Con l'alta amministrazione pubblica, ereditata dallo stato liberale, il “Duce” stipulò un tacito patto di non belligeranza. Questo ceto di burocrati, tutti quanti buoni conoscitori del diritto pubblico, si era in sostanza trasferito nello stato unitario dal Regno delle Due Sicilie, dove però non lo avevano formato i Borboni, bensì Gioacchino Murat.
Ferdinando I, ristabilito sul trono di Napoli con la Restaurazione, aveva stipulato a sua volta con i funzionari filo-francesi addirittura un trattato, quello di Casalanza, garantendosi nello stesso tempo la loro fedeltà e la loro competenza.
Conte si è rivelato a suo modo meno rispettoso dei vecchi equilibri rispetto a Mussolini.
La sua strategia, nella edificazione del nuovo regime, risulta più chiara ogni giorno che passa.
Le mosse compiute dallo “avvocato del popolo” sono in sostanza tre.
La prima consiste nella esautorazione del governo, sostituito – tanto nelle competenze collegiali del consiglio dei ministri quanto in quele dei diversi dicasteri – da una serie di “comitati” (organi non previsti da alcuna legge), composti da uomini di fiducia del Presidente del Consiglio, da lui scelti uno ad uno ed assolutamente fedeli alla sua persona. Costoro non vengono infatti reclutati né in base alla loro preparazione scientifica – che risulta spesso molto discutibile, al punto di essere ritenuti dei ciarlatani – né in base alla militanza politica: vi è chi ha militato nel movimento “pentastellato”, ma si tratta in realtà di “contiani”, pronti a confluire nel nuovo partito personale.
Tale operazione ricalca quella già compiuta con la costituzione di una nuova polizia politica, i cui membri provengono di preferenza dai percettori del “reddito di cittadinanza”: ecco spiegato il motivo per cui tale beneficio è stato elargito.
Esautorando il governo, viene meno la funzione della sua stessa maggioranza.
I “pentastellati” - come forza politica organizzata – hanno un solo difetto: quello di non esistere.
In tutto il mondo, non c'è un solo partito che non abbia alcuna sede, ed il cui numero di telefono non figuri nell'elenco .
Si può naturalmente corrispondere per posta elettronica, ma non si sa chi sia realmente, né dove si trovi l'interlocutore.
Quanto al partito democratico, conclude il suo processo di revisione sottomettendosi ad un soggetto la cui cultura politica è inequivocabilmente di destra, riducendosi a quella funzione decorativa che nei paesi comunisti era riservata ai piccoli gruppi fiancheggiatori. Ai quali un cittadino non poteva comunque iscriversi.
Anche questo sta succedendo in Italia: le sedi democratiche sono ormai tutte chiuse, i funzionari – un tempo numerosi e agguerriti – sono spariti e non si riuniscono più gli organi statutari (neanche in videoconferenza).
Sarebbe stato più dignitoso sciogliersi.
Conte ha un ministro dell'economia, tale Gualtieri.
Trattandosi però di un democratico, le sue competenze sono state assegnate al commissario Colao.
Ricorre nella terminologia il linguaggio bolscevico: nella Russia rivoluzionaria c'erano i commissari del popolo”. Colao non è un economista, bensì un “manager”.
Quando anche fosse il migliore “manager” del mondo (è comunque lecito dubitarne, essendo stato scelto in base alle benemerenze acquisite con i cinesi) il suo compito consiste nel dirigere le finanze pubbliche, e non una impresa. Ciò significa che costui deve amministrare l'Italia per conto terzi.
Questo è il secondo pilastro del nuovo regime: fino ad ora, l'economia era stata retta da uomini della Banca d'Italia.
“Dulcis in fundo”, l'amministrazione pubblica..
conte dice che ha dei nemici nell'apparato dello Stato: i dittatori vedono nemici annidati dovunque, e spesso cadono nella paranoia. Non c'è comunque il rischio di finire fucilati, come al tempo di Stalin. Ci sarà soltanto una ondata di pensionamenti “facilitati”, ma soprattutto la concentrazione della produzione di circolari e di atti amministrativi a Palazzo Chigi, dove operano i soggetti che non hanno mai sostenuto un concorso pubblico, ma sono stati assunti quali “consulenti”.
A costoro è affidata la redazione dei decreti del Presidente del Consiglio, che infatti risultano illeggibili.
Con questa ultima mossa, si compie la costruzione del nuovo regime.
Post Scriptum: Padre Egidio Falzarega è un oppositore dichiarato di Conte, e non ne fa mistero.
L'ambito in cui potrà operare questo brillante radio predicatore è però già definito dalla Santa Sede, e consiste nel mantenere in vita le devozioni popolari.
La raccolta di fondi per le nuove radio in Africa non decolla. In questi casi, provvede di solito il Vaticano, ma nello specifico si deve fare attenzione a non disturbare i cinesi, che ormai dominano il “continente Nero”.
Lenin aveva previsto che la conquista dell'Europa Occidentale dovesse passare per l'Africa.
Mario Castellano