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Risultati per “Elezioni imperia”

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Analisi della chiusura delle fabbriche in Italia, il caso Termoli e Imperia, il ruolo della politica e il futuro dei lavoratori.

…viso tanto dalla Maggioranza quanto dall’Opposizione, la quale dunque non può distinguersi rispetto al Governo su questi temi. Imperia, che è sempre all’avanguardia del nostro Paese nelle tendenze negative – e viceversa alla retroguardia in quelle positive – r…

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Gli ultimi avvenimenti di Diano Marina, di Sanremo e di Imperia risultano molto inquietanti: non tanto e non solo per la loro gravità, quanto per il modo in cui sono stati portati – o meglio, non sono stati portati – a conoscenza dell’opinione pubblica. A Diano Marina, tre automobili – tutte appartenenti allo stesso proprietario, un noto politico locale – bruciano nottetempo nello stesso cortile, senza che l’incendio danneggi le altre vetture. Normalmente i giornalisti informano i loro lettori di un cosiddetto “giallo” e, in seguito, quando le solerti indagini compiute dalla Polizia individuano il responsabile, ne annunciano la soluzione. In questo caso, invece, si è venuti a conoscenza del fatto solo dopo che ne era stata appurata la presunta origine accidentale. Delle due l’una: o non si voleva allarmare il pubblico comunicandogli l’esistenza di un ignoto piromane, non ancora identificato, oppure si voleva nascondere la consumazione di un reato. La notizia avrebbe infatti indotto la gente a domandarsi per quale motivo un concittadino fosse stato preso di mira da ignoti malviventi, finendo per scavare nelle vicende della sua vita privata, pubblica o professionale. Di qui la necessità di trovare una spiegazione dell’incendio come “accidentale”. Esclusa l’autocombustione, che sarebbe risultata poco credibile, si è attribuita l’origine del rogo alla ricarica difettosa di un’automobile elettrica parcheggiata nello stesso cortile. I vicini hanno però potuto constatare come né questa vettura, né il filo che la collegava alla batteria risultassero danneggiati. Nel mondo dei “gialli” esiste il famoso enigma della persona uccisa – e non suicida – ritrovata in una stanza chiusa. Ora gli inquirenti di Diano Marina hanno escogitato un problema di ancor più difficile soluzione: quello di un incendio in cui brucia tutto, tranne l’esca che lo ha appiccato. A noi capitò una volta che un personaggio con cui coabitavamo nello stesso alloggio venisse pugnalato nel bagno, rimanendo gravemente ferito. Costui non volle però che il tentato omicidio fosse denunciato all’Autorità di Polizia Giudiziaria né alla Magistratura inquirente. Il motivo era molto semplice: questo soggetto si era reso responsabile di uno “sgarro” ai danni dell’associazione a delinquere a cui era affiliato e, naturalmente, aveva interesse a nascondere tale imbarazzante condizione. Ad Imperia, l’incendio di autoveicoli si è ripetuto nel parcheggio di un supermercato, ma questa volta la Polizia ha prontamente individuato il presunto colpevole. Non si sa ancora se la coincidente comparsa, nei pressi del luogo del delitto, di scritte murali di contenuto razzistico risulti casuale o debba essere messa in relazione con l’incendio doloso. In ogni caso, le indagini sono state coronate da un esito fulmineo, per cui non rimane che congratularsi con le Forze di Polizia per la “brillante operazione”. Quando invece il Sindaco venne minacciato con il famoso distico in cui “infame” faceva rima con “lame” (quale triste conclusione per la storia della letteratura italiana, iniziata con l’Alighieri!), si rese necessario l’arrivo da Roma di una nutrita spedizione dei Servizi Segreti, che infine smascherarono e sbaragliarono un pericoloso gruppo estremista, pronto a trasformarsi nel nucleo iniziale di una più ampia e temibile formazione terroristica. È destino che la violenza politica, in provincia di Imperia, rimanga sempre allo stato embrionale. Le Brigate Rosse, pur contando a Genova su ben quattro “Colonne” – denominate rispettivamente “Cittadina”, “Porto”, “Fabbriche” e “Sanitaria” (la pubblicità che invitava all’arruolamento sottolineava come questa organizzazione terroristica fosse l’unico soggetto munito di una Mutua in grado di visitare a domicilio tutti gli assistiti) – non riuscirono tuttavia ad allungare i loro tentacoli fino al Ponente. Un gruppo di scalzacani, tra cui figuravano i nipoti di una