Il Presidente del Consiglio ha finalmente reso pubblico il contenuto dei verbali delle riunioni celebrate dal Comitato Tecnico-Scientifico espressamente istituito – come abbiamo notato in un nostro precedente articolo – per disporre le misure necessarie al contrasto dell’attuale epidemia.
Abbiamo anche rilevato come – in base a quanto stabilito nel momento stesso della sua istituzione – al Comitato fosse conferito il potere di emanare atti di tipo legislativo, in quanto contenenti disposizioni in materia di profilassi, ma anche in materia di spesa pubblica.
Conte, emanando a sua volta i “decreti del Presidente del Consiglio”, ne ha motivato le disposizioni facendo precisamente riferimento a quanto anteriormente deliberato dal Comitato. Qui si manifesta una prima contraddizione. Ci domandiamo infatti per quale motivo si sia attribuito ad un organo un potere di tipo legislativo se poi i suoi atti non entrano immediatamente in vigore, ma devono essere recepiti da atti successivi, per l’appunto i decreti del Presidente del Consiglio.
Si potrà obiettare che la legittimità costituzionale delle deliberazioni del Comitato risulta quanto meno dubbia, ma lo è ben di più la legittimità costituzionale dei decreti del Presidente del Consiglio, cui l’ordinamento del governo attribuisce unicamente carattere di atti amministrativi.
Richiesto comunque di pubblicare i verbali del Comitato, Conte si era in un primo momento rifiutato, poi è stato indotto ad adempiere in seguito ad una ingiunzione del potere giudiziario.
La Fondazione Einaudi, in qualità di soggetto di diritto privato richiedente, ha finalmente acquisito i verbali del Comitato, che non risultano però sottoscritti da tutti i suoi componenti. Se alcuni di costoro dissentivano dalle delibere adottate, potevano esigere l’annotazione delle loro riserve.
Non risulta però il Comitato abbia adottato delle deliberazioni, limitandosi tale organo ad emettere dei pareri. Ciò è dovuto probabilmente al fatto che alcuni dei suoi membri dubitavano tanto dell’effettiva attribuzione al Comitato di un potere di tipo legislativo, quanto soprattutto della legittimità costituzionale di tale attribuzione. Si tratta in ogni caso di uno scrupolo encomiabile, ma sarebbe risultato ben più coerente rifiutare la nomina, per non farsi complici di una violazione della Costituzione.
Quanto però risulta più grave è l’uso che Conte ha fatto delle consulenze espresse dal Comitato, che non risulta avere raccomandato, ma anzi ha decisamente sconsigliato ogni misura lesiva delle libertà dei diritti costituzionali dei cittadini. Poiché però Conte li ha ugualmente violati, motivando le sue decisioni con un asserito parere del Comitato che in realtà si era espresso in termini assolutamente opposti a quanto millantato dal Presidente del Consiglio, costui è incorso – oltre che nell’attentato alla Costituzione e nell’abuso in atti di ufficio – anche nel reato di falso ideologico.  

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Mario Castellano 8/08/2020
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