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Risultati per “Popoli”

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Landini si è esibito in piazza del Popolo, evitando l’imbarazzante confronto con uomini ben più prestigiosi di lui: i quali un tempo riempivano piazza San Giovanni, facendo debordare la folla in tutte le vie adiacenti.

Landini si è esibito in piazza del Popolo, evitando l’imbarazzante confronto con uomini ben più prestigiosi di lui: i quali un tempo riempivano piazza San Giovanni, facendo debordare la folla in tutte le vie adiacenti. Non si ravvisa, in questo mediocre uomo d…

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Oggi l’Imam Roberto “Hamza” Piccardo prenderà la parola in un comizio convocato dalla Comunità Islamica in piazza Dante, ad Imperia Oneglia, per esprimere solidarietà con il popolo palestinese.

…enti? Mentre una parte, cioè il mondo islamico, si compatta e si fa forte della solidarietà più o meno esplicita di tutti i popoli del cosiddetto Terzo Mondo - che assumono un atteggiamento di neutralità militare, ma non politica, tra le parti in conflitto – l…

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La guerra in Ucraina, anche a prescindere da tutta l’aneddotica sullo scarso spirito combattivo dimostrato dalle truppe russe, sulla corruzione diffusa nei ranghi delle Forze Armate di Mosca, sulla arretratezza di un apparato logistico sbaragliato ed in qualche caso addirittura ridicolizzato da un nemico maggiormente motivato e preparato, rivela una realtà ancora più preoccupante dal punto di vista del Cremlino: l’attuale conflitto non viene percepito dal popolo come una causa nazionale decisiva, e dunque unificante.

…ella di conferire una ispirazione al potere politico, senza tuttavia cadere nella restaurazione di uno Stato confessionale. Rimane, soprattutto, l’aspirazione dei popoli alla liberazione. Da questo punto divista, sostenere l’Ucraina si è rivelata la scelta giu…

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Una immagine testimonia - meglio di tutte le altre - che gli Ucraini sono un popolo dalle radici solide e profonde, tali da preservare la sua identità al di là delle prove attraversate in questo momento.

La foto, scattata in prossimità della prima linea, mostra due volontari, un uomo e una donna, mentre celebrano sul campo il loro matrimonio religioso indossando entrambi la divisa - non certo l’alta uniforme, bensì la tuta mimetica – mentre un altro soldato ti…

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Nel 1831, la Polonia, incoraggiata dalla vittoria del popolo di Parigi, che con le "trois glorieuses" aveva cacciato Carlo X ed instaurato la "monarchia borghese" di Luigi Filippo, insorse a sua volta contro il dominio della Russia.

…ieri. Tuttavia, se si prende in considerazione il lungo processo che ha portato moltissimi popoli ad esercitare l'autodeterminazione ed a conquistare l'indipendenza, si vede come dei dirigenti geniali - tanto idealisti nei fini quanto spregiudicati nei mezzi -…

