E per conoscenza:
Signor Presidente Regionale del Comitato Olimpico Italiano
Loro Sedi
Illustre Signor Sindaco,
Si sono purtroppo ripetute, negli ultimi tempi, le manifestazioni di intolleranza nei miei confronti da parte di noti esponenti della Sua parte politica.
Succede senpre più spesso che io venga insultato senza apparente motivo per strada da soggetti con cui non ho mai avuto nessun motivo personale di contrasto.
L'Autorità di Polizia Giudiziaria è stata puntualmente e dettagliatamente informata di ogni episodio, ed adempirà a quanto di sua competenza.
A questi fatti incresciosi si alternano profferte apparenti di amicizia.
Nel giorno di Pasqua, sono stato avvicinato con un pretesto dal Commendator Lanteri, noto dirigente del Suo Partito,
Mi sono limitato a ricordargli, molto educatamente, una scorrettezza da lui compiuta in passato nei miei riguardi.
Tempo addietro, venni pregato dal Commendator Luigi Ivo Bensa di presenziare in sua vece ad un ricevimento, cui erano presenti – tra le altre Autorità – Il Prefetto ed il Questore.
Dopo che avevo adempiuto a quanto richiesto, il Commedator Lanteri disse al Commendator Bensa che io, in tale circostanza, avrei gravemente mancato di rispeto al Prefetto ed al Questore.
In realtà, mi ero perfino astenuto dal rendere loro il dovuto omaggio, per evitare di disturbare.
Quanto riferito a suo tempo dal Commendator Lanteri al Commendator Bensa risulta assolutamente assurdo.
Come avrei potuto mencare pubblicamente di rispetto a due Autorità senza che esse stesse se ne accorgessero, e senza che il mio comportamento fosse notato dai numerosi tutori dell'Ordine presenti?
Non sono stato infatti né denunziato, né diffidato, né richiamato in alcun modo.
Forse il Commendator Lanteri, confondendomi con altra persona, ritiene che esistano a mio carico dei precedenti penali per furto ai danni dello Stato.
Credo che certe attenzioni nei miei riguardi siano dovute al diniego da me opposto – dopo averlo accontentato infinite volte – al Commendator Bensa,
Costui mi chiede di svolgere prestazioni che l'Ente Pubblico competente per materia – e cioè il Comitato Olimipico Regionale – dovrebbe esigere ai propri dipendenti, ed in particolare dal Signor Franco Brioglio, assunto presso tale Amministrazione mediante chiamata diretta.
Ho segnalato la richiesta del Commendator Bensa al Presidente Regionale del Comitato Olimpico, il quale non ha però riscontrato le mie lettere, limitandosi a comunicare verbalmente che il Signor Brioglio è stato trasferito alle dipendenze di un soggetto di Diritto Privato, cioè la Società per Azioni “Sport e Salute”.
Tale soggetto è però tenuto ad adempiere al protocollo di collaborazione stipulato con il Comitato Olimpico, che può dunque esigere le prestazioni ad esso dovute.
Faccio comunque presente comeil mio eventuale adempimento alla istanza formulata dal Commendator Bensa, potrebbe farmi incorrere nel reato di falso ideologico, figurando il lavoro da me prestato come svolto da altre persone.
Il Comitato Olimpico può naturalmente richiedere ad un cittadino non dipendente lo svolgimento di una prestazione personale – che ho ripetutamente dichiarato essere disposto ad offrire a titolo assolutamente gratuito – ma deve procedere mediante comunicazione scritta del proprio legale rappresentante: il quale con ciò stesso mi nominerebbe funzionario di fatto.
Il Commendator Bensa non è più incorporato da tempo in alcun organo dell'Ente Pubblico, e dunque – agendo in sua rappresentanza – può incorrere nel reato di esercizio abusivo di funzione pubblica.
Su tale circostanza, mi riservo di esporre quanto sopra al Signor Procuratore della Repubblica di Genova.
La prego nel frattempo di richiamare i seguaci della Sua parte poltica a rispettare – come è loro dovere - le persone di diversa opinione.
Io sono un uomo indifeso, e non dispongo – a differenza del Commendator Bensa – di guardie del corpo fornite dalla Comunità Islamica.
Con ossequio.
Mario Castellano
Onorevole Claudio Scajola
Sindaco di Imperia
E per conoscenza:
Signor Presidente Regionale del Comitato Olimpico Italiano
Loro Sedi
Illustre Signor Sindaco,
Si sono purtroppo ripetute, negli ultimi tempi, le manifestazioni di intolleranza nei miei confronti da parte di noti esponenti della Sua parte politica.
Succede senpre più spesso che io venga insultato senza apparente motivo per strada da soggetti con cui non ho mai avuto nessun motivo personale di contrasto.
L'Autorità di Polizia Giudiziaria è stata puntualmente e dettagliatamente informata di ogni episodio, ed adempirà a quanto di sua competenza.
A questi fatti incresciosi si alternano profferte apparenti di amicizia.
Nel giorno di Pasqua, sono stato avvicinato con un pretesto dal Commendator Lanteri, noto dirigente del Suo Partito,
Mi sono limitato a ricordargli, molto educatamente, una scorrettezza da lui compiuta in passato nei miei riguardi.
Tempo addietro, venni pregato dal Commendator Luigi Ivo Bensa di presenziare in sua vece ad un ricevimento, cui erano presenti – tra le altre Autorità – Il Prefetto ed il Questore.
Dopo che avevo adempiuto a quanto richiesto, il Commedator Lanteri disse al Commendator Bensa che io, in tale circostanza, avrei gravemente mancato di rispeto al Prefetto ed al Questore.
In realtà, mi ero perfino astenuto dal rendere loro il dovuto omaggio, per evitare di disturbare.
Quanto riferito a suo tempo dal Commendator Lanteri al Commendator Bensa risulta assolutamente assurdo.
Come avrei potuto mencare pubblicamente di rispetto a due Autorità senza che esse stesse se ne accorgessero, e senza che il mio comportamento fosse notato dai numerosi tutori dell'Ordine presenti?
Non sono stato infatti né denunziato, né diffidato, né richiamato in alcun modo.
Forse il Commendator Lanteri, confondendomi con altra persona, ritiene che esistano a mio carico dei precedenti penali per furto ai danni dello Stato.
Credo che certe attenzioni nei miei riguardi siano dovute al diniego da me opposto – dopo averlo accontentato infinite volte – al Commendator Bensa,
Costui mi chiede di svolgere prestazioni che l'Ente Pubblico competente per materia – e cioè il Comitato Olimipico Regionale – dovrebbe esigere ai propri dipendenti, ed in particolare dal Signor Franco Brioglio, assunto presso tale Amministrazione mediante chiamata diretta.
Ho segnalato la richiesta del Commendator Bensa al Presidente Regionale del Comitato Olimpico, il quale non ha però riscontrato le mie lettere, limitandosi a comunicare verbalmente che il Signor Brioglio è stato trasferito alle dipendenze di un soggetto di Diritto Privato, cioè la Società per Azioni “Sport e Salute”.
Tale soggetto è però tenuto ad adempiere al protocollo di collaborazione stipulato con il Comitato Olimpico, che può dunque esigere le prestazioni ad esso dovute.
Faccio comunque presente comeil mio eventuale adempimento alla istanza formulata dal Commendator Bensa, potrebbe farmi incorrere nel reato di falso ideologico, figurando il lavoro da me prestato come svolto da altre persone.
Il Comitato Olimpico può naturalmente richiedere ad un cittadino non dipendente lo svolgimento di una prestazione personale – che ho ripetutamente dichiarato essere disposto ad offrire a titolo assolutamente gratuito – ma deve procedere mediante comunicazione scritta del proprio legale rappresentante: il quale con ciò stesso mi nominerebbe funzionario di fatto.
Il Commendator Bensa non è più incorporato da tempo in alcun organo dell'Ente Pubblico, e dunque – agendo in sua rappresentanza – può incorrere nel reato di esercizio abusivo di funzione pubblica.
Su tale circostanza, mi riservo di esporre quanto sopra al Signor Procuratore della Repubblica di Genova.
La prego nel frattempo di richiamare i seguaci della Sua parte poltica a rispettare – come è loro dovere - le persone di diversa opinione.
Io sono un uomo indifeso, e non dispongo – a differenza del Commendator Bensa – di guardie del corpo fornite dalla Comunità Islamica.
Con ossequio.