Conte è stato giustamente criticato da alcuni esponenti del clero perché commettendo un grave errore, rivelatore della sua scarsa dimestichezza con le scienze religiose, ha definito il Natale – equiparandolo con la Quaresima – come una solennità di carattere penitenziale, negando che esso esprima invece la letizia dei credenti cristiani.
Non è necessario essere laureati alla Gregoriana per ricordare le parole dell’inno “Adeste Fideles, laeti triumphantes”. Il cardinale Silvestrini, di santa memoria, si sta rivoltando nella tomba per simili strafalcioni del suo discepolo: “ne sutor ultra crepidam”.
Se i fedeli – in questo desolante fine anno – non hanno nulla di cui allietarsi, trionfa viceversa un Governo nazionale che realizza un paradosso fino a qualche tempo fa assolutamente incredibile: l’unico esecutivo del dopoguerra non sostenuto dal suffragio popolare si dedica con successo a riformare in senso autoritario le istituzioni. Per giunta, l’Italia si sposta dal tradizionale sistema di alleanze con i Paesi occidentali verso quello guidato dalla Cina.
La dittatura, benché non dichiarata, che fa capo al cosiddetto “avvocato del popolo” gode del sostegno incondizionato del partito ex comunista, pur essendo il suo socio di maggioranza una forza politica populista la cui cultura politica è dichiaratamente di destra.
I comunisti italiani avevano impiegato decenni per affrancarsi dall’influenza ideologica e dalla tutela geostrategica dell’Unione Sovietica. Questo processo era iniziato, sia pure timidamente, fin dalla morte di Stalin, si era interrotto con l’invasione dell’Ungheria, ma poi era ripreso – sia pure con una progressione lenta e contraddittoria – fino alla piena accettazione delle alleanze internazionali dell’Italia e dei principi della democrazia liberale.
Ora tutto questo processo e questo sforzo vengono improvvisamente liquidati: i cinesi, ancora più lontani dalla cultura politica occidentale di quanto lo fossero i russi, assumono – grazie a Conte – il controllo delle nostre infrastrutture strategiche, dei nostri servizi di sicurezza e delle nostre forze di polizia.
Berlinguer, quando il suo partito era giunto ad ottenere il consenso di un terzo degli italiani, rifiutò di occupare un solo ministero, dato che – a suo avviso – ciò avrebbe messo in questione la collocazione internazionale dell’Italia, e si accontentò di alcuni posti di sottogoverno. La sua politica in materia religiosa era ispirata da Franco Rodano, che lo indusse a proporre all’autorità ecclesiastica il Partito Comunista quale supporto per l’edificazione di uno Stato confessionale.
Neanche la destra democristiana aveva messo formalmente in discussione il carattere non confessionale tanto di questa forza politica quanto soprattutto dello Stato.
Ora Conte dimostra di non rispettare la distinzione tra la sfera temporale e quella spirituale, non però per subordinare l’autorità civile a quella religiosa, bensì per compiere l’operazione esattamente contraria. La Presidenza del Consiglio pretende infatti di definire la natura di una solennità religiosa per stabilire come i fedeli debbano festeggiarla. Conte potrebbe limitarsi ad affermare che gli assembramenti sono pericolosi per la salute pubblica per sospendere in via eccezionale le funzioni religiose. L’uomo pretende invece di modificare a sua discrezione le norme canoniche, come pure la dottrina su cui esse sono fondate, per abolire la celebrazione pubblica del Natale. Quando anche egli dichiarasse la fine dell’epidemia, lo si potrà festeggiare soltanto in privato.
Ai cubani era capitato di peggio: il venticinque dicembre è rimasto fino a pochi anni fa un giorno lavorativo, e la festa è stata ripristinata da Fidel Castro come omaggio a Giovanni Paolo II in occasione della sua visita nell’isola. Il “lider maximo” non ha tuttavia mai preteso di discettare in materia religiosa. Noi siamo invece arrivati ad instaurare un cesaropapismo in cui Cesare prevale su Dio.
Giuseppe II d’Austria venne definito spregiativamente dai clericali come “l’imperatore sacrestano” perché regolava per legge anche il numero di candele da accendere in chiesa. Poiché lo Stato doveva provvedere alle spese del culto, il sovrano dispose una “spending review”.
Ora Conte fa ben peggio: non possiamo più decidere quanto pagare di tasca nostra per svolgere le funzioni. Il cui orario verrà regolato da un decreto del Presidente del Consiglio.
La vedova di Franco Rodano, Marisa Cinciari, è ancora viva. Perché non segnala questa situazione a Zingaretti? Il Partito Democratico è ormai ridotto a svolgere la funzione decorativa attribuita a suo tempo nei Paesi comunisti ai piccoli gruppi fiancheggiatori. Alcuni dei quali erano precisamente di ispirazione “cattolica”. Rodano, per quanto ciò possa sembrare paradossale, è il primo e maggiore responsabile di quanto oggi sta succedendo.
Quando si travisano i rapporti tra il trono e l’altare, la prevalenza dell’uno sull’altro non è determinata dai principi dello Stato laico, ma soltanto dal rapporto di forze.
I cinesi, essendo marxisti, sono capaci di calcolarlo meglio che a Palazzo Chigi, e meglio che in Vaticano.

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Mario Castellano  27/11/2020
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