sindachessa democristiana, si fece scoprire con un arsenale nascosto in un muro a secco nelle campagne della zia. Un altro aspirante terrorista venne individuato grazie a una “soffiata”, in quanto deteneva una quantità di esplosivo inversamente proporzionale alle sue capacità operative. Il caso più tragicomico ebbe per teatro Taggia, dove un giovane aspirante “brigatista”, volendo essere arruolato senza però disporre di contatti nell’organizzazione, dapprima incendiò un filobus della STEL parcheggiato nottetempo in piazza Reghezza, poi fece il giro dei bar vantandosi di tale impresa, nella speranza che qualcuno informasse Renato Curcio o chi per lui. Vennero informati invece i Carabinieri, e il padre dell’aspirante terrorista – uomo molto facoltoso – dovette risarcire di tasca propria l’Azienda dei Trasporti. Per scoprire gli autori delle minacce al “Basotto” non bastava evidentemente qualche maresciallo della “Benemerita” né qualche ispettore della Questura. Di qui la mobilitazione del SISDE, se non addirittura del SISMI, anche se gli autori delle scritte risultarono essere italiani. Ora le nostre “barbe finte” potranno rimanere a Roma, giacché un incendio è risultato accidentale e dell’altro si è immediatamente individuato il responsabile. L’ordine regna dunque a Imperia. Almeno in apparenza. Se anche ciò vale per il capoluogo, Sanremo è viceversa al centro delle tensioni che, ogni estate, tornano a manifestarsi puntualmente in ambito carcerario. Una rivolta nella prigione di Bussana ha causato tra gli agenti della Polizia Penitenziaria ben otto feriti gravi, tutti colpiti con armi da taglio, e alcuni addirittura sfregiati. Dell’accaduto si è venuti a conoscenza soltanto per via di un comunicato di protesta emesso dal sindacato che rappresenta il personale degli istituti di pena. Perché i giornali non sono stati avvertiti? E perché, soprattutto, non si ha notizia né di un rapporto penale di denuncia inoltrato alla Procura, né tantomeno dell’inizio di un’azione penale a carico dei responsabili? Il carcere di Bussana è un feudo dominato dai detenuti islamisti, i quali vi dettano legge, ricorrendo anche a metodi violenti. Ne ha fatto le spese tempo fa un recluso italiano, ridotto in fin di vita e salvato “in extremis” dopo il trasporto in ospedale. La vittima non poteva logicamente dare l’allarme, essendo in coma, e tanto meno intendevano farlo gli autori dell’aggressione. Gli agenti si limitano evidentemente a vigilare affinché nessuno evada. Né si può pretendere di più da personale costretto a lavorare sotto organico per vigilare su una struttura sovraffollata, e soprattutto controllata da musulmani radicalizzati. La comunità islamica di Imperia ha raccolto dei fondi per dotare la moschea della prigione di tappeti per la preghiera. La devozione, nei soggetti fanatici, può però evidentemente portare a degli eccessi. Qui ci vorrebbe un’indagine dei servizi di sicurezza, la situazione risultando ben più grave e pericolosa rispetto a quella causata dal “Pasquino” che prendeva a gabbo il Sindaco. Ci domandiamo come mai un governo che non nasconde le sue mire autoritarie ometta di pubblicizzare episodi talmente gravi da non avere alcun bisogno di essere enfatizzati, tali inoltre da causare nei cittadini l’effetto – auspicato dalla Meloni e conveniente per la sua parte politica – detto in inglese “Law and Order”. Il motivo è difficile da individuare. La nostra opinione è questa: l’esecutivo si trova costretto ad amministrare una situazione che non è tanto di progressiva anarchia, quanto piuttosto di dilagante “anomia”. Non è infatti venuta meno l’autorità, ma essa risulta ormai incapace di far rispettare la legge, salvo laddove le conviene, in considerazione degli interessi privati di chi la rappresenta. La rivolta carceraria costituisce una faccia della medaglia. Sull’altro verso troviamo un sindaco che emana atti amministrativi in forma verbale, cioè nulli, e non semplicemente illegittimi. Peccato però che una magistratura compiacente eviti di accertarlo, emanando una sentenza dichiarativa e non costitutiva. Se, per altro verso, non si reprime la violenza islamista e anzi si censurano le sue manifestazioni – anche le più gravi ed estreme – il motivo può essere ricercato nel fatto che certi Paesi musulmani sono a disposizione, per il tramite dei loro fiduciari locali, di chi intende esportare all’estero denaro di provenienza illecita. Un tempo provvedevano le autorità di Belgrado; oggi sono a disposizione emiri e sceicchi.

