I seguaci dell’antica religione, precedente alla cristianizzazione, sono ancora chiamati con il termine spregiativo usato quando già la popolazione delle città risultò composta completamente da convertiti: “pagani” significa letteralmente “abitanti dei villaggi”.
Nell’entroterra della Liguria occidentale, è documentata la sopravvivenza di certi culti, detti per l’appunto “superstizioni pagane”, fino quasi al decimo secolo. Le “chiese matrici” delle nostre valli risalgono d’altronde precisamente a quel periodo. Risulta tuttavia anche probabile che i seguaci della vecchia religione abbiano cercato rifugio nelle campagne. Non sappiamo quasi nulla della persecuzione subita da costoro, anche se probabilmente c’è stata.
Delle gesta dei martiri cristiani è invece conservata una ampia e gloriosa memoria. Segno che la storia viene sempre scritta dai vincitori.
Queste considerazioni ci vengono spontanee e leggendo l’ennesimo appello in favore di un dissidente – in questo caso turco – colpevole soltanto di avere manifestato delle opinioni. Ci associamo, naturalmente, per quel poco che conta, a questa mobilitazione. Se però – come auspichiamo – si riuscirà ad ottenere il rilascio di questa persona, l’alternativa sarà tra il suo esilio in Occidente ovvero una sopravvivenza precaria nel suo paese, previa a possibili nuove carcerazioni.
La natura del regime non cambia, ed il trattamento riservato agli oppositori non è soggetto alle regole proprie di uno stato di diritto, bensì soltanto alle opportunità politiche, valutate secondo il criterio di chi detiene il potere.
Quando si avvicinò, nel nostro paese di adozione, una recrudescenza della guerra civile, compimmo personalmente un discreto sondaggio presso le rappresentanze diplomatiche straniere per accertare la possibilità che assistessero gli oppositori. Ci venne cortesemente risposto che non era possibile fare nulla al riguardo.
Consigliammo dunque agli amici di allontanarsi, prima che fosse troppo tardi. La situazione, infatti, è in seguito precipitata.
Il giorno più bello della nostra vita venne quando caricammo su di un volo per l’estero nostra figlia, da poco felicemente sposata.
Il numero delle persone bisognose di rifugio è destinato ad aumentare con il proliferare e l’aggravarsi dei conflitti interni. Laddove non è possibile – o non è necessario – fuggire all’estero, si moltiplicano i cosiddetti “rifugiati interni”, cioè le persone cui si applica nell’ambito del loro stesso paese di origine il criterio “cuius regio eius religio”.
I giornali riferiscono di una guerra civile incipiente addirittura negli Stati Uniti. Se questa ipotesi dovesse verificarsi, un “liberal” del “Deep South” o del “Middle West” dovrà fuggire a Nuova York o a Los Angeles, mentre un estremista di destra sarà costretto a compiere il percorso contrario.
È inutile – ed anche immorale – domandare ai profughi che cosa sarebbe successo se avessero vinto loro. In molti casi, i ruoli si sarebbero rovesciati.
Prima della rivoluzione, in Europa occidentale si solidarizzava con i socialisti russi. Lenin venne in esilio in Italia, ospitato da Massimo Gorky nella sua villa di Capri. Poi la situazione si rovesciò, e vennero a cercare rifugio i “bianchi”. I quali, però, durante la guerra civile non erano stati meno spietati dei “rossi”.
Nel Medioevo, le contese civili nei comuni causavano un continuo movimento molecolare di fuggiaschi: Dante Alighieri non costituì certamente una eccezione, come pure il padre del Petrarca. Ugo Foscolo fu il capostipite dei nostri profughi politici, avendo trovato rifugio in Inghilterra dopo la Restaurazione.
Ritornando al perseguitato turco, non possiamo fare a meno di ricordare che i laicisti – al tempo della dittatura militare – perseguitavano gli islamisti. I quali si stanno vendicando, ma le nemesi storiche colpiscono quasi sempre gli innocenti.
L’identitarismo aggrava la situazione già vissuta nel tempo delle dittature ideologiche, quando ci toccò ospitare in casa nostra esuli anticomunisti ed esuli antifascisti.
Oggi si ripete in tanti luoghi del mondo la tragedia vissuta dagli italiani dell’Istria e della Dalmazia.
I musulmani sterminano i cristiani in Africa, ma a loro volta sono stati perseguitati in Bosnia ed in Birmania.
I nostri correligionari pagano il prezzo più alto perché vengono identificati con il colonialismo.
Oggi, un prete libanese ha detto davanti al papa che già in centomila hanno iniziato le procedure per l’espatrio dopo l’esplosione di Beirut.
Vedremo arrivare tra noi sempre più gente bisognosa di aiuto.
Conte si accinge a perseguitare gli oppositori.
A Salvini, che propagandava l’odio nei confronti dei diversi, ricordiamo il principio evangelico: non fare agli altri quanto non vorresti fosse fatto a te.

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Mario Castellano 6/09/2020
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