Il Sindaco di Imperia, ringalluzzito dalla vittoria elettorale del suo amico — nemico Toti, nonché del nipote ("parenti serpenti"), ne ha fatto un'altra delle sue: per vessare ulteriormente i pochi superstiti commercianti del mercato coperto di piazza Doria - ormai ridotti ad esigua schiera, pallido ricordo dei tempi the furono - li ha fatti multare per avere lasciato i loro furgoni nel vicino parcheggio, riservato alle auto (possibilmente di colore blu).
Oltre ai terribili "Annonari" - notoriamente accaniti nelle loro funzioni di "gabellotti" - anche i Vigili Stradali danno prova di ostilità nei confronti dei "mercatali".
Tra le loro vittime illustri si annovera — come sempre — il pugliese Antonio Marzocca, particolarmente odiato dai Leghisti della maggioranza in quanto "terrone".
Inutilmente, il Papa — nella sua nuova Enciclica — si scaglia contro il razzismo.
Non si conosce il testo della relativa delibera, né i malcapitati sono stati avvisati con un cartello. "Ignorantia legis non excusat", ma la Legge dovrebbe essere pubblica, per lo meno negli Stati di Diritto.
Gli Imperiesi vivono però in una monarchia assoluta.
II Primo Cittadino deve avere sospettato un comportamento elettorale scorretto da parte di questi sudditi, notoriamente indocili: salvo, naturalmente, i soliti "crumiri".
Quale è la morale della favola?
La riassumiamo in un celebre slogan, riadattato per la circostanza: "Nella cabina elettorale, Stalin non ti vede, il collega salumiere si".
Mario Castellano