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Risultati per “Partito Democratico”

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Dopo il cosiddetto “Colpo di Praga”, organizzato dall’Ambasciatore sovietico Zorin, con cui nel 1948 i Comunisti si impadronirono del potere in Cecoslovacchia, i dipendenti pubblici trovavano al mattino la tessera del Partito sulla scrivania.

… potere in Cecoslovacchia, i dipendenti pubblici trovavano al mattino la tessera del Partito sulla scrivania. Ciò rendeva praticamente obbligatoria la loro iscrizione, dato che rifiutarla significava dichiararsi oppositori del nuovo regime. In Italia, prendere…

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Vito Mancuso, con un articolo su “La Stampa” di Torino, illustra eloquentemente i motivi dottrinali per cui lo Stato teocratico, così come lo Stato confessionale, risulta incompatibile con la nostra Fede.

…e alla instaurazione delle dittature. L’Italia repubblicana, invece, era governata dalla Democrazia Cristiana. Esiste tuttavia un settore ecclesiastico che infligge a questo Partito una “damnatio memoriae”, denunziandone le asserite “infiltrazioni moderniste”.…

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Nel suo racconto, a sfondo autobiografico, intitolato La Giornata di uno Scrutatore, Italo Calvino prende le mosse dalla indignazione suscitata in un militante comunista dal fatto che i Democristiani facessero votare per il loro Partito tutti i ricoverati del Cottolengo.

… un militante comunista dal fatto che i Democristiani facessero votare per il loro Partito tutti i ricoverati del Cottolengo. Il protagonista, dopo avere trascorso il giorno delle elezioni a litigare, giungeva a due conclusioni. In primo luogo, risulta impossi…

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Le partite di scacchi – salvo il caso di una patta, cioè di un pareggio – non finiscono mai con lo scacco matto, risultando sufficiente, per determinarne il risultato, la superiorità di uno dei giocatori.

…azione di cui era stato vittima a Genova il povero Dello Strologo. Il Segretario Regionale gli aveva garantito la compattezza monolitica del Partito, dove però Burlando – muovendo come una pedina la Paita – propiziava sfacciatamente la vittoria di Bucci. Se il…

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Quanto “fa notizia” non è certamente il fatto che i “Pentastellati” siciliani – dopo avere celebrato nell’Isola le “Primarie” con i Democratici (naturalmente a spese di Letta) - abbiano rotto il patto, essendo usciti perdenti: suscita invece ilarità la protesta del “Nazareno”, che parla addirittura di “Alto Tradimento”.

…ono più spaesati dei Giapponesi. Costui ignorava addirittura in quale Regione si trovasse Imperia: è come se un ingegnere non sapesse quanto fa uno più uno. Le mafie, scavalcando la fragile burocrazia di partito, erano già arrivate da decenni ad insediarsi dal…

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Quando insistevamo nel denunziare la degenerazione del rapporto tra rappresentanti e rappresentati, cioè in sostanza il tradimento della democrazia, causato nella nostra realtà locale dall’esistenza di un “partito trasversale” – detto anche “partito della selvaggina” – ci si rispondeva regoalrmente che non era qui la vera Sinistra.

…dimento della democrazia, causato nella nostra realtà locale dall’esistenza di un “partito trasversale” – detto anche “partito della selvaggina” – ci si rispondeva regoalrmente che non era qui la vera Sinistra. Questo, però, risulta vero solo in parte: se ci s…

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Parlando delle vicende di Genova, avevamo notato come un ecclesiastico - l'allora arcivescovo metropolita Cardinale Angelo Bagnasco - fosse rimasto l'unico ad esprimere - nella città laica, repubblicana e poi socialista patria di Giuseppe Mazzini - un richiamo alla sua tradizione democratica. L'eclisse di questa identità aveva portato il centro-sinistra a lasciare campo libero ad una amministrazione comunale di destra, che si è rivelata capace soltanto di offendere le convinzioni dei concittadini, manifestando il suo attaccamento alla tradizione unicamente con il (costoso) travestimento da doge del sindaco Bucci, il quale è solito esibirsi in questa pagliacciata carnevalesca.