Gli ultimi avvenimenti di Diano Marina, di Sanremo e di Imperia risultano molto inquietanti: non tanto e non solo per la loro gravità, quanto per il modo in cui sono stati portati – o meglio, non sono stati portati – a conoscenza dell’opinione pubblica. A Dian…

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I nostri Fratelli Corsi annunciano l’imminente celebrazione – che ha luogo ininterrottamente ogni anno fin dal 1981 – dell’edizione 2025 delle “Ghjurnate Internaziunale di Corti”, località della loro Isola chiamata Corte in francese e in italiano. Mentre, però, in vista delle precedenti edizioni veniva pubblicato con largo anticipo – sull’apposito sito ufficiale – il programma dettagliato, quest’anno soltanto una scarna notizia appare su una pubblicazione indipendentista sarda, che annuncia la presenza delle “delegazioni del mondo indipendentista” di quest’altra Isola. Ciò non costituisce certamente una novità, dato lo stretto coordinamento instaurato ormai da moltissimo tempo tra i fautori dell’Autodeterminazione di entrambe le Regioni, i quali – dipendendo ancora gli uni da Parigi e gli altri da Roma – scontano l’analoga condizione riservata alle “Colonie interne”. La situazione di noi Liguri, che abbiamo viceversa partecipato – “bon gré, mal gré” – alla conquista e alla sottomissione delle altre Regioni confluite nello Stato unitario, risulta certamente diversa. Se i Nizzardi – cioè i Liguri francesi – sono i nostri vicini di casa, i Corsi sono i nostri dirimpettai. Nelle giornate più terse possiamo scorgere la loro terra, come essi vicendevolmente possono vedere la nostra. Speriamo dunque che un giorno si realizzi l’aspirazione di una nostra presenza a Corte. In attesa di riuscirvi, facciamo giungere tuttavia ai Fratelli Corsi il nostro apprezzamento e il nostro sostegno a una causa che accomuna – come leggiamo sul giornale degli amici sardi – “tutte le Nazioni senza Stato”. Tanto più che il nostro fu all’origine delle loro sventure, fin da quando la Repubblica di Genova, non essendo in grado di soffocare – nella sua estrema decadenza – l’insurrezione indipendentista guidata da Pasquale Paoli e da Domenico Bonaparte (padre del futuro Imperatore), cedette la Corsica alla Francia, che con il suo Esercito riuscì a frustrare il tentativo dei Corsi di ottenere l’Indipendenza. Napoleone nacque politicamente anch’egli come indipendentista, esattamente come Stalin, il quale ripeté a distanza di tempo la sua parabola, avendo approfittato di una rivoluzione scoppiata nello Stato che dominava la sua Nazione. Il rivoluzionario Giugasvili esordì infatti quale fautore dell’Indipendenza della Georgia, nonché degli altri Paesi caucasici, per cui combatté in gioventù a Baku, prima di intrupparsi nei bolscevichi. L’anno scorso potemmo consultare con largo anticipo il programma delle “Ghjurnate”, inclusivo di “eventi, convegni, concerti e conferenze”. L’estensore sardo dell’articolo da cui attingiamo le scarne informazioni relative all’edizione di quest’anno dimentica le esposizioni di artigianato e le degustazioni dei cibi tipici, che comunque non stonano in un’occasione dedicata all’identità in tutte le sue espressioni. La locandina della manifestazione riproduce innumerevoli bandiere, e certamente i Fratelli Corsi accoglieranno con la loro proverbiale ospitalità mediterranea anche le delegazioni provenienti da tutta l’Europa occidentale. Il baricentro politico della manifestazione tende però a spostarsi ormai da tempo verso il Sud del mondo. Molta attenzione viene infatti dedicata ai movimenti indipendentisti attivi nei superstiti frammenti dell’Impero francese, quali la Nuova Caledonia e le isole dei Caraibi. Questi soggetti costituiscono però la retroguardia dei grandi movimenti di liberazione che hanno contraddistinto la storia del dopoguerra. Esiste inoltre la Palestina, e probabilmente il silenzio sul programma è dovuto al fatto che i Corsi – con un “coup de théâtre” tenuto ancora segreto – esibiranno la presenza di qualche dirigente di Gaza. Di qui la necessità di celare le proprie intenzioni alle Autorità francesi, che potrebbero impedirgli l’ingresso. Su questo orientamento del Fronte Nazionale di Liberazione della Corsica – che ha fatto approvare dall’Assemblea Regionale il “riconoscimento” dello Stato palestinese – esprimiamo doverosamente e con franchezza le nostre riserve. Gli Ebrei costituirono fino al 1948 una delle tante Nazioni senza Stato. Il fatto che abbiano raggiunto la meta consistente nel costituirlo rappresenta un avanzamento ed un esempio positivo per tutti quanti sono ancora nelle stesse condizioni in cui essi si trovarono per ben venti secoli. I Palestinesi hanno certamente anch’essi diritto a uno Stato, ma non al prezzo di revocare gli effetti dell’esercizio dell’Autodeterminazione da parte degli Israeliti. Non si può dunque accettare il programma di Hamas, altrimenti rischieremmo di veder annullare – una volta conquistata l’Indipendenza – il risultato dei nostri attuali sforzi. Ciò premesso, se l’aspirazione all’Indipendenza costituisce un denominatore comune insostituibile, non si può paragonare la situazione dell’Europa occidentale (e dell’America settentrionale, per quanto riguarda il Québec) con quella degli altri Continenti. Il pieno sviluppo della democrazia rappresentativa ha infatti permesso l’esercizio di una autonomia effettiva, accompagnata da un’altra conquista altrettanto importante, e cioè l’eliminazione – mediante la tutela delle culture minoritarie – del rischio e dell’ingiustizia rappresentati dall’assimilazione forzata. Ciò, beninteso, non soddisfa le nostre ambizioni e le nostre rivendicazioni. Dobbiamo tuttavia prendere atto del fatto che un corso, un fiammingo, un catalano, un abitante del Tirolo meridionale non soltanto possono parlare liberamente nella loro lingua, ma anche perpetuarla attraverso un sistema scolastico conforme alle proprie esigenze. Recentemente, grazie a un accordo stipulato tra la Calabria e l’Albania, gli studenti “arbresh” – circa sessantamila – potranno disporre di un insegnamento bilingue. Un tibetano o un uiguro vengono invece arrestati solo perché non rinunciano alla loro identità. Da questa fondamentale differenza non deriva – lo ripetiamo – la rinuncia all’Autodeterminazione, ma la coscienza che tutti gli stadi intermedi tra l’imposizione del centralismo perseguita in origine – tanto sul piano culturale quanto sul piano giuridico – dagli Stati nazionali costituiscono altrettanti passi importanti sulla strada della piena