I negoziati si sono conclusi con la piena soddisfazione delle istanze tenacemente affermate dal Governo di Londra. Il che causerà una ondata di rimpatri attraverso il Canale della Manica. In particolare, ritorneranno in Italia - secondo i primi calcoli - circa seicentomila nostri connazionali che fino ad ora si trovavano legalmente nel Regno Unito. Occorrerà sfamarli, dato che ben difficilmente potranno trovare una occupazione.

Prosegue dunque, nel nuovo secolo, una tendenza iniziata con la Grande Guerra e con i conflitti immediatamente successivi. Gli imperi erano considerati dai nostri patrioti, ed in genere da tutti i nazionalisti, come "prigioni dei popoli", ma in essi i componenti delle diverse etnie e godevano degli stessi diritti individuali. La necessità storica di affermare i diritti collettivi - "in primis" quello all'autodeterminazione - causò inevitabilmente l'emarginazione, la discriminazione, la persecuzione, e in molti casi lo sterminio, dei diversi. Si cominciò con il genocidio degli armeni, massacrati in quanto sospettati dai turchi di simpatizzare per l'Intesa. Poi, sempre nella stessa zona, venne l'espulsione dei greci dall'Asia Minore: un Paese già povero si vide piovere addosso qualche milione di disperati. L'Austria dovette ricevere tutti i componenti dell'amministrazione pubblica imperiale, che erano di lingua tedesca, o comunque germanizzati.

E' troppo lungo l'elenco delle masse di profughi prodotte dalla Seconda Guerra Mondiale. Chi non riuscì a fuggire subito, venne ridotto nella condizione di ostaggio. La Germania doveva pagare per riscattare i componenti delle minoranze tedesche sparse per l'Europa orientale che cercavano rifugio nel suo territorio. Israele era costretto a fare lo stesso per gli ebrei dell'Unione Sovietica, usati dal governo comunista come una fonte di valuta pregiata, con il pretesto che prima di emigrare dovevano risarcire lo Stato delle spese sostenute per farli studiare.

L'Europa occidentale e l'America settentrionale sono state, dal 1945 in avanti, delle isole felici, in quanto ricevevano - e continuano a ricevere - ogni sorta di profughi, tra cui risulta difficile distinguere i rifugiati politici da quelli economici. Ora l'incantesimo si rotto con l'uscita della Gran Bretagna. Non ci sarà, naturalmente, nessuna "caccia al continentale" per le vie di Londra, nè si segnalano atteggiamenti razzistici nei loro confronti da parte della popolazione inglese. Tuttavia, quanto hanno fatto altrove le torme dei nazionalisti balcanici, verrà ugualmente consumato in modo asettico dai funzionari dell'immigrazione. Anche se l'esodo non verrà accompagnato da scene di intolleranza, il suo risultato sarà sostanzialmente lo stesso.

Qualche anno fa ci capitò di assistere, presso il ristorante in cui si riunivano i dirigenti leghisti della nostra provincia, ad uno spettacolo agghiacciante. Questi signori, volendo imitare le poco commendevoli imprese di Milosevic e di Karazic, redigevano le liste dei dirigenti della amministrazione pubblica statale, tutti di origine meridionale, pregustando il momento in cui il governo della "Padania" li avrebbe cacciati. Non ci si domandava come Bossi e soci intendessero sostituirli nel governo delle province. Se consideriamo quanto sta avvenendo con la sanità lombarda, c'è da ringraziare Dio per il fallimento dei propositi di secessione. Di simili bazzecole, però, non si curavano i seguaci di Sonia Viale. Ed infatti la Liguria, dal punto di vista della salute pubblica, è stata annessa alla Lombardia. Dipendere da Milano non è molto meglio che dipendere da Roma, ma l'odio etnico veniva incanalato contro le genti del sud. In seguito l'obiettivo è cambiato, e Salvini se l'è presa con gli africani.

Nel caso della Gran Bretagna, gli induisti ed i musulmani, in quanto provenienti dal "Commonwealth", avranno miglior sorte di polacchi, italiani, spagnoli e portoghesi. Sulla Manica, assisteremo dunque al primo esito causato dalla pulizia etnica in Europa occidentale.

Noi siamo sempre stati fautori della autodeterminazione, ma in genere questo principio viene affermato concretamente dai nazionalisti. I quali solitamente non guardano per il sottile, e preferiscono privarsi dell'apporto di tanti onesti lavoratori, che contribuiscono all'economia del loro stesso Paese, pur di allontanare chi è diverso. Nel caso dell'Inghilterra, i suoi patrioti dovrebbero prendersela con i burocrati di Bruxelles. Finiscono invece per pagare i camerieri italiani e gli idraulici polacchi. Cioè, come sempre, i poveri innocenti.

Mario Castellano