, essendo stato nominato dirigente del Comitato Olimpico per chiamata diretta), possiamo notare che l’oscuramento si potrebbe attribuire a due cause, alternative o concomitanti. O gli organizzatori chiedono troppi soldi per concedere i diritti, o non c’è più domanda, in quanto il pubblico europeo (quello americano è diverso) non si appassiona più per il pugilato: c’è tanta violenza in giro da rendere inutile la sua riproduzione nello sport. Ciò spiega anche la sparizione delle cosiddette “curve” (tra cui quella della nostra squadra di pallanuoto, già usata quale coorte da “Forza Italia”. I loro componenti, dopo il lungo allenamento dei campionati, si sono riversati per strada, sostituendo i rispettivi colori con l’arancione dei “gilet”. Tra Francia e Italia, ricorrono le variazioni cromatiche: nel Tricolore, abbiamo sostituito il blu con il verde. Ora il giallo si muta in arancione. “Duilio” ha un futuro quale allenatore delle nuove milizie.
Purtroppo, però, lo “sponsor” della pallanuoto si è stancato di pagare, dopo la duplice disavventura del porto turistico e della società sportiva. I soldi non li trova per la strada.
Mario Castellano