Indipendenza. Di qui deriva una conseguenza di ordine politico: con le Autorità centrali è necessario mantenere un rapporto dialettico, basato certamente sulla vertenzialità, che permette tuttavia degli avanzamenti importanti. I Fratelli Corsi meditino sull’apporto decisivo recato dai loro omologhi della Sardegna all’affermazione elettorale della Sinistra, che ha accolto nel suo programma molte loro rivendicazioni. E considerino anche quanto avvenuto in Spagna con la costituzione del Governo Sanchez. Le cosiddette “Autonomie” – ed in particolare la Catalogna e il Paese Basco – hanno ottenuto, in cambio del sostegno offerto all’Esecutivo dai loro Deputati, un ampliamento rilevante delle rispettive competenze. Se questo rapporto dialettico e vertenziale viene a cessare, se si entra cioè nella logica del “Tutto o niente”, si corre il rischio di uscire dall’ambito legalitario, aprendo un varco alla violenza e soprattutto fornendo un’occasione ai fautori del centralismo, i quali – siano essi la Meloni o Abascal – vorrebbero cancellare anche l’Autonomia già raggiunta e consolidata. È vero che anche gli altri partiti nazionali rifiutano – almeno per ora – la prospettiva indipendentista. La posizione di chi è disposto a negoziare un ampliamento dell’Autonomia non deve tuttavia essere confusa con quella di chi rifiuta tale prospettiva. La logica del “Tutto o niente” porta non solo alla tentazione di cadere nell’illegalità, e perfino nella violenza, ma determina anche il rischio che i movimenti indipendentisti vengano diretti – per i loro scopi – da servizi segreti stranieri. Questo rischio aumenta con l’avvicinarsi di una guerra. Di fronte a tale prospettiva, occorre evitare anche un’altra tentazione perniciosa, consistente nel credere che comunque “i nemici dei miei nemici sono miei amici”. Gandhi e Ben Gurion ottennero l’Indipendenza proprio perché avevano evitato questo errore. Essi costrinsero piuttosto la Potenza dominante a firmare una cambiale, che fu presentata all’incasso non appena cessate le ostilità in Europa. Hamas, non avendo nulla da perdere, può certamente dire che sostiene l’Indipendenza della Corsica o perfino della Liguria. Bisogna però fare accettare questa prospettiva all’Occidente, ponendo il problema di ridisegnare la mappa dell’Europa. Se gli Stati nazionali hanno bisogno del nostro sostegno, dobbiamo offrirlo, stabilendo naturalmente dei patti chiari ed esigendo un prezzo adeguato. Altrimenti continueremo a cullarci nell’illusione – coltivata nei tempi in cui andavano di moda le ideologie – che la soluzione dei nostri problemi potesse venire da soggetti estranei alla cultura e all’identità occidentale, e comunque non in grado di incidere sulla nostra realtà. Il “colonnello” Gheddafi – il quale, non essendo in realtà un colonnello, non era mai andato all’Accademia Militare – finanziava notoriamente tanto l’IRA quanto i nazionalisti “kanak” della Nuova Caledonia. Una volta, confondendo questi due Paesi, disse: “L’Irlanda, quella piccola isola vicina al Polo Sud”. A Corte si produrrà, come sempre, Cultura, e la radice della Libertà sta precisamente nella Cultura. Buon lavoro ai Fratelli Corsi e auguri a tutti quanti combattono – come diceva il Manzoni – “per difendere o conquistare una Patria”.