…gure, non si era opposto a suo tempo alla costituzione di una giunta comunale da cui era escluso il suo partito, e nella quale si erano uniti i socialisti di Cerofolini, i comunisti di Doria ed i socialdemocratici di Bemporad. Ora è l'arcivescovo emerito a pro…

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Palmiro Togliatti si macchiò del torto storico di avere ridotto la tattica, a mero espediente elettoralistico. Il grande progetto gramsciano dell'egemonia ed il risultato di questo svilimento portò - dopo gli effimeri fasti degli Anni Settanta - al fallimento storico del suo partito. Se infatti l'egemonia consiste nella capacità di interpretare e rappresentare l'interesse generale, il compito di una forza politica non consiste nel fare la somma aritmetica dei motivi di malcontento, bensì nel compierne la sintesi. Che è mancata a livello nazionale, ma è invece riuscita in alcune realtà regionali, cioè in Emilia ed in Toscana. Dove il partito ex comunista che altrove si è ridotto alla rappresentanza dei dipendenti pubblici - e cioè dei garanti - ha assunto la guida dei ceti produttivi. E, di conseguenza, ha vinto le elezioni.

…o portò - dopo gli effimeri fasti degli Anni Settanta - al fallimento storico del suo partito. Se infatti l'egemonia consiste nella capacità di interpretare e rappresentare l'interesse generale, il compito di una forza politica non consiste nel fare la somma a…

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"La Repubblica" ha assunto la stessa funzione di portavoce del Governo - e soprattutto del partito unico o egemone - cui adempiono gli organi ufficiali dei Paesi dominati da regimi totalitari. Tramontata definitivamente la "Pravda", rimangono "Il quotidiano del popolo" in Cina e "Granma" a Cuba. Chi risiede in queste nazioni, dovendovi svolgere funzioni di diplomatico o di corrispondente dall'estero, deve immancabilmente iniziare la sua giornata lavorativa consultando questi periodici. La domanda che ci si pone non è quasi mai se una notizia sia vera o falsa - l'informazione viene sistematicamente manipolata - bensì per quale motivo si racconta una particolare bugia in un dato momento. Quando poi il giornale ufficiale muove all'attacco di qualche malcapitato, si annunziano dei guai non soltanto per la sua persona, ma per una intera categoria. La cui consistenza risulta direttamente proporzionale alla virulenza ed alla gravità delle accuse. Il partito prese di mira la cosiddetta "Banda dei quattro", costoro vennero tacciati addirittura di fare seccare i raccolti agricoli, essendo motivati per giunta da pura malvagità. Non si comprende infatti quale vantaggio potessero trarre dalla carestia.

…ubblica" ha assunto la stessa funzione di portavoce del Governo - e soprattutto del partito unico o egemone - cui adempiono gli organi ufficiali dei Paesi dominati da regimi totalitari. Tramontata definitivamente la "Pravda", rimangono "Il quotidiano del popol…

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La stabilità delle istituzioni repubblicane viene messa in gioco non tanto a causa della rissa da angiporto scoppiata tra i due ex compari, Grillo e Conte, quanto piuttosto per il maldestro tentativo di porre sotto controllo il primo partito d'Italia, o almeno quello che detiene la maggioranza relativa in entrambe le Camere. La sopravvivenza del governo Draghi doveva in qualche modo venire salvaguardata, e gli strateghi che muovono le fila del gioco parlamentare, per raggiungere tale obiettivo, hanno prospettato a Conte di assumere la guida del Movimento Cinque Stelle. Se l'operazione fosse riuscita, si sarebbe tolto a Grillo il suo potere di ricatto sull'Esecutivo, placando nel contempo il risentimento nutrito dal cosiddetto "avvocato del popolo". Il quale - nella sua megalomania - si considera un grande statista, privato del potere da una rivolta di palazzo.

…te, quanto piuttosto per il maldestro tentativo di porre sotto controllo il primo partito d'Italia, o almeno quello che detiene la maggioranza relativa in entrambe le Camere. La sopravvivenza del governo Draghi doveva in qualche modo venire salvaguardata, e gl…

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Cambia lo stile di chi le redige e le pronunzia, più analitico e più sistematico quello di Monsignor Bagnasco, più sintetico e a tratti quasi lirico quello di Monsignor Bassetti, ma le relazioni del Presidente della Conferenza Episcopale dinanzi all'assemblea plenaria dei vescovi italiani, tanto più da quando non si ascoltano più le relazioni dei segretari dei grandi partiti nelle sessioni dei rispettivi organi dirigenti, esprimono l'unica documentata ed eloquente rappresentazione della condizione sociale e culturale dell'Italia: la Chiesa, essendo ormai anche formalmente commissariata la sua rappresentanza politica, è rimasta l'unico soggetto che mantiene unita - per quanto è ancora possibile - la nazione.