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Si è svolto a Roma l’ennesimo Convegno di Studi dedicato alla figura di Pier Paolo Pasolini, che abbiamo potuto in parte ascoltare su Radio Radicale. La ricerca sulla figura del grande intellettuale friulano è inesauribile. Non solo in quanto operò in campi molto diversi, ma soprattutto perché oggi più che mai si rivela l’attualità e la visione anticipatrice espressa nella sua opera. Quel che più stupisce è che gli studiosi – pur agendo con scopi ben più nobili rispetto all’aggiudicazione all’una o all’altra parte politica dell’eredità spirituale di Pasolini – si accapigliano per stabilire se egli fosse “di Destra” o “di Sinistra”. In realtà, come tutti i grandi uomini, egli superò già in vita i confini tra queste due appartenenze. Essendo soprattutto cosciente – trattandosi di un uomo radicale nelle sue scelte e nelle sue prese di posizione, ma mai fazioso né intollerante – di come il disastro che riteneva inevitabile avrebbe travolto tutti. Viene in mente, ripensando alla sua unica intervista televisiva, in cui disse di credere nel progresso, ma di non credere nello sviluppo, e soprattutto – aggiunse – “in questo tipo di sviluppo”, il Leopardi diffidente delle “magnifiche sorti e progressive”. Ci fu certamente un settore clericale che si dedicò a demonizzare Pasolini, denunciandolo come blasfemo. Quale in realtà egli fu, in molte delle sue opere cinematografiche, non essendo però certamente motivato dalla volgarità. Né tantomeno dalla volontà di perseguire una notorietà a buon mercato – o peggio un guadagno materiale – quanto perché Pasolini, volendo animare il dibattito sulle idee, era volutamente provocatorio. Laddove, come nell’attività di opinionista – che costituisce indubbiamente la parte migliore del suo lascito culturale – non risultava necessario impattare il pubblico, cioè per l’appunto épater les bourgeois, per indurre a una riflessione (sempre che non fosse fuorviato dalla repulsione piccolo-borghese nei riguardi dello scandalo), le idee di Pasolini hanno manifestato col trascorrere del tempo la loro sconvolgente attualità. Quando si usciva dalla polemica contingente con i censori, mossi tanto da un perbenismo retrogrado quanto da un’insuperabile incapacità di comprensione, le critiche mosse a Pasolini “da Sinistra” rivelavano un ritardo e un’ottusità in fondo ben più gravi di quelle manifestate dalla Destra cattolica. Se Pasolini si schierò con il Partito Comunista, fu in quanto vedeva in questa aggregazione politica l’unico soggetto in grado – se avesse voluto, e se ne fosse stato capace – di organizzare una resistenza delle masse popolari all’omologazione. Questa fu la ragione profonda per la quale Pasolini si schierava all’Opposizione. Si veda, al riguardo, quanto egli scrisse nel famoso articolo detto “delle lucciole”, che costituisce, se non un testamento spirituale, quanto meno un epitaffio per sé stesso. Dobbiamo però domandarci – a nostro modesto avviso – chi in realtà, al di là delle polemiche contingenti, contrastava le idee di Pasolini. Se riusciamo a dare una risposta spassionata e corretta a questo fondamentale quesito, ci accorgiamo che il regista di Casarsa non vedeva una sostanziale differenza di responsabilità, tra i diversi soggetti politici, per la tendenza presa dalla società italiana. Certamente la televisione di Stato – superata però in seguito di molte lunghezze da quella privata, di cui Pasolini non vide la devastazione spirituale indotta nel popolo soltanto perché morì a tempo – aveva svolto un ruolo determinante nel distruggere la cultura popolare italiana. E con essa la nostra identità. O meglio: le nostre identità. Che Pasolini andava inseguendo dove ancora sopravvivevano. Spostando la sua ambientazione dall’estremo Nord, in cui era nato e dove si era formato intellettualmente (le sue prime prove letterarie furono non a caso in lingua regionale), verso il Meridione. I personaggi di Pasolini si espressero dapprima in romanesco, poi in napoletano. Il regista uscì infine dall’ambito italiano, e andò a girare uno dei suoi film nello Yemen. Non essendo attratto da un esotico commerciale da cartolina, bensì perché la cultura popolare vi sopravviveva. E con essa un’identità che è rimasta irriducibile all’omologazione. Se Pasolini fosse ancora vivo, dialogherebbe probabilmente con quegli intellettuali occidentali che sono divenuti musulmani. Non in quanto condividerebbe la loro conversione religiosa, ma perché vedrebbe nella loro scelta un tentativo di resistere all’omologazione. Il Partito Comunista – anche se solo in alcuni momenti e su alcuni temi specifici i suoi rappresentanti ufficiali nel campo della cultura polemizzarono apertamente con Pasolini – non comprese tuttavia quali fossero i motivi profondi per cui l’essere il grande regista un suo “compagno di strada” sussumesse in realtà un disaccordo di fondo. Che non fu mai chiarito. Il Partito – per dirlo brutalmente – era pienamente disposto ad accettare senza alcuna remora l’omologazione, cioè la perdita di ogni identità, pur di essere cooptato nel sistema di potere che già aveva instaurato questa tendenza. Ci fu un momento in cui il dissenso tra Pasolini e i comunisti affiorò, e fu quando il regista si schierò dalla parte degli agenti di polizia che si erano scontrati con gli studenti a Valle Giulia. Non perché gli uni fossero “figli del popolo” e gli altri espressione di una borghesia – quella rappresentata dal cosiddetto “generone” romano – che non era stata neanche in grado di produrre in termini meramente economici, vivendo da parassita ai margini del potere. Se questa fosse stata la motivazione della scelta di Pasolini, avrebbe avuto ragione chi lo accusava, sia pure opportunisticamente, di essere un demagogo. Cosa che l’intellettuale friulano non fu assolutamente mai. Pasolini vedeva negli agenti meridionali dei soggetti che ancora avevano un’identità. Che avrebbero perduto anch’essi, proprio in quanto nessun soggetto politico si preoccupava di difenderla. C’è un’altra presa di posizione di Pasolini che rivela la sua consapevolezza: quella relativa alla scelta dei comunisti di difendere – dapprima prevalentemente, e poi esclusivamente – i diritti individuali. L’uomo arrivò non a caso ad opporsi alla libertà di abortire. Sacrificando, anzi sussumendo completamente, i diritti sociali e collettivi. Prendendo le parti degli omosessuali, anziché dei disoccupati, non si sarebbe comunque evitato il disastro. Quanto meno, però, si sarebbe mantenuto l’unico strumento di cui ancora il popolo disponeva per difendere la propria identità. Che consiste precisamente nella solidarietà collettiva. Per capire quanto le ragioni profonde di Pasolini non consistessero in un’epidermica – benché comprensibile – antipatia nei confronti dei borghesi “de Sinistra” (cui l’uomo preferiva giustamente i sottoproletari delle borgate), quanto piuttosto in una corretta individuazione del soggetto antagonista, basta vedere che fine hanno fatto gli studenti di Valle Giulia. Privi com’erano fin dall’inizio di un’identità culturale – vorremmo dire spirituale – hanno finito per non averne neanche una politica. La Schlein è la loro rappresentante più appropriata, dato che non si pone nessuna domanda di carattere filosofico, bensì solo quella inerente al colore degli abiti. Se Pasolini fosse vivo, la segretaria non chiederebbe lumi a lui, preferendogli la “consulente cromatica”. Un’ultima notazione vorremmo dedicarla al fatto che Pasolini – il quale non era un credente – vedesse nella religione, o meglio nella religiosità popolare, l’unico antidoto all’omologazione destinato a sopravvivere. Il suo Cristo, cui è dedicato il migliore dei film che ha prodotto, venne liquidato dalla Destra come la rappresentazione di un agitatore politico. Malgrado Pasolini non avesse scelto nessuna delle pagine del Vangelo che avrebbero potuto supportare una simile visione. Gesù è viceversa rappresentato precisamente come colui che oppone la sostanza – necessariamente identitaria – della Fede alla sua degenerazione formalistica. Oggi tanto la cosiddetta “Destra” quanto la cosiddetta “Sinistra” non trovano più una loro base. L’aggregazione politica, essendo precisamente fondata su un’identità che entrambe hanno contribuito a distruggere. Rimane il problema di ricostruirla. Nessuno, per ora, sembra porselo, ma dovrà partire necessariamente da qui la ricostruzione di un equilibrio che si è perduto.

Si è svolto a Roma l’ennesimo Convegno di Studi dedicato alla figura di Pier Paolo Pasolini, che abbiamo potuto in parte ascoltare su Radio Radicale. La ricerca sulla figura del grande intellettuale friulano è inesauribile. Non solo in quanto operò in campi mo…

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Le ultime misure adottate dal Governo per combattere l'epidemia dimostrano un evidente intento divisivo. Se infatti fosse stata disposta la chiusura degli edifici pubblici, il movimento "no vax" avrebbe inevitabilmente coinvolto i loro titolari nelle proteste di piazza, iniziando un conflitto sociale di vaste proporzioni. Ciò avrebbe facilitato la maturazione del movimento, inducedolo ad elaborare un programma in grado di andare oltre la gestione dell'emergenza, acquisendo quella cultura politica di cui fino ad ora i protestatari si sono dimostrati sostanzialmente privi. Evitando di chiudere gli alberghi, i ristoranti ed i bar, il Governo ha viceversa tentato di privarli di una più ampia base sociale, mettendo le basi di un nuovo soggetto politico alternativo. Questo però non significa affatto che gli esercenti - e tutti quanti partecipano alla filiera dei prodotti da essi commercializzati - possano considerarsi al sicuro. La crisi economica, infatti, continuerà - soprattutto per effetto dell'aumento del prezzo dell'energia e delle materie prime - a mietere vittime, e l'impoverimento costituisce l'unica prospettiva per il popolo italiano.