I nostri Fratelli Corsi annunciano l’imminente celebrazione – che ha luogo ininterrottamente ogni anno fin dal 1981 – dell’edizione 2025 delle “Ghjurnate Internaziunale di Corti”, località della loro Isola chiamata Corte in francese e in italiano. Mentre, però…

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La Messa celebrata ogni domenica secondo il “Vetus Ordo” nella Chiesa dell’Annunziata, già dei Padri Minimi, ad Imperia Oneglia non costituisce soltanto una celebrazione dell’Eucarestia: naturalmente aperta per sua natura a tutti, ma frequentata abitualmente da un gruppo di persone più o meno esteso a seconda delle circostanze, che può comunque contare su di un numero di componenti collocato tra le trenta e le quaranta persone.

…nica secondo il “Vetus Ordo” nella Chiesa dell’Annunziata, già dei Padri Minimi, ad Imperia Oneglia non costituisce soltanto una celebrazione dell’Eucarestia: naturalmente aperta per sua natura a tutti, ma frequentata abitualmente da un gruppo di persone più o…

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Si stanno susseguendo ed intensificando, nell’incombente clima di guerra, gigantesche operazioni di Polizia, che hanno per teatro l’Autostazione di piazza Dante ad Imperia Oneglia.

…sche operazioni di Polizia, che hanno per teatro l’Autostazione di piazza Dante ad Imperia Oneglia. Questi “pattuglioni” – come sono definiti nel gergo della competente Amministrazione - perseguono l’obiettivo strategico consistente nello stroncare completamen…

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La gestione del servizio di Nettezza Urbana – che non comprende soltanto la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, bensì anche una serie di attività collaterali, quali ad esempio la pulizia delle strade – è attribuita nella nostra zona non già individualmente ai singoli Comuni, bensì collettivamente – in base ad una apposita ad una Convenzione – a tutti quelli insiti nel Comprensorio di Imperia, nel Comprensorio di Diano e nel Comprensorio di Andora.

…e – in base ad una apposita ad una Convenzione – a tutti quelli insiti nel Comprensorio di Imperia, nel Comprensorio di Diano e nel Comprensorio di Andora. Appartenente, quest’ultimo, alla confinante Provincia di Savona. Va subito chiarito come questi Enti Loc…

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Il nostro Movimento Autonomista, denominato “Grande Liguria”, ha potuto partecipare alle ultime Elezioni Regionali – analogamente a quanto avvenuto per il suo omologo del Veneto, mentre quelli del Piemonte e della Lombardia rimanevano purtroppo assenti dalla competizione – grazie ad una norma della Legge vigente su questa materia che permette l’omissione della raccolta delle firme qualora una lista venga sostenuta da un componente del Parlamento Nazionale o del Parlamento Europeo.

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Cosimo Giacomo Sallusti Salvemini, Salvemini “Non mollare è il nostro motto”, Edizioni Movimento Salvemini, 576 pagine, 25 euro.

Cosimo Giacomo Sallusti Salvemini, Salvemini “Non mollare è il nostro motto”, Edizioni Movimento Salvemini, 576 pagine, 25 euro. Il nipote del grande Gaetano Salvemini ha dedicato alla figura dell’illustre zio un bel libro, in cui si mescolano le memorie famil…

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Oggi l’Imam Roberto “Hamza” Piccardo prenderà la parola in un comizio convocato dalla Comunità Islamica in piazza Dante, ad Imperia Oneglia, per esprimere solidarietà con il popolo palestinese.

…derà la parola in un comizio convocato dalla Comunità Islamica in piazza Dante, ad Imperia Oneglia, per esprimere solidarietà con il popolo palestinese. Non è viceversa confermata la partecipazione di Mohammed Bensa. Non ce ne vorrà il prestigioso Imam della M…

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La consueta celebrazione domenicale della Messa secondo il “Vetus Ordo” nella Chiesa già dei Padri Minimi di Imperia Oneglia - la cui frequenza era venuta diminuendo nelle scorse settimane - si è improvvisamente animata domenica scorsa con la presenza di oltre cinquanta persone.

…menicale della Messa secondo il “Vetus Ordo” nella Chiesa già dei Padri Minimi di Imperia Oneglia - la cui frequenza era venuta diminuendo nelle scorse settimane - si è improvvisamente animata domenica scorsa con la presenza di oltre cinquanta persone. Anche s…

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Abbiamo ritrovato casualmente una pia donna – di quelle che dalle nostre parti vengono popolarmente definite “beghinasse” – con cui eravamo soliti intrattenerci nella Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista ad Imperia Oneglia dopo la Messa domenicale delle otto del mattino.

…ui eravamo soliti intrattenerci nella Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista ad Imperia Oneglia dopo la Messa domenicale delle otto del mattino. Tale funzione viene frequentata tradizionalmente dai fedeli più convinti, mentre quanti sono praticanti per a…

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La notizia più importante per la vicenda civica di Imperia viene taciuta, sia dai mezzi di informazione sia – quanto risulta più grave – dalla Opposizione.

La notizia più importante per la vicenda civica di Imperia viene taciuta, sia dai mezzi di informazione sia – quanto risulta più grave – dalla Opposizione. Parte della quale non è più tale – neanche formalmente – essendo stata cooptata nella Maggioranza. Lo st…

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Consultando con vivo e partecipe interesse il nuovo numero di Emozioni, che Gianni Donaudi è riuscito miracolosamente a pubblicare e a diffondere malgrado tutti i sabotaggi orditi con tenacia degna di miglior causa dagli invidiosi (i quali non si capisce che cosa ci invidino, dato che manchiamo di mezzi economici e contiamo soltanto su doti immateriali quali il coraggio, la dedizione, la cultura e la intelligenza), ci sentiamo di formulare alcune osservazioni inerenti alla linea politica del nostro periodico.

Consultando con vivo e partecipe interesse il nuovo numero di Emozioni, che Gianni Donaudi è riuscito miracolosamente a pubblicare e a diffondere malgrado tutti i sabotaggi orditi con tenacia degna di miglior causa dagli invidiosi (i quali non si capisce che c…

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La grande festa dello Aid El Khebir, solennemente celebrata – come è ormai tradizione - nello Anfiteatro della Spianata Edmondo De Amicis di Imperia Oneglia, ha visto questo anno un inconsueto affollamento di Imam: tale da ricordare le Messe in latino della Chiesa dei Frati, dove a volte il numero dei celebranti supera quello dei fedeli.

…ata – come è ormai tradizione - nello Anfiteatro della Spianata Edmondo De Amicis di Imperia Oneglia, ha visto questo anno un inconsueto affollamento di Imam: tale da ricordare le Messe in latino della Chiesa dei Frati, dove a volte il numero dei celebranti su…

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Matteo Vinai, Il sacramento della Penitenza e della Riconciliazione, Prefazione di Antonio Suetta, Edizioni Palumbi, Teramo, 2021, 192 pagine, 12 Euro.

Matteo Vinai, Il sacramento della Penitenza e della Riconciliazione, Prefazione di Antonio Suetta, Edizioni Palumbi, Teramo, 2021, 192 pagine, 12 Euro. Bene ha fatto Monsignor Antonio Suetta, Vescovo di Ventimiglia, a spezzare una lancia in favore del giovane …

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La Comunità Islamica di Imperia è in questi giorni a rumore, per via di una iniziativa assunta dalla sua componente fino ad ora apparentemente più marginale, cioè la pur folta colonia dei Bengalesi.

La Comunità Islamica di Imperia è in questi giorni a rumore, per via di una iniziativa assunta dalla sua componente fino ad ora apparentemente più marginale, cioè la pur folta colonia dei Bengalesi. I quali, in uno scenario dominato dal confronto tra Arabi e T…

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Da quando la Meloni è divenuta Presidente del Consiglio, si è imposta alla attenzione della opinione pubblica la presenza ad Imperia di una famiglia sua omonima.

…l Consiglio, si è imposta alla attenzione della opinione pubblica la presenza ad Imperia di una famiglia sua omonima. I cui componenti non hanno tuttavia approfittato della situazione per vantare una asserita parentela con la Sorella di Italia. I cugini Martin…

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