…o. Tanto meno si trova un giovane leghista, berlusconiano o "pentastellato". Non esistono in realtà neppure i giovani di "Fratelli d'Italia", pur potendo questo partito lucrare del fatto di costituire l'unica opposizione presente nelle istituzioni rappresentat…

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"L'Espresso" nacque negli Anni Cinquanta per iniziativa di un gruppo di intellettuali appartenenti alla sinistra non comunista, i quali si proponevano di contrastare la degenerazione clericale del governo democristiano, e nel contempo di stimolare una revisione ideologica nel partito comunista, tale da rendere in prospettiva possibile in Italia l'avvento della democrazia della alternanza. Di questa consorteria non faceva parte, pur essendo ad essa affine, il professor Federico Caffè, appartenente ad un altro cenacolo di ex appartenenti al Partito d'Azione, quello raccolto intorno a Ferruccio Parri.

…del governo democristiano, e nel contempo di stimolare una revisione ideologica nel partito comunista, tale da rendere in prospettiva possibile in Italia l'avvento della democrazia della alternanza. Di questa consorteria non faceva parte, pur essendo ad essa a…

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Se l’indicazione che risulta implicitamente dall’annuncio del “Vertice” tra Putin e Trump in Alaska verrà confermata – come fa prevedere la convocazione di una riunione preparatoria tra le parti, da celebrare in Inghilterra – ciò vorrà dire che si prospetta per l’Ucraina una soluzione di tipo “coreano”: che è l’unica possibile, salvo la deprecata ipotesi di un allargamento del conflitto. L’Occidente preferisce logicamente evitarlo, per concentrarsi sul Medio Oriente ed, in prospettiva, su Formosa. È vero che Trump ha parlato di “scambi” di territori, ma una volta entrato in vigore il cessate il fuoco, risulta molto improbabile un ritiro degli opposti eserciti dalle posizioni che hanno raggiunto, o che hanno mantenuto. L’unico caso in cui ciò non avvenne fu la Croazia, dove gli Occidentali imposero ai Serbi di ripiegare sulla linea di confine tra le repubbliche ex jugoslave. In questo caso, però, esisteva un soggetto terzo in grado di imporre il rispetto del proprio arbitrato. Nel caso della Russia, in tanto si può ottenere una cessazione degli scontri in quanto precisamente si accetta il principio che i confini – in questo caso tra le repubbliche ex sovietiche – possono essere ridisegnati, quanto meno de facto, rispettando il criterio dell’appartenenza linguistica. La conseguente “pulizia etnica” si è peraltro già consumata: chi non era russofono ha infatti dovuto abbandonare i territori invasi. Se poi la loro annessione rimarrà de facto, ovvero troverà un riconoscimento de jure, diviene a questo punto una questione irrilevante. Putin ottiene il riconoscimento del suo rinnovato ruolo di grande potenza, quanto meno regionale, e l’Ucraina – in cambio di amputazioni territoriali già consumate e comunque irreversibili – consegue una protezione occidentale sulla sua residua sovranità. Quanto soprattutto trova conferma è il riconoscimento dell’aspetto più rilevante della politica di potenza, che si estrinseca nell’uso della forza militare: ciascuno si appropria di tutto quanto gli appartiene in base al mero rapporto di forze. Vedi il caso di Israele, che assume il controllo militare di tutta la Striscia di Gaza, riservandosi di definire lo “status” giuridico che lo garantisca meglio: probabilmente un’amministrazione affidata ai Paesi Arabi. Che da una parte lasciano mano libera a Netanyahu nei riguardi dei Palestinesi, e dall’altra approfittano della sua protezione contro le ambizioni egemoniche dell’Iran. Quanto risulta morto e sepolto è il cosiddetto “internazionalismo”, cioè una prassi politica che costituiva il corollario della vecchia prevalenza delle ideologie. “Il Secolo XIX”, compiacendosi perché i manifestanti di Genova hanno bloccato nel porto un cannone destinato a Israele, pubblica impietosamente la fotografia dello sparuto gruppo di persone che sono riuscite nell’impresa. Le quali sono così poche che non sarebbero riuscite a bloccare neanche la corsa di un autobus del servizio urbano. Evidentemente, il Governo ha deciso sua sponte una sorta di embargo – che altri Paesi dell’Europa Occidentale hanno da parte loro proclamato formalmente – nei confronti di Israele. L’affinità ideologica tra diversi soggetti internazionali non condiziona però più neanche in minima misura le loro scelte. L’Arabia Saudita è da tempo un alleato oggettivo di Gerusalemme (sempre che non siano già in vigore degli accordi riservati), pur essendo uno Stato