Due importanti notizie hanno animato nei giorni scorsi la vita della nostra città di Imperia Oneglia.
La prima, clamorosa, è quella della conversione all'Islam del Commendator Luigi Ivo Bensa, il quale ha assunto il nome musulmano di Mohammed Bensa.
Lasciamo la parola al protagonista di questo cambio di religione.
“Già da tempo, alcuni fratelli della Comunità Islamica hanno preso cura della mia persona.
Mi sono sentito edificato e commosso per la dedizione con cui provvedono a tutte le mie necessità, anche a quelle che richiedono la maggiore umiltà ed il maggiore impegno, come l'assistenza nelle funzioni corporali.
Si può dire – neanche tanto paradossalmente – che i musulmani sono i migliori cristiani, in quanto praticano tutte le virtù che i miei ex correligionari ormai trascurano.
Questo è il motivo per cui ho deciso di lasciare tutti imiei beni alla Comunità Islamica di Imperia, guidata dall'amico Imam Hamza Piccardo, uomo di grande spessore e prestigio, qualità che è inutile ormai ricercare nei dirigenti del Comitato Olimpico e della Federazione del Ciclismo: costoro sono dediti solamente a soddisfare le loro personali ambizioni, come nel caso del mio ex Vice Presidente Carlo Brioglio.
Le mie malferme condizioni di salute non permettono purtroppo di compiere il Grande Pellegrinaggio alla Mecca, ma i fratelli della Comunità mi dicono che i malati sono esonerati da questo obbligo.
Adempio invece con scrupolo alla “zakat”, dando da mangiare i miei badanti.
All'ora della preghiera, ci raccogliamo tutti insieme per le orazioni rituali, in particolare quella del “Magrib”.
Sono ansioso di partecipare alla grande festa del “Fitr”, che conclude il sacro Ramadan.
Voglio anche contribuire al “Jihad”, per l'ignominia dei “kafir”, i quali dimostrano scarsa virtù e coