E' bastato scagliare i fascisti contro la sede del sindacato (allontanandoli da Palazzo Chigi) per criminalizzare in un colpo solo tanto i manifestanti violenti e responsabili di reati (fin qui tutto bene) quanto quelli pacifici e legalitari, che chiedono il permesso alla questura e si mantengono "statici" (in tutti i sensi). Manca soltanto la repressione di chi semplicemente si esprime in dissenso dal pensiero scientifico ufficiale.
E' comunque solo questione di tempo: già "La Repubblica" dipinge gli omeopatici, esistenti "ab immemorabili", ben prima della epidemia, quali pericolosi sovversivi, dediti ad istigare alla disobbedienza civile (?!). Seguiranno i vegani, vegetariani, ed i macrobiotici. A proposito di questi ultimi, osserviamo che non è servito a costoro raccogliere informazioni sul nostro conto, da passare alla questura (fin qui nulla di male), ma anche ai servizi segreti di Paesi quali la Mongolia. La cui sicurezza dipende evidentemente dal sapere quando siamo andati a pisciare.
L'opposizione, posta dinanzi alla prospettiva di venire repressa con la forza, si trova davanti alla classica alternativa del diavolo: se scende in piazza, viene considerata fuori legge; se non manifesta, si limita ad una funzione decorativa, consistente nel dimostrare che esiste ancora il pluralismo politico. Questo avviene nelle "democrature", che si distinguono dalle democrazie proprio in quanto non è possibile un cambiamento del Governo.
Stando così le cose, è bastato convocare in questura il capo dei portuali di Trieste per ottenere - non sappiamo se con le buone o con le cattive - che revocasse la manifestazione prevista per venerdì. Comprendiamo il malcapitato: finire al "coroneo" non sarebbe servito a nulla, tanto più in quanto costui verrebbe oggi assimilato a dei malavitosi come Fiore e Castellino, personaggi collocati sul crinale tra la delinquenza politica e quella comune, utili quindi per imbastire delle provocazioni.
Meglio dunque preservare per tempi migliori le aspirazioni di Trieste, che continuerà ad aspirare alla autodeterminazione. Se per gli israeliti ci sono voluti venti secoli, noi tutti possiamo rimettere la questione ad un'altra generazione. A Roma, viceversa, la polizia - per dimostrare che non fa differenze tra la "destra" e la "sinistra" - ha caricato i ragazzini di una scuola media superiore, che la stavano "occupando". Il partito (ex) comunista, dopo avere represso il movimento del Sessantotto, si dedica da quel tempo a scimmiottarlo, facendo per l'appunto "occupare" gli istituti scolastici dai figli dei professionisti e dei funzionari pubblici. I quali dapprima protestano per la mancanza di riscaldamento, poi organizzano dei "collettivi" (cioè dei banali gruppi di studio sul "terzo mondo"), e poi - avvicinandosi gli scrutini del primo trimestre - rientrano nei ranghi.
Ora però Draghi manda un messaggio ai ministri "democratici", che suona come il classico "non rompete i coglioni": tutto quanto costoro possono decidere è la collocazione dei semafori e dei sensi vietati, dato che hanno vinto le elezioni comunali. Delle cose importanti, si occupa il Presidente del Consiglio. Letta, come Garibaldi a Bezzecca, risponde con una sola parola: "obbedisco".
Mario Castellano