Ciò avrebbe facilitato la maturazione del movimento, inducedolo ad elaborare un programma in grado di andare oltre la gestione dell'emergenza, acquisendo quella cultura politica di cui fino ad ora i protestatari si sono dimostrati sostanzialmente privi. Evitan…

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Che nell'ambito del gruppo editoriale G.E.D.I. si facciano figli e figliastri, e che tra i figli figuri "La Stampa" di Torino (appartenente da ben più tempo alla famiglia Agnelli), mentre viene relegata tra i figliastri "La Repubblica", ormai destinata come "Il Secolo XIX" di Genova, a divenire una semplice edizione regionale, lo si sapeva da tempo, ma ne viene una ulteriore conferma dal fatto che soltanto su "La Stampa" siano apparsi sabato scorso due "paginoni" dedicati all'ultimatum (così lo definisce Anna Zafesova) intimato da Putin all'Occidente, del tutto ignorato invece da "La Repubblica". Questa gloriosa testata è ormai divenuta l'equivalente degli organi ufficiali di regime, dediti - come a suo tempo "Il Popolo d'Italia" e "La Pravda" - ad incensare i suoi dirigenti e le sue opere.

Che nell'ambito del gruppo editoriale G.E.D.I. si facciano figli e figliastri, e che tra i figli figuri "La Stampa" di Torino (appartenente da ben più tempo alla famiglia Agnelli), mentre viene relegata tra i figliastri "La Repubblica", ormai destinata come "I…

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"La Repubblica" ha assunto la stessa funzione di portavoce del Governo - e soprattutto del partito unico o egemone - cui adempiono gli organi ufficiali dei Paesi dominati da regimi totalitari. Tramontata definitivamente la "Pravda", rimangono "Il quotidiano del popolo" in Cina e "Granma" a Cuba. Chi risiede in queste nazioni, dovendovi svolgere funzioni di diplomatico o di corrispondente dall'estero, deve immancabilmente iniziare la sua giornata lavorativa consultando questi periodici. La domanda che ci si pone non è quasi mai se una notizia sia vera o falsa - l'informazione viene sistematicamente manipolata - bensì per quale motivo si racconta una particolare bugia in un dato momento. Quando poi il giornale ufficiale muove all'attacco di qualche malcapitato, si annunziano dei guai non soltanto per la sua persona, ma per una intera categoria. La cui consistenza risulta direttamente proporzionale alla virulenza ed alla gravità delle accuse. Il partito prese di mira la cosiddetta "Banda dei quattro", costoro vennero tacciati addirittura di fare seccare i raccolti agricoli, essendo motivati per giunta da pura malvagità. Non si comprende infatti quale vantaggio potessero trarre dalla carestia.

…to sociale. Intorno al 1978, avvennero due fatti che avrebbero dovuto aprire gli occhi a quanti ancora consideravano - e considerano tuttora - la religione come "l'oppio dei popoli". Uno fu la rivoluzione di Komeini, la prima suscitata nel "Terzo Mondo" da una…

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I nostri vecchi raccontavano come durante la guerra si ascoltava Radio Londra. Questa emittente, con i suoi programmi in italiano, svolgeva in quel tempo diverse funzioni, supplendo alla mancanza di una informazione indipendente dal regime e libera nel valutare gli eventi. In primo luogo, il gruppo di esuli antifascisti riuniti presso la redazione italiana della "BBC" comunicava ai connazionali rimasti in patria, e più tardi nella parte del territorio italiano ancora occupato dai nazisti, che cosa stava succedendo realmente nel mondo. In secondo luogo, veniva demistificata la propaganda fascista, anticipando il libero dibattito tra le diverse istanze politiche e culturali che si sarebbe aperto dopo la guerra. In terzo luogo, Radio Londra incoraggiava gli italiani ad insorgere ed a resistere, enfatizzando certamente il loro apporto alla causa degli alleati, ma anche dimostrando come un popolo possa trovare in sè stesso le ragioni e le energie necessarie per emanciparsi.

Questa emittente, con i suoi programmi in italiano, svolgeva in quel tempo diverse funzioni, supplendo alla mancanza di una informazione indipendente dal regime e libera nel valutare gli eventi. In primo luogo, il gruppo di esuli antifascisti riuniti presso la…

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La stabilità delle istituzioni repubblicane viene messa in gioco non tanto a causa della rissa da angiporto scoppiata tra i due ex compari, Grillo e Conte, quanto piuttosto per il maldestro tentativo di porre sotto controllo il primo partito d'Italia, o almeno quello che detiene la maggioranza relativa in entrambe le Camere. La sopravvivenza del governo Draghi doveva in qualche modo venire salvaguardata, e gli strateghi che muovono le fila del gioco parlamentare, per raggiungere tale obiettivo, hanno prospettato a Conte di assumere la guida del Movimento Cinque Stelle. Se l'operazione fosse riuscita, si sarebbe tolto a Grillo il suo potere di ricatto sull'Esecutivo, placando nel contempo il risentimento nutrito dal cosiddetto "avvocato del popolo". Il quale - nella sua megalomania - si considera un grande statista, privato del potere da una rivolta di palazzo.