confessionale islamico, dove per giunta Israele non figura sulle mappe dei testi scolastici. Trump non si può considerare certamente un sostenitore della funzione messianica attribuita a Mosca in quanto “Terza Roma”, tanto più da quando – per la prima volta nella Storia – un suo concittadino occupa il Soglio di Pietro, e deve di conseguenza difendere le prerogative della “Prima Roma”. Il “Tycoon” non esita però a riconoscere come valide – almeno in parte – le pretese accampate dal nuovo imperatore di Russia. Il fondamento ideologico del potere vale tuttora però in politica interna, costituendo il fondamento dell’autorità esercitata tanto dalle dittature quanto dalle cosiddette “democrature”. Che hanno tutte in comune l’affermazione di una particolare identità. Se non vi sono dubbi sull’esistenza di quella propria della Russia, l’identità italiana costituisce – lo ripetiamo ancora una volta – un’invenzione intellettuale ed un’imposizione ideologica. Che fu tuttavia propria a suo tempo tanto dell’Italia liberale, dopo la sua costituzione in seguito al cosiddetto Risorgimento, quanto – in misura ancor maggiore – dell’Italia fascista. A partire dalla Liberazione prevalse – insieme con l’affermazione delle ideologie di cui erano assertori tanto i democristiani quanto i comunisti e i socialisti – per l’appunto l’internazionalismo. Le forze politiche dominanti la Prima Repubblica vissero tutte di rendita sulle cause proprie di altri Paesi: al sostegno offerto dai democristiani agli insorti ungheresi e ai cattolici polacchi faceva riscontro la mobilitazione della sinistra in favore del Vietnam. In verità, ai dirigenti dell’una e dell’altra parte non importava granché di tutte queste vicende, che venivano strumentalizzate o per sostenere l’adesione ad un sistema di alleanze, o viceversa per avversarlo. Ora la Meloni deve far dimenticare agli alleati europei dell’Italia le proprie radici ideologiche. Le vicende di tutti gli altri Paesi del continente dimostrano infatti che in essi vale pur sempre la conventio ad excludendum nei confronti dell’estrema destra. Così è stato – almeno fino ad ora – in Francia, in Spagna, in Germania e in Austria. In Italia, però, questa parte politica ha segnato una espansione elettorale inarrestabile, e la destra “moderata” ha scelto di accodarsi. Mettendo in pericolo la regola – fondamentale nelle democrazie rappresentative – della reversibilità delle maggioranze. La Meloni non ha infatti perso l’occasione per ripetere quanto già riuscito ai vari Putin, Erdogan, Modi e compagnia. Abbiamo udito questa mattina su Radio Radicale un giurista affermare che si è applicato il metodo detto “della cottura della rana”: se lo si getta nell’acqua bollente, il batrace salta fuori dalla pentola; se invece lo si mette nell’acqua fredda, l’aumento progressivo del calore lo stordisce, finendo per cucinarlo. Non fu però questo il metodo seguito da Mussolini, che instaurò progressivamente il regime in un arco di tempo che va dal 1922 al 1929. La differenza consiste soltanto che Mussolini, alla fine, lo dichiarò, mentre la Meloni nega la sua stessa esistenza. Se è così, però, non si vede per quale motivo la Presidente del Consiglio sottolinei con insistenza la discontinuità del suo Governo rispetto a tutta la vicenda storica precedente, cui attribuisce il carattere di una degenerazione, mentre a partire dal suo avvento si assisterebbe – secondo lei – a una rinascita. Ricordiamo bene quando, recandoci a Nizza, ammonivamo i nostri interlocutori francesi sul rischio costituito dall’avere il Terzo Mondo – inteso soprattutto come affermazione di una cultura politica estranea alla tradizione liberale e democratica europea – a Ponte San Luigi, cioè a trenta chilometri dagli eleganti dehors della Promenade su cui consumano tranquillamente ostriche e champagne. La Meloni è però riuscita a farsi percepire come un fattore di stabilizzazione. Se gli italiani non possono più praticare l’alternanza al governo, e se viene loro imposta una legislazione autoritaria, il Paese è tuttavia apparentemente tranquillo. Ecco dunque che i dirigenti di Parigi, di Bruxelles e della stessa Nizza sussumono tutti questi aspetti inquietanti della nostra situazione, ed anzi offrono alle Autorità di Roma un sostanziale sostegno. La recente visita di una delegazione delle Alpi Marittime a Imperia – a parte i risvolti gastronomici, che hanno messo nel giusto risalto l’opera del nostro amico Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo – ha segnato l’accettazione da parte francese di tutto quanto reclamato dal “Bassotto”: anche a nome e per conto della Signora della Garbatella.

Se l’indicazione che risulta implicitamente dall’annuncio del “Vertice” tra Putin e Trump in Alaska verrà confermata – come fa prevedere la convocazione di una riunione preparatoria tra le parti, da celebrare in Inghilterra – ciò vorrà dire che si prospetta pe…

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Due notizie attinenti con la religione illuminano – più di tutte le chiacchiere sulle vicende dei Partiti – la situazione civile dell’Italia.

…consiste nel fatto che – una volta diventati comunisti - si opponevano ferocemente alla revisione ideologica di questo Partito in senso liberale. Citiamo, a tale proposito, i casi di Melloni (detto Fortebraccio, ma da non confondere con l’omonimo ristoratore) …

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La Russa si è recato a Gerusalemme, e i Democratici non hanno perduto questa occasione per sollevare la questione dei precedenti antisemiti propri della parte politica cui egli – insieme con la Meloni – appartiene.

La Russa si è recato a Gerusalemme, e i Democratici non hanno perduto questa occasione per sollevare la questione dei precedenti antisemiti propri della parte politica cui egli – insieme con la Meloni – appartiene. I dirigenti israeliani compiono invece le lor…

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Alcuni esponenti della Comunità Israelitica di Roma, intervistati dalla televisione nell’anniversario del rastrellamento nazista del 1943, hanno detto molto chiaramente che non si fidano per nulla della Meloni, né del suo Partito, né del suo Governo.

…hanno detto molto chiaramente che non si fidano per nulla della Meloni, né del suo Partito, né del suo Governo. Non ce ne fidiamo neanche noi, non se ne fidano gli esponenti dell’Ebraismo internazionale – come abbiamo potuto verificare nei giorni scorsi prende…

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“La Repubblica” spreca fiumi di inchiostro per domandarsi se la Meloni sia fascista, e giunge alla conclusione che in effetti si tratti di una nostalgica del regime di Mussolini, in quanto rifiuta di togliere la fiamma dal simbolo del suo Partito.

…el regime di Mussolini, in quanto rifiuta di togliere la fiamma dal simbolo del suo Partito. Ci fu un tempo in cui la cultura liberaldemocratica di Sinistra – la cui intellettualità si riuniva ne “Il Mondo di Pannunzio, palestra del giovane Scalfari – sapeva e…

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Uno dei più alti dirigenti di “Grande Liguria”, l’unica forza autonomista della nostra Regione, che alle ultime Regionali – pur senza svolgere alcuna campagna elettorale – ha ottenuto un risultato non certo trascurabile, trovandosi in vacanza nel Tirolo Meridionale, ha bussato alla porta del locale Partito di lingua tedesca.

…scurabile, trovandosi in vacanza nel Tirolo Meridionale, ha bussato alla porta del locale Partito di lingua tedesca. I dirigenti hanno rifiutato di riceverlo, e neanche lo hanno fatto ascoltare da qualche funzionario di basso rango. Non scriviamo queste poche …

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Nel tempo dell’Unione Sovietica, quando i dirigenti del Cremlino erano in procinto di scomunicare qualche Partito Comunista, ne mandavano in avanscoperta uno molto più piccolo, incaricandolo di fare il lavoro sporco, consisteva nell’anticipare i motivi del conflitto ideologico.

…ietica, quando i dirigenti del Cremlino erano in procinto di scomunicare qualche Partito Comunista, ne mandavano in avanscoperta uno molto più piccolo, incaricandolo di fare il lavoro sporco, consisteva nell’anticipare i motivi del conflitto ideologico. Per co…

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