Lettera aperta al Cardinale Gualtiero Bassetti.
Eminenza Reverendissima,
leggo, nella sua dichiarazione a commento del rilascio della dottoressa Silvia Romano, le seguenti testuali parole: "E' stata spinta da molti motivi, religiosi e umanitari, e questo l'ha aiutata sopravvivere".
Non posso evitare di domandarmi quali fossero i motivi "religiosi" che hanno sostenuto la nostra connazionale.
In essi permane certamente molto in comune con i nostri, dato che la religione abbracciata dalla dottoressa Romana si annovera tra quelle dette "abramitiche".
Per cui, malgrado il suo ripudio del cristianesimo, continua ancora a credere nel nostro stesso Dio.
Ciò non toglie però che la fede islamica sia diversa dalla nostra.
Mi domando dunque se la giovane cooperante non potesse trovare sostegno - nella prova che ha dovuto affrontare - precisamente negli ideali cristiani.
Innumerevoli sono state, in tutte le epoche, le testimonianze rese da tanti nostriconnazionali chiamati ad affrontare siuazioni anche più tragiche, fino ad affrontare a volte il martirio.
La dottoressa Romano ha invece trovato nell'Islam radicale la forza necessaria per superare quella che le è capitata.
Vorrà scusare il paragone irriverente, ma è come se Padre Massimiliano Kolbe fosse diventato nazista: oggi, certamente non sarebbe venerato come Santo.
Ella, Monsignor Bassetti, sembra riconoscere che questa fede munisce chi la professa di una forza spirituale maggiore rispetto a quella procurata dal Cristianesimo.
Lavorando nella cooperazione allo sviluppo, ho dovuto affrontare anch'io molti rischi e pericoli.
La nostra comune fede mi ha sempre sostenuto, ed ho trovato in essa motivi di conforto e di speranza.
Altri, naturalmente, li hanno trovati nelle loro rispettive diverse convinzioni.
Se però arriviamo alla conclusione che il fatto di essere, o di diventare musulmani accresce le nostre risorse spirituali, abbracciamo tutti quanti la fede islamica.
Ella può dare il buon esempio, facendosi nominare "Imam" di Perugia.
A me pare tuttavia che il cristianesimo - pur nel più assoluto rispetto verso le altre confessioni - costituisca ancora una volta una risorsa preziosa per il popolo italiano in un'ora difficile della sua vicenda nazionale.
Se di questa risorsa la dottoressa Romano non sente il bisogno, la sua scelta è pienamente legittima.
Ci sono però altri milioni di nostri compatrioti che attendono di essere confermati e confortati nelle loro convinzioni.
Tale è il compito dei nostri pastori.
Come ha detto il Papa, non conviene cambiare cavallo quando si è in mezzo al guado.
Prego Iddio affinchè la illumini.
Con  ossequio
Mario Castellano

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Mario Castellano 15/05/2020
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