C’è una materia su cui in particolare lo Stato nazionale non è più in grado di esprimere la propria autorità con l’efficienza e la competenza necessaria: si tratta del governo del territorio, per cui esso risulta troppo esteso e composito.

Quando i cittadini di una particolare regione sentono di comporre una comunità, unita dagli stessi interessi, ma divisa tra due Stati, non basta trasferire delle competenze dalle autorità centrali, collocate nella capitale, agli enti locali, oppure ai soggetti che compongono una federazione. Occorre piuttosto costituire una nuova autorità, autonoma nell’esercizio di determinate competenze tanto nei confronti degli Stati nazionali quanto nei confronti di quegli enti pubblici territoriali già esistenti, estesi su ambiti più ampli e più lontani dal confine internazionale.

Questa è precisamente la situazione in cui si trova la Provincia di Imperia ed una parte della Provincia di Cuneo, i cui cittadini avvertono il bisogno di rapportarsi non soltanto con il Dipartimento delle Alpi Marittime, appartenente alla Repubblica Francese, ma anche con la Regione Provenza-Costa Azzurra. Questo ultimo soggetto è meglio in grado di partecipare al processo di superamento degli attuali Stati nazionali tanto per la sua collocazione geografica e per le sue dimensioni quanto perché si tratta del principale erede storico dell’Occitania, la cui indipendenza venne cancellata dal Regno di Francia fin da quando venne bandita dal 1208 al 1229 la crociata contro i Catari – detti anche Albigesi – da cui risultò distrutta la grande civiltà “trovadorica” provenzale.

C’è a Nizza un uomo politico che ha saputo molto bene interpretare le aspirazioni dei suoi concittadini. Si tratta del sindaco Estrosi, che unisce nella propria persona anche la carica di Presidente della Provenza-Costa Azzurra. In occasione delle ultime elezioni regionali, Estrosi ha dovuto affrontare la nipote della Le Pen, e malgrado il radicamento della estrema destra sul suo territorio ha vinto nettamente, instaurando con la sinistra un’alleanza non soltanto occasionale, imposta – come altrove – dalla “emergenza democratica”.

I socialisti ed i “verdi” sono stati coinvolti grazie ad un impegno programmatico molto lungimirante in materia di difesa della natura, estendendo – malgrado la ristrettezza del territorio – la tutela costituita dall’istituzione e dalla estensione dei parchi. Estrosi, molto orgoglioso della sua origine italiana – ed anzi abruzzese – ha sempre sollecitato i nizzardi provenienti dal nostro Paese a rivendicare le proprie radici.

Il sindaco non perde soprattutto nessuna occasione per ribadire che l’identità della sua gente si qualifichi come una tipica identità di transizione, in cui confluisce l’influenza della Francia e dell’Italia, della Provenza, della Liguria e del Piemonte: Nizza era detta la città “fedele” per antonomasia a Casa Savoia. Il sindaco ama inoltre ricordare l’apporto recato dall’emigrazione antifascista italiana, che coinvolse la sua (e la nostra) famiglia. Nessuno meglio di Estrosi può proporsi – anche in considerazione dell’importanza di Nizza sul piano economico e demografico – per guidare l’azione volta ad attenuare, in attesa ed in funzione di cancellarla la cesura determinata dal confine di stato.

In occasione di una riunione che si è svolta nei giorni scorsi con un amministratore comunale della Provincia di Imperia, ci siamo domandati quale proposta si possa recare ad un interlocutore così autorevole e disponibile per intraprendere una azione comune. L’idea su cui si può iniziare a lavorare è quella di costituire un consorzio tra diversi comuni italiani della zona di confine, aperto ad altri soggetti di diritto pubblico, come ad esempio la Camera di Commercio. A sua volta, questo nuovo soggetto potrebbe stipulare insieme con la Regione Provenza-Costa Azzurra un protocollo di intesa, in base al quale le diverse amministrazioni si impegnerebbero a conformare la rispettiva attività di governo del territorio in conformità con un piano di sviluppo definito in comune. In tal modo, le competenze attribuite attualmente allo Stato italiano e alla Regione Liguria non verrebbero menomate, ma l’esercizio di quelle proprie degli enti locali si collocherebbe nella prospettiva della costituzione di un nuovo soggetto, destinato col tempo a qualificarsi come tale sul piano del diritto internazionale. Qualcosa di simile sta già avvenendo tra le regioni alpine del Tirolo meridionale, del Tirolo settentrionale e della Baviera.

Contiamo di contare, per il nostro progetto, sulla loro conoscenza, e soprattutto sulla loro solidarietà.

Quando andremo a Nizza per discutere le nostre proposte e valutare come metterle in atto, speriamo di essere accompagnati anche da questi amici.

Kurz Macron, incontrandosi recentemente, hanno già parlato anche di noi, e soprattutto per noi.

Mario Castellano