Caro amico,
Mi giunge notizia che il tuo Partito, essendo stato prescritta dalla Schlein – ritenuta una ingrata dai dirigenti della Federazione poiché rompe le scatole dopo avere preso i voti – la celebrazione di nuove Primarie per scegliere il candidato a Sindaco, le stanno rinviando alle Calende Greche.
Un malizioso afferma addirittura che avranno luogo alla vigilia stessa delle Amministrative.
Il che non risulta però possibile, già incombendo la data entro la quale devono depositare le liste.
Probabilmente, le Primarie non avranno dunque luogo, per cui si ripeterà nella Sinistra lo scisma da cui era afflitta la Imperia sportiva, quando esistevano due diverse Società – e due squadre di Calcio – con lo stesso nome.
Se da un lato anche noi avevamo il Derby – come Torino, Milano, Genova e Roma – da un altro lato ambedue le tifoserie asserivano di essere autentiche: proprio come succede per le diverse Chiese cristiane.
Il colmo della umiliazione lo subivamo quando dicevamo di essere tifosi della Imperia; al che gli interlocutori rispondevano beffardamente: Quale delle due?
In quel caso, lo scisma si ricompose, mentre quello che divide la Sinistra è destinato verosimilmente a permanere nei secoli a venire.
Tanto più che ci si scomunica a vicenda.
Permettimi, comunque, di domandarti per quale motivo siete arrivati a questo sfacelo.
Io me lo sono domandato da molto tempo, ed ho maturato una risposta.
Anche in questo caso, la metafora calcistica viene – come si suol dire - a fagiolo: le squadre che perdono, danno sempre la colpa agli arbitri.
In subordine, agli allenatori: i quali – nei casi più estremi – vengono esonerati.
Tale misura, naturalmente, non vale a compensare le deficienze dei giocatori, che infatti continuano a perdere.
Nel caso del tuo Partito, un cambiamento sulla panchina sarebbe tuttavia risultato – a mio modesto avviso – benefico.
Soprattutto considerando il fatto che la base, fino a un certo punto, esisteva ancora.
I Segretari di Federazione, temporibus illis, venivano paracadutati da Roma, e in qualche caso si trattava di analoghi dei Podestà forestieri: istituzione, questa, tipica della fase di transizione tra la tarda Età Comunale e lo avvento delle Signorie, ripristinata dal Fascismo precisamente per porre termine alle dispute intestine alle Cento Città del Bel Paese; le quali, cessate quelle tra i vari Partiti, si erano ripetute - a volte altrettanto virulente - tra gli stessi seguaci del Duce.
Dediti in molti casi ad una guerra per bande, guidate ciascuna da gerarchi in reciproco conflitto.
Nel caso di Imperia, le Botteghe Oscure non mandarono però un personaggio super partes, bensì intervennero – nella persona del sardo Ledda – per disarcionare il capo di una fazione, mettendo al suo posto quello della fazione opposta.
Favorita, questa ultima, da un membro della Direzione e futuro Segretario Nazione, il quale aveva a cuore le sorti dei familiari rimasti al Paese.
Poiché però la funzione del missus dominicus terminava con il Congresso, era opportuno instaurare – a fianco e al di sopra del Federale – una sorta di gauleiter.
Che venne individuato nella persona dello Assicuratore di regime.
Il quale si diede a sparlare degli uni e ad esaltare gli altri.
Non che le vittime delle sue chiacchiere fossero degli stinchi di Santo, ma il loro principale difetto consisteva nello avere perduto.
E chi perde ha sempre torto.
Veniamo, però, alla linea politica.
Che si incentrava sulla richiesta di impiantare ad Imperia una fabbrica delle Partecipazioni Statali.
Tale rivendicazione era degna dei più screditati capi bastone della Democrazia Cristiana meridionale.
I quali, però, in genere riuscivano a farla soddisfare.
Per una sorta di Nemesi storica, fu un ex democristiano, cioè Romano Prodi, poi divenuto leader del Centro – Sinistra – a sbaraccare il tutto.
Lo scopo perseguito dai tuoi dirigenti di quei tempi consisteva nel rinsanguare la classe operaia locale: da ciò – secondo i loro calcoli – sarebbe derivato un beneficio elettorale.
Vi era però una contraddizione: le Partecipazioni Statali facevano capo in Liguria a Taviani e a Bo, ma i Comunisti di Imperia si erano legati – nel cosiddetto Partito Trasversale – alla corrente democristiana opposta.
Le speranze di vedere soddisfatta la rivendicazione risultavano dunque nulle.
Sarebbe stato dunque meglio tutelare i pochi operai rimasti, ma solo nel caso della Moreno ci fu una mobilitazione per difendere i loro posti di lavoro.
Il Sindacato, che ora applaude alla Meloni ed allora era diretto ad Imperia da inossidabili stalinisti, aveva fatto in modo che da noi non arrivasse nemmeno lo Autunno Caldo.
Mentre comunque il Partito Trasversale prosperava, quello Comunista declinava.
Bisognava dunque cambiare linea, ma i Congressi erano ormai degli stanchi rituali.
A Milano si usa – per definire tale situazione - la espressione On funeral de Terza Class.
Il Partito Trasversale aveva comunque una ideologia, consistente nella esaltazione della Resistenza.
Ora, grazie alla Meloni, non esiste neanche più quello, ma si continua a cercare qualche rapporto di affari.
Quali affari, però, sono ancora possibili?
Neanche più quelli del Porto Turistico.
Quando il progetto fu approvato, la Sinistra – guidata per giunta in tale scelta dalla sua fazione più estrema(!?) - sentenziò che vi si poteva aderire se nel progetto fosse stato inserito un giardino.
Tale proposta assomigliava sinistramente allo ultimo desiderio di un condannato a morte: vi era infatti chi – prima della esecuzione - reclamava un ottimo pranzo.
Adesso la furia demolitrice del Bassotto renderebbe impossibile esaudire anche una simile richiesta.
Quanto alla promessa, pronunziata al Nazareno, di svolgere le Primarie, i vostri dirigenti si sono comportati come quei congedanti che si mettono sullo Attenti davanti al Colonnello Comandante e dicono Signorsì a tutti i suoi ordini, ben sapendo che la loro esecuzione riguarderà qualcun altro.
Se il Generale vuole fare di Imperia una caserma, voi siete nel suo stesso ordine di idee.
La Schlein, ammesso che sappia dove è Imperia, si disinteresserà a sua volta dei vostri concorsi di bellezza: non vi sono infatti, nel Partito di Imperia, né omosessuali, né lesbiche, né transgender.
Abbonano, viceversa, i donnaioli.
Chi fa centro al tiro a segno può scegliere tra una bottiglia di Marsala con Uovo o un cagnolino con elastico.
Nel vostro caso, avrà diritto ad una consulenza per il Comune, i posti nelle Partecipate essendo già esauriti.
Intanto, i corrispondenti dei giornali attendono invano che facciate sapere quale idea della Città avete: se la disputa riguardasse questo punto, avrebbe almeno un senso, ma da tempo immemorabile non giunge da via San Giovanni un solo comunicato – stampa.
È venuto a cercarmi il Compagno Vatteone per farsi redigere un discorso.
Segno che i vostri dirigenti non sanno scrivere.
Però sanno fare di conto.
Cordiali saluti, estensibili agli impresari teatrali.
Mario Castellano
Mario Castellano