Facendosi - a suo dire - portavoce di una parte dei cattolici "progressisti" - il pur bravo collega "vaticanista" Matzuzzi critica "da sinistra" il Papa per un suo asserito metodo "autoritario" nel governo della Chiesa, che costituirebbe - sempre a detta dell'illustre commentatore - una conseguenza della formazione gesuitica di Bergoglio.
Certamente, Sant'Ignazio di Loyola costituì la sua "Compagnia" (il cui nome stesso è preso dal linguaggio militare) ricordando la propria formazione di uomo dedito al mestiere delle armi. Il fondatore concepì i suoi seguaci ad uno "squadrone di cavalleria", pronto ad accorrere dove il Papa lo avesse inviato a combattere.
E' anche noto il voto di speciale obbedienza pronunziato dai gesuiti, riferito alla persona del Pontefice. L'essere mandati dove lo richiedeva il Capo visibile della Chiesa fece tuttavia che i gesuiti divenissero una avnguardia della Chiesa. Non è casuale che il primo Papa appartenente alla Compagnia abbia stipulato con le autorità della Cina un accordo che ripercorre il cammino intrapreso a suo tempo da un suo grande confratello, padre Matteo Ricci. Il gesuita di Macerata fu sul punto di cristianizzare il grande Paese asiatico, ma venne fermato da una ingiusta accusa di sincretismo, originata dal suo accoglimento nel rituale cattolico di alcune forme riferite alla cultura locale.
Anche oggi, Francesco viene accusato di un altro tipo di sincretismo, con la ideologia cui si ispira la Cina Popolare. Questa volta, però, non sarà possibile replicare la congiura ordita a suo tempo in Vaticano contro padre Matteo Ricci. Se le mormorazioni non prevarranno, ciò sarà dovuto però precisamente a quel metodo di governo della Chiesa, proprio di Bergoglio, oggetto delle critiche formulate da Mazzuzzi. A questo riguardo, ci viene in mente quanto disse di se stesso, parlando con un visitatore occidentale, Mao Tse Tung: "che cosa potrei essere, se non un imperatore?". L'opera a cui si era dedicato il "grande timoniere" esigeva l'esercizio di un potere assoluto. Anche nel cuore dell'Europa, la Rivoluzione Francese aveva riconosciuto la propria origine nell'opera di governo compiuta da un grande sovrano assoluto, Luigi XIV, cui la stessa Prima Repubblica riconobbe il titolo di "Luigi il Grande", estrapolando il suo nome dalla numerazione dei sovrani dello "Ancien Régime". Era stato infatti il "Re Sole", usando il suo potere illimitato, ad abolire i privilegi economici degli aristocratici. Egli pose fine in tal modo alla dispersione delle risorse generate dalla produzione agricola. I proprietari terrieri, esonerati dalle decime dovute ai nobili, poterono dunque accumulare quanto era necessario per sviluppare le prime manifatture. Avvenne così quanto in economia si chiama "l'accumulazione primaria".
Sorse allora lo borghesia, quale nuova classe sociale: che più tardi avrebbe rivendicato anche il potere politico. Le grandi trasformazioni sociali, da cui sono sorti gli Stati moderni, sono sempre state promosse da autocrati, come Lenin, Ataturk e lo stesso Mao Tse Tung. Le rivoluzioni, anche se attraversano necessariamente una fase autoritaria, finiscono sempre per liberare le energie produttive, tanto economiche quanto intellettuali.
Bergoglio dispiega, nella conduzione della Chiesa, tutto il potere che gli deriva dall'essere un sovrano assoluto. Altra cosa, però, è l'energia nel governo, altra cosa è il rispetto nei riguardi della libertà di opinione. Una collettività nazionale o religiosa, può trovarsi nella necessità di combattere una guerra, ma questa situazione non comporta la coartazione delle legittime differenze tra i suoi componenti.
La Chiesa di Bergoglio è impegnata attualmente in una guerra contro due nemici: uno, esterno, è l'ordine economico mondiale, l'altro, interno, è il cosiddetto "tradizionalismo", che nega le prerogative dello Stato. Il Papa non può affrontare nè l'uno, nè l'altro senza usare nei riguardi dei loro esponenti, che non arretrano dinanzi ai metodi più subdoli e criminali, tutti gli strumenti polizieschi e giudiziari che comunque impiegano anche i più liberali tra gli Stati di diritto.
Che cosa avrebbe dovuto fare Bergoglio, secondo Mazzuzzi? Doveva forse dire alla consorteria di mascalzoni riuniti intorno a Becciu: "prego, accomodatevi?". Se il Papa si fosse rivelato debole nei loro confronti, oggi il Vaticano sarebbe dominato da consorterie reazionarie e criminali, come quella che ha assassinato il povero padre Fidenzio Volpi. La legittima difesa non è soltanto una istituzione giuridica: essa è anche una categoria morale.
Mazzuzzi dovrebbe consultare che cosa scrive al riguardo San Tommaso d'Aquino nella "Summa Teologica". Contro i criminali - tanto politici quanto comuni - non si deve usare l'autoritarismo ma si deve usare l'autorità; non si deve usare la violenza, ma si deve usare la forza. Fino ad ora, nessun Papa aveva usato nè l'autorità, nè la forza, per riformare la Chiesa. Per questo, il Concilio era rimasto lettera morta, per questo si era aperto in Italia un contenzioso con lo Stato laico, per questo si era continuato ad emarginare i cattolici liberali.
Non era più possibile rinviare questi nodi ad un tempo successivo.  


Send Comments mail@yourwebsite.com Saturday, April 25, 2020

Mario Castellano  07/03/2021
Copyright ilblogdimario.com
All Rights Reserved