Durante l'occupazione nazista dell'Italia settentrionale, i nostri zii di Sanremo nascosero per venti mesi, fino alla Liberazione, nella loro casa di Corso Orazio Raimondo 43, a Sanremo, una signora israelita.
Durante l'occupazione nazista dell'Italia settentrionale, i nostri zii di Sanremo nascosero per venti mesi, fino alla Liberazione, nella loro casa di Corso Orazio Raimondo 43, a Sanremo, una signora israelita.
Tutti i vicini lo sapevano, ma nessuno commise una delazione.
La circostanza era nota anche ai funzionari della polizia, essendo a quell'epoca il commissariato alloggiato al piano terreno dello stesso edificio.
Gli unici di cui si doveva temere erano i tedeschi ed i fascisti repubblichini.
Questa vicenda ci viene in mente apprendendo che l'organismo di rapresentanza della polizia di stato ha affermato che i funzionari gli agenti non vogliono più rendersi impopolari vessando i cittadini onesti: la polizia, infatti, deve perseguire soltanto i delinquenti.
Trovandoci da molto tempo sotto custodia protettiva, ci è capitato sovente di raccogliere le confidenze dei suoi componenti, i quali si sono resi conto da tempo di come il governo tenda a indirizzare l'azione repressiva non già contro i comportamenti deviati dal punto di vista sociale, bensì contro il dissenso.
Nei regimi autoritari, ci sono due polizie: una si occupa dei furti di galline, l'altra - privilegiata e onnipotente - ha il compito di individuare e perseguitare gli oppositori.
Chi viene considerato tale?
I criteri variano da un paese all'altro, ma si tende a colpire non solo e non tanto quanti esprimono pubblicamente il proprio dissenso, i quali anzi vengono a volte esibiti per far credere che c'è libertà di criticare.
Il dissenso più pericoloso riguarda l'organizzazione di soggetti sociali tendenzialmente indipendenti.
Ci giunge notizia di un avvocato sottoposto a procedimento disciplinare dall'ordine forense perchè ha presentato degli esposti contro il governo.
Poichè però i colleghi della sua città hanno rifiutato di perseguirlo, il procedimento è stato avviato dall'ordine di un'altra provincia, dando luogo ad una illegittimità per incompetenza.
Presto non ci sarà più bisogno di tali forme di repressione: i professionisti, completamente proletarizzati, non saranno più "liberi", ma ridotti ad una massa amorfa e disciplinata.
A Cuba è permesso aprire ristoranti privati, a condizione che non impieghino mano d'opera estranea alla famiglia del titolare.
L'onnipotente "seguridad de estado" esercita però su di essi un controllo asfissiante, come se fossero tutti dei covi di "agenti della CIA", al punto che in molti casi hanno dovuto cessare l'attività.
Nostro cognato concepì la malaugurata idea di aprire una trattoria nel paese di adozione.
Proprio in quanto ebbe successo, venne etichettato come "capitalista", e ucciso sommariamente.
La vedova si affrettò a chiudere l'esercizio, ma per soprammercato fu eliminato anche il figlio.
Ora Conte annunzia trionfalmente le riaperture.
I limiti nei quali dovrà svolgersi l'attività turistica risultano però così cervellotici e vessatori che i ristoratori e gli albergatori potranno sopravvivere solo trasformandosi in finissimi cultori di tutto lo scibile giuridico.
Le norme farebbero ridere se non causassero un'autentica tragedia sociale.
Il titolare di un albergo correrà dei guai con la giustizia penale se alloggerà in una camera doppia una coppia non unita in matrimonio.
Non capiamo perchè certi redicatori radiofonici si accaniscano contro Conte: i governi democristiani degli anni Cinquanta mettevano le calzemaglie nere alle ballerine della RAI, ma l'attuale si dedica a perseguitare gli adulteri e i fornicatori.
I regimi autoritari promuovono sempre la sanità dei costumi: il che fornisce un eccellente pretesto per ingerirsi nella vita privata dei loro sudditi.
I ruoli sono ormai rovesciati: mentre il Papa riceve le coppie di omosessuali dichiarati, nella repubblica italiana esse devono rifugiarsi nelle case private.
I cittadini dovranno recarsi al ristorante muniti dello stato di famiglia anagrafico per sedersi allo stesso tavolo.
L'elenco delle stranezze, degne dei più paranoici dittatori dell'America Latina, potrebbe continuare a lungo.
Basti citare la chiusura delle "balere".
Il canone culturale del nuovo regime non pare stabilito dagli ex comunisti dell'Emilia-Romagna, bensì da certi siciliani da barzelletta, che intimano alla moglie di camminare con gli "occhi bassi".
Fin qui gli aspetti "di costume".
Quanto però viene visto come il fumo negli occhi da Conte e soci è però soprattutto la libertà di impresa.
De Gasperi e Togliatti, che in apparenza erano considerati irriducibilmente contrapposti, furono in realtà concordi nella scelta del modello economico che avrebbe propiziato il cosiddetto "miracolo italiano", consistente nel lasciare crescere il prato basso della piccola impresa: non a caso, il Veneto "bianco" e l'Emilia "rossa" si assomigliano molto dal punto di vista sociale.
Ora si impone invece il modello cinese, fatto di grandi imprese di stato, guidate da magnati cui è concesso arricchirsi, ma in sostanza etero dirette nelle loro scelte strategiche: non a caso, esse fanno capo in molti casi all'esercito, anzichè al partito.
Quanto va bene in una società confuciana, rigidamente autoritaria e gerarchica, non è detto però risulti altrettanto benefico per un popolo individualista come il nostro.
I Borboni promossero, nel loro paternalismo, le officine metallurgiche di Petrarsa e di grandi laboratori di stato.
Fecero malissimo i piemontesi a distruggere tutto questo, costringendo i meridionali alla alternativa "brigante o emigrante".
Fanno però altrettanto male i nostri attuali dirigenti, di formazione ideologica neo borbonica, a sbraccare le piccole imprese del settentrione.
L'Italia di Conte assomiglia al paese "autarchico" e provinciale di Mussolini.
Eravamo partiti dalla protesta della polizia.
Quanto ancora manca è precisamente un'altra OVRA, che certamente verrà costituita a coronamento dell'edificazione del regime.
Con la differenza che questa volta non verranno perseguitati gli operai, ma i "padroni".

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Mario Castellano 15/05/2020
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