Il giornalista è stato colpito dal triste spettacolo dei furgoni della polizia francese che riportano indietro quanti vengono intercettati e respinti. La situazione è tuttavia comparabile con quella del contrabbando di droga: giunge notizia dei carichi requisiti, ma non di quelli immessi nel mercato.

Nella nostra ligua regionale esiste l'espressione "lengera", usata per designare in modo spregiativo i marginali ed i vagabondi. L'etimologia del termine deriva dall'attraversamento dei paesi costieri del Ponente da parte di chi camminava verso la Francia. Dovendo compiere il viaggio a piedi, costoro portavano con sè un bagaglio per l'appunto leggero. Era costume della popolazione aiutarli, offrendo loro cibo ed alloggio per il pernottamento. Ora questa situazione si sta ripetendo.

L'imam di Ventimiglia ci ha raccontato come il bagno della moschea venga usato - oltre che per le abluzioni rituali - anche per i bisogni dei migranti. Da questa situazione si evince che l'equilibrio demografico dell'Europa occidentale cambia con una progressione inesorabile. In parallelo, evolve anche il rapporto tra le comunità di immigrati e le autorità dei Paesi che li ospitano. Le persone di origine straniera sono portate naturalmente a solidarizzare con chi cerca di entrare. Tanto più se questo sentimento viene incoraggiato da una motivazione religiosa. Poichè però l'ingresso in un Paese straniero, l'alloggio offerto ai nuovi arrivati ed il lavoro cui vengono addetti risultano quasi sempre illegali, le comunità di diversa origine finiscono per trasformarsi - volenti o nolenti - in atrettanti Stati nello Stato.

Nessuno, beninteso, intende insinuare che venga fornito un appoggio ai terroristi. Un simile comportamento risulta anzi dannoso per l'accoglienza dei migranti, dato che ne risulta una accresciuta vigilanza da parte della polizia. Tuttavia, uno Stato nello Stato è tale quando i suoi componenti obbediscono ad una autorità di fatto anzichè a quella legale.

La festa per l'insediamento di Biden è stata piena di simboli della società multiculturale, descritti con dovizia di particolari da tutti i mezzi di informazione. Il nuovo Presidente, benchè sia un democratico moderato, non appartiene ai cosiddetti "wasp", trattandosi di un cattolico irlandese. La parte del Paese risultata perdente nelle elezioni, benchè ampiamente rassicurata, si è certamente ritenuta allusa - anche se non offesa di proposito - dalla esibizione dei tratti distintivi propri delle identità diverse. Da questo sentimento può derivare un aggravamento delle contraddizioni insite nella società americana.

La situazione dell'Europa occidentale non è però molto diversa. Tempo fa, ci è capitato di passare il confine francese viaggiando col treno. Giunti alla prima stazione oltre frontiera, non c'è stato nessun controllo dei documenti, ma la gendarmeria ha fatto scendere tutti i passeggeri dall'aspetto esotico. Chi era in regola, avrebbe comunque proseguito il suo viaggio con il convoglio successivo. Tale inconveniente sarebbe toccato anche a nostra moglie, se si fosse trovata con noi.

I rapporti tra le diverse comunità risultano inevitabilmente danneggiati da simili comportamenti. La dialettica tra il nord ed il sud del mondo tende alla reciproca ostilità. Poichè tra queste due parti dell'umanità c'è disparità nella condizione sociale, ne deriva un pericolo di guerra tra il settentrione ed il meridione.

Una apertura indiscriminata dei confini non è naturalmente possibile, ma la loro chiusura determina inevitabilmente da una parte degli atteggiamenti razzistici, e dall'altra parte un senso sempre più rabbioso di esclusione. Mentre negli Stati Uniti si insedia la prima vicepresidente donna e di origine africana, in Italia il soccorso prestato a Conte dai transfughi della destra rafforza l'immagine di un Governo a trazione meridionale. Lungi da noi ogni atteggiamento razzista nei confronti dei connazionali, come quello esibito da Salvini quando era separatista. Tuttavia la biografia di Ciampolillo, senatore di Bari, costituisce una "summa" di tutto l'armamentario ideologico concepito per contrastare la scienza "ufficiale", assimilata dalla sua parte politica con la fede illuministica nelle "magnifiche sorti e progressive", ispiratrici del colonialismo. Che in Italia si è manifestato con la conquista del Meridione, assumendo le caratteristiche di una guerra civile. La quale rischia oggi di ripetersi, sia pure a parti invertite. E' infatti il Meridione che muove alla conquista del Settentrione.

La De Petris, sia pure dimostrando un livello culturale ben più alto di quello dimostrato da Ciampolillo, ha detto chiaro e tondo che il Governo, con la sua scelta dichiaratamente anti industriale, ispirata alla ideologia "green", intende conformarsi con i contenuti della Enciclica "Laudato sì". Si tratta di una asserzione incontrovertibile, tanto più in quanto il programma sociale esposto da Bergoglio costituisce il manifesto politico del sud del mondo.

Se il marxismo postulava il trasferimento dei mezzi di produzione industriali dall'una all'altra classe, oggi si auspica il loro superamento, essendo concepita la stessa "civiltà delle macchine" come causa dello sfruttamento coloniale e neo coloniale. Nel nome di questa rivendicazione, il Papa ha assunto la guida della causa del Meridione, tanto dell'Italia quanto del mondo. Ne deriva una coincidenza tra gli obiettivi della Santa Sede e quelli del Governo italiano. Da parte nostra, non abbiamo nulla da eccepire nel merito, ma rifiutiamo il metodo autoritario praticato da Conte, che non corrisponde certamente con la cultura politica occidentale.

Di Bergoglio, condividiamo il pieno riconoscimento della laicità dello Stato, ma è proprio questo principio che viene messo in questione quando esso si ispira, anzichè ad una confessione religiosa, ad una specifica ideologia. Siamo dunque pienamente solidali con il Vescovo di Roma quando schiera la Chiesa dalla parte dei popoli oppressi, ma ci preme anche mantenere intatte tutte le libertà di cui fino ad oggi abbiamo goduto.

Mario Castellano