Le cosiddette sciagurate “Leggi Razziali”, emanate da Mussolini, costituivano fino ad ora l’unico tema sul quale la Meloni si dissociava espressamente dal fascismo: tutto il resto era considerato invece positivo, a cominciare dalla soppressione delle libertà civili.

Come questo possa conciliarsi con la sua asserita adesione ai principi della democrazia liberale, costituisce un mistero della Fede, quali sono la maternità verginale della Madonna o la Trinità dell’unico Dio.

Ora, però, risulta evidente che l’antisemitismo – oltre a far parte dell’eredità genetica della Destra italiana – rientra anche nel suo bagaglio programmatico.

Questo orientamento, dunque, non appartiene soltanto al passato – che comunque non si può cambiare – bensì anche al futuro: il quale dipende dalla volontà degli elettori, ma soprattutto dalla volontà dei governanti che essi stanno per scegliere.

Dopo che Michetti - intimo amico di famiglia della pescivendola romanesca e scelto come candidato a Sindaco di Roma su indicazione della sorella e del cognato - aveva dichiarato a “Radio Radio” che l’Olocausto costituisce una invenzione degli Israeliti, resa possibile dal loro controllo delle banche (sic), il Sindaco leghista di Genova ha deciso di superare l’ultima soglia della decenza, mandando una Assessora ad insultare gli Ebrei nella loro stessa Sinagoga: per giunta nel momento in cui essi offrivano la propria cultura come un omaggio alla Città.

Bucci avrebbe dovuto in primo luogo – per rispetto del galateo istituzionale – presenziare di persona all’evento, e non mandare una componente della Giunta.

Il “Primo Cittadino” (se il primo è così, figuriamoci come è l’ultimo) non ha evidentemente perdonato Ariel Dello Strologo per avere contrastato la sua rielezione, ed ha deciso di vendicarsi.

Egli poteva infatti togliere le deleghe all’Assessore, o biasimarlo pubblicamente, oppure - quanto meno - dissociarsi, chiarendo che questa Signora si era espressa esclusivamente a titolo personale.

Il Sindaco non ha invece fatto nulla di tutto questo: segno evidente che quanto detto dalla sua rappresentante era stato concordato.

L’Amministrazione Comunale di Genova esibisce dunque un orientamento ufficiale antisemita.

Abbiamo già segnalato ripetutamente, molto prima che questo fatto disgustoso chiarisse l’effettiva posizione della coalizione di Destra, come l’influenza esercitata tradizionalisti cattolici prefigurasse qualche forma di persecuzione o di emarginazione – sia pure non riflessa nelle norme di Legge – contro le le minoranze religiose: in cui includiamo anche noi Cattolici liberali.

Non avevamo invece previsto che si cominciasse proprio dagli Israeliti: il ricordo di quanto avvenuto durante il fascismo, e poi nel corso dell’occupazione nazista, appariva troppo vivo e recente per permettere una sua ripetizione.

Per giunta, da quando esiste lo Stato di Israele, le Autorità di Gerusalemme esercitano - anche in assenza di atti di Diritto Internazionale che lo stabiliscano espressamente – le funzioni di “Potenza Protettrice” delle minoranze ebraiche diasporiche.

La coalizione di Destra ha ignorato questa realtà, ed ha cercato deliberatamente lo scontro, tanto con la Comunità Israelitica quanto con un Paese straniero particolarmente influente.

Si nota un evidente parallelismo con la premiazione di Draghi a Nuova York da parte di una Associazione presieduta da un autorevole Rabbino: il quale sa bene, come tutti i suoi correligionari, chi sono gli amici e chi sono i nemici.

Nelle scorse settimane, abbiamo dovuto sventare una gravissima provocazione, ordita da un noto esponente del neonazismo locale: il quale intendeva dimostrare le asserite tendenze criminali della parte politica a lui avversa.

I criminali sono piuttosto coloro che istigano all’odio religioso e razziale.

Negli anni scorsi, ci eravamo adoperati affinché un razzista dichiarato – anch’egli militante di formazioni neofasciste – occupasse la carica di Segretario Generale del Porto di Genova.

Ora invece, nel clima creato dalla resistibile ascesa della Meloni, diviene purtroppo reale quanto prima risultava impossibile.

Mario Castellano