Risulta in pieno svolgimento una forsennata campagna mediatica volta a dimostrare i seguenti assunti:
I) Le dimissioni di Benedetto XVI sono state estorte;
II) La formula impiegata per compiere tale atto non determina la apertura del procedimento per la nomina del successore;
III) Ratzinger sta tentando di comunicare allo esterno la sua condizione di detenuto.
Dulcis in fundo, ne consegue che i fedeli, come avveniva nel Medio Evo quando si contrapponevano un Papa ed un Antipapa, dovrebbero prendere le armi per sostenere il Pontefice legittimo.
Tanto basta e avanza per inserire la disputa tra Cattolici nel più vasto ambito della guerra civile in cui la estrema Destra vorrebbe precipitare diversi Paesi europei, tra cui soprattutto il nostro.
Abbiamo avuto modo di ascoltare e vedere una lunga videoregistrazione, in cui si esprime (senza mostrare il volto) il noto giornalista autore de Il Codice Ratzinger.
Tale titolo allude al linguaggio cifrato con cui verrebbero crittografati i messaggi in partenza dal presunto carcere – per quanto dorato – in cui questi sarebbe detenuto.
Socci, più grossolanamente, continua ad asserire che la firma in calce alla rinunzia sarebbe stata contraffatta, ma il movimento anti bergogliano non pare aver più bisogno di un simile fratture, relegato ormai in una sorta di gruppo folcloristico insieme con alcuni altri invasati.
Delle asserzioni citate allo inizio, una sola risulta sostenibile in base ad argomenti di Diritto Canonico.
Vediamo di esporla, prima di procedere alla sua confutazione.
Il Papa è titolare del Ministerium, che si può comparare con il mandato conferito ad ogni titolare di carica elettiva, e che comporta l’attribuzione di un insieme di competenze.
Egli è investito nel contempo anche del Munus, vale a dire della speciale assistenza da parte dello Spirito Santo: il quale illumina il suo Magistero, rendendolo infallibile.
La attribuzione del Munus costituisce però una conseguenza della attribuzione del Ministerium, ed essendo da esso inscindibile cessa con la morte o con la dismissione della carica.
Risulta quindi pleonastica una rinunzia al Munus, essendo essa implicita nella rinunzia al Ministerium.
Secondo gli anti bergogliani, invece, il Papa Emerito non avrebbe rinunziato al Munus in quanto non ne fa cenno nel testo del suo atto di rinunzia.
Teoricamente, si potrebbe rinunziare al Munus senza rinunziare al Ministerium, ma in tal caso ne scapiterebbe il valore del Magistero papale, che decadrebbe a mera dottrina umana.
Chi ha scritto il libro, afferma invece che é possibile il contrario, e quindi Ratzinger continua ad essere ispirato dallo Spirito Santo.
Non si capisce tuttavia quali atti ne verrebbero riguardati, dal momento che il Papa Emerito – cessate le funzioni derivanti da Ministerium – non puó piú esprimersi ex Cathedra.
Quanto importa agli anti bergogliani è però contestare la validità del Magistero di Francesco.
Veniamo comunque alla asserita condizione di detenuto, in cui si troverebbe Benedetto XVI.
Il Papa Emerito é evaso dal carcere, raggiungendo la Baviera per assistere il fratello Georg, ormai morente.
Poi, però, é ritornato – come si suole dire – dentro.
Non si ricorda alcun caso di un detenuto che abbia bussato sua sponte alla porta del carcere, chiedendo di esservi riammesso.
Ratzinger costituirebbe dunque un caso unico negli annali della criminologia.
Perché tanto clamore mediatico su di un caso montato ad arte, ed in pratica insussistente?
Perché agli ambienti del tradizionalismo e del confessionalismo non va giù che la più importante carica religiosa universale, capace di influenzare gli equilibri geostrategici, sia ricoperta da un uomo del Terzo Mondo: il quale – nel caso di un conflitto tra il Nord e il Sud - schiererebbe la Chiesa, con tutto il sistema di alleanze intessute dal movimento ecumenico, dalla parte dei Paesi cosiddetti in sviluppo.
Tale sua propensione motiva le accuse di sincretismo, che accompagnano quella consistente nel fatto di avere usurpato la carica.
Vediamo ora i possibili scenari del futuro.
Se Bergoglio morisse prima di Ratzinger, il nuovo Papa verrebbe considerato illegittimo, essendo eletto dai Cardinali creati da Francesco .
Se invece Ratzinger morisse per primo, i suoi sedicenti seguaci ricorrerebbero alla scelta di un Antipapa: il quale – secondo i seguaci di Don Minutella (rappresentante tra il clero dei promotori del libro) - già risiede nei dintorni di Roma.
Dove però i preti e i frati sono legione. per cui sappiamo di lui solamente che – come si dice in linguaggio sportivo – si sta riscaldando.
Probabilmente dalle parti di Albano Laziale.
Abbiamo giá notato come il Papa sia molto prudente sulle vicende italiane.
Non vorremmo che questo atteggiamento fosse dovuto al ricatto – adombrato dal Governo Meloni – consistente nello incoraggiare uno scisma qualora la divergenza con il Vaticano superasse il livello tollerato dalla sponda sinistra del Tevere.
Mario Castellano