La stabilità delle istituzioni repubblicane viene messa in gioco non tanto a causa della rissa da angiporto scoppiata tra i due ex compari, Grillo e Conte, quanto piuttosto per il maldestro tentativo di porre sotto controllo il primo partito d'Italia, o almeno…

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La democrazia è noiosa, mentre la dittatura è divertente. Le istituzioni rappresentative, infatti, vivono di "routine", tanto elettorale quanto amministrativa. Dove invece al popolo non è permesso di esprimersi, si pone il problema di distrarlo, inscenando continuamente degli spettacoli. Si va dal "panem et circenses" del Bsso Impero Romano alle "feste, forche e farina" dei Borboni.

La democrazia è noiosa, mentre la dittatura è divertente. Le istituzioni rappresentative, infatti, vivono di "routine", tanto elettorale quanto amministrativa. Dove invece al popolo non è permesso di esprimersi, si pone il problema di distrarlo, inscenando con…

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I dirigenti del gruppo editoriale che faceva capo all’ingegner De Benedetti devono essersi resi conto dell’infortunio in cui erano caduti all’epoca in cui si consumava il dramma della Catalogna, con un governo eletto dal popolo destituito a causa di un asserito atto illegittimo, ed i suoi dirigenti arrestati o costretti all’esilio.

…aviera, in Sardegna e così via. Il sistema comunista dell’Est crollò tutto insieme: “simul stabunt, simul cadunt”. Prima, i russi (ed i serbi) potevano giocare gli uni contro gli altri, i popoli loro soggetti. Junqueras si qualifica come campione di chi si opp…

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Iran, piazze italiane e ipocrisie politiche

Due manifestazioni si sono svolte a Roma in solidarietà con il popolo dell’Iran, oppresso dal regime teocratico che ne fa strage. La prima è stata convocata venerdì sulla scalinata del Campidoglio dalla “Sinistra”, la seconda sabato al Circo Massimo, da dove p…

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Cari Fratelli Corsi,

…on poteva dunque invocare – per muovergli guerra – il pretesto di una persecuzione ai danni dei Cristiani. Lo “Zar” agì viceversa avendo fatto proprio – sia pure con il supporto della solidarietà verso gli altri popoli ortodossi – il principio di Nazionalità. …

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Due notizie attinenti con la religione illuminano – più di tutte le chiacchiere sulle vicende dei Partiti – la situazione civile dell’Italia.

Tarquinio, già Direttore di “Avvenire”, cioè dell’organo ufficiale della nostra Conferenza Episcopale, dice di auspicare per l’Ucraina lo stesso futuro di Piazza della Pace Celeste: dove il problema del dissenso in Cina venne risolto dal regime comunista in mo…

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La Signora Schlein è incorsa in un doppio infortunio.

… - della “haute couture” internazionale. L’antisemitismo praticato dalle parti del Nazareno non si nutre dunque di alcuna utopia internazionalista, come quelle invocate nel passato per cancellare le differenze tra i popoli. Né questa tendenza si nutre dell’ide…

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La Signora Fiamma Nirenstein, ottima giornalista ed acuta analista delle vicende del Medio Oriente, ripete spesso come tra tutte le ideologie che hanno contrassegnato il Novecento, cioè il comunismo, il fascismo, il nazismo e lo stesso liberalismo, una sola si sia affermata e sia sopravvissuta: il sionismo.

…vrebbe generato il tentativo – compiuto da alcune ideologie - di cancellare non soltanto i confini, bensì le stesse diverse identità dei popoli. L’inno del movimento socialista affermava per l’appunto: “Riuniamoci e domani l’Internazionale sarà il genere umano…

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Illustre Dottor Di Segni,

Illustre Dottor Di Segni, Premetto, come è doveroso, che mi sono schierato apertamente e senza riserve dalla parte di Israele, anche in quanto ritengo che gli atti disumani perpetrati nei giorni scorsi dai terroristi tendano a negare al Suo popolo il diritto a…

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