Eminenza reverendissima, c'è una pagina della storia della sua regione di origine che a mio modesto avviso merita di essere rimeditata nella attuale contingenza.
Nel 1797, le truppe francesi, guidate dal generale Bonaparte, irruppero nel territorio della Repubblica di Venezia. Accorsero per fermarle, le armate dell'Austria.
La "Serenissima", ormai ridotta all'impotenza, vide i propri domini invasi da forze straniere reciprocamente nemiche, ma accomunate dal disprezzo nei riguardi della sua sovranità.
Napoleone, vinta la battaglia del ponte di Arcole, occupò Venezia. A questo punto una fazione minoritaria dei componenti del "Maggior Consiglio", mossi dall'intento di compiacere il nuovo padrone, decisero la trasformazione della Repubblica aristocratica in democratica.
In realtà, la delibera - come testimonia Ippolito Nievo - ne "Le confessioni di un italiano" - era illegittima per mancanza del numero legale: i patrizi veneti ritenevano tuttavia che piegandosi al Bonaparte si potesse salvare formalmente l'indipendenza.
Di lì a pochi mesi, però, le due potenze prima nemiche si accordarono a Campoformio per porre fine alla Repubblica, fondata nel 697, esattamente millecento anni prima.
Penso che Ella dovrebbe riflettere su queste vicende della patria di origine, dato che la Santa Sede si trova oggi al centro della contesa tra i cinesi e gli americani.
Anche a non dare credito alle voci sull'uso dello "Istituto per le Opere di Religione" come banca "offshore" da parte della Cina, è comunque indubbio che le autorità di Pechino si adoperano per influire sulle scelte di politica internazionale della Santa Sede. In questo, non vi è nulla di scandaloso, ed io stesso ho sempre apertamente sostenuto gli orientamenti assunti in questo campo dal Santo Padre e da Lei personalmente.
Se però la Cina si può paragonare alla Francia rivoluzionaria, l'America svolge la funzione dell'Austria. Con tale energia che Steve Bannon si è aggiudicato la Certosa di Trisulti, con la dichiarata intenzione di farne una sorta di Vaticano alternativo.
Malgrado la relativa concessione demaniale da parte dello Stato italiano risultasse prefettamente legittima, la Segreteria d Stato intervenne per chiederne la revoca.
Il ministro Franceschini acconsentì, ma risultò invece illegittimo l'atto con cui veniva annullata in sede di autotutela la concessione.
Bannon ha dunque vinto la causa instaurata davanti alla giurisdizione amministrativa.
Come cattolico liberale, ciò mi dispiace, ma quale cultore del diritto pubblico mi fa piacere, dato che la legge è al di sopra dei ministri.
Quale è il risultato di questo maldestro tentativo di fermare gli americani?
Dalle Sue parti, si dice che "el tacon xe pesso del buso".
Se però in questo caso la Santa Sede ha dispiegato la propria influenza per contrastare i disegni di Bannon, in altri casi il Vaticano si è invece piegato alle pretese avanzate dalla fazione tradizionalista.
Ho assistito con dolore e con sconcerto all'allontanamento di pesone che avevano la sola colpa di avere servito con lealtà e dedizione il Papa, condividendo ed appoggiando tutte le sue scelte. Mi riferisco al commendator Giani, al dottor Burke ed alla dottoressa Ovejero, tutti e tre miei amici personali.
In seguito - chiedo scusa per l'immodestia - sono stato allontanato da Roma anche io, e in questo caso si è agito addirittura al di fuori dell'ambito di competenza dell'autorità ecclesiastica.
Ora è la volta di padre Bianchi.
Vede, Eminenza, Ella dovrebbe fare attenzione, dato che alla Sua situazione bensì attaglia quanto disse un oppositore di Hitler: "quando i nazisti se la sono presa con gli zingari, non mi sono preoccupato; quando se la sono presa con gli ebrei, non mi sono preoccupato; quando se la sono presa con i comunisti, non mi sono preoccupato; quando se la sono presa con me, non c'era più nessuno che si preoccupasse".
Spero che la prossima volta non tocchi a Lei.
Io, comunque, ho obbedito alla Chiesa, ed ho continuato a servirla come meglio potevo.
Il signore responsabile del mio allontanamento da Roma ha trovato chi lo ha messo a sedere, anche nel senso letterale del termine, ma non mi rallegro del male degli altri.
Mi preoccupo per la Chiesa, che vedo come il manzoniano "vaso di coccio tra vasi di ferro".
Eminenza reverendissima, non conviene comportarsi come don Abbondio.
Se proprio non ci si può ispirare a padre Cristoforo, si faccia uso dell'autorità per contrastare le prepotenze, come il cardinale Federigo Borromeo.
Per completare il paragone con il 1797, gli unici che difesero la Repubblica di Venezia furono gli "Schiavoni", cioè i mercenari sloveni.
Nel caso attuale, a difendere la Chiesa siamo rimasti soltanto noi cattolici liberali: senza percepire alcuno stipendio, che lasciamo volentieri al tradizionalista Alvaro Martino.
Con ossequio.
Suo affezionatissimo in Cristo
Mario Castellano.
Mario Castellano