L'ambasciata degli Stati Uniti ha sconsigliato i propri concittadini dal compiere viaggi in Italia, motivando tale precauzione tanto con l'epidemia quanto con un asserito pericolo di attentati terroristici.
Se si trattasse di una minaccia proveniente dagli islamisti, ciò significherebbe che è intervenuto un cambiamento radicale nella situazione geostrategica, rimasta sostanzialmente immutata da quando i cosiddetti "jihadisti" hanno sostituito nella pratica degli attentati in Europa i nazionalisti palestinesi. Le cui pistole sono ormai arrugginite come le giunture delle loro gambe. Gli islamisti hanno fatto scorrere il snague in Francia, in Spagna, in Gran Bretagna, in Belgio, in Olanda, in Germania, in Austria e perfino in Danimarca, risparmiando però sempre l'Italia. Non possiamo sapere se ciò sia stato stabilito in base a qualche accordo segreto, o se più semplicemente i soldati della "guerra santa" contro l'Occidente preferiscano usare il nostro territorio come "santuario", o quanto meno come un corridoio di transito tra il "dar al islam" ed il "dar al harb".
Il terrorismo temuto dagli americani non è dunque probabilmente di natura islamica. Può anche darsi che si tratti di un falso allarme: ce ne sono stati molti, nel corso degli anni, e ve ne saranno probabilmente altri nel futuro. Qualora però la previsione si rivelasse purtroppo fondata, non assisteremmo tanto a degli attentati del tipo di quelli commessi fino ad ora, bensì a qualche forma di guerriglia urbana, destinata a manifestarsi come ulteriore degenerazione dei fenomeni eversivi già in atto, con le manifestazioni di piazza e di continui blocchi sulle autostrade. Di cui i mezzi di comunicazione non danno alcuna notizia, illudendosi - come spesso accade nei momenti di crisi - che basti rompere il termometro per far passare la febbre.
Su "internet" è possibile ascoltare ed osservare i sovversivi che ostruiscono quotidianamente il traffico. Se ne ricava l'impressione che nel loro pensiero esista una parte "destruens", basata sulla dichiarata volontà di abbattere la "dittatura" - così la definiscono - responsabile delle chiusure, mentre assolutamente non emerge l'enunciazione di alcuna parte "construens". I protestatari non dicono quale tipo di governo essi intendano sostituire all'attuale, nè tanto meno quale diverso modello politico o sociale si propongano di instaurare. Non si coglie nessun riferimento ideologico, nè identitario, nè tanto meno separatista.
Alphonse Daudet scrisse che il motto dei provenzali è "fens de brut", cioè "facciamo bordello". Questa divisa vale anche per gli italiani. Noi non ci annoveriamo tra i cosiddetti "dietrologi", ed anzi diffidiamo della scienza che essi coltivano: che - come ogni ramo inesistente dello scibile - è praticata dai ciarlatani. Non si può tuttavia evitare di porsi una domanda: se i rivoltosi delle autostrade riuscissero a mettere in difficoltà il Governo, ed anzi a merre in scacco lo Stato, chi ne trarrebbe un vantaggio? Di qui sorge il sospetto, se non di qualche misterioso finanziamento, o di qualche infiltrazione di servizi segreti, di una coincidenza di interessi con dei soggetti stranieri, in base alla regola per cui "i nemici dei miei nemici sono miei amici". In questa materia, però, si procede a tentoni, e gli indizi disponibili sono molto scarsi.
Tra le persone di cui circolano su "internet" le dichiarazioni, figurano alcuni nostri concittadini di Sanremo. Di costoro non si conoscono precedenti inclinazioni politiche. Risulta soltanto la loro rovina economica, della quale non hanno colpa, trattandosi di operatori economici corretti e capaci. Qualcuno, però, deve foraggiare la loro permanenza, che si protrae nel tempo, su gli snodi del traffico veicolare. Non possiamo andare oltre, salvo lavorare di fantasia. Un indizio non trascurabile ci viene offerto però da quanto ha dichiarato a "La Repubblica" il trafficante di armi bulgaro che i servizi segreti russi hanno tentato di eliminare essendo stato fornitore degli ucraini.
L'uomo di affari asserisce che gli agenti segreti russi avevano infiltrato le manifestazioni degli indipendentisti catalani a Barcellona. Effettivamente, il telegiornale serale trasmesso da Mosca dedicava a suo tempo i primi venti minuti di informazione a quanto avveniva in Catalogna, da dove trasmettevano varie "troupes" di giornalisti ed operatori. La Generalità catalana è l'unico soggetto privo di personalità giuridica di diritto internazionale che dispone di propri servizi di sicurezza. I quali, però, agiscono in collaborazione con quelli dei Paesi occidentali, come fu dimostrato dalla cattura degli attentatori islamisti di Barcellona, sfuggiti ai servizi segreti spagnoli, ma non a quelli della "Generalità" catalana. E' dunque da escludere che il separatismo catalano venga manipolato da Mosca. L'arretramento nell'azione indipendentista, in attesa che cambi la situazione in Europa occidentale, è stato anzi deciso per allontanare il rischio di una simile contaminazione.
L'Italia si trova però in una situazione completamente diversa: la caduta di Conte, decisa da Mattarella in seguito ad un "input" dei nostri alleati, ha frustrato - almeno per il momento - i piani di chi voleva portare il nostro Paese fuori dall'Occidente.

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Mario Castellano  26/04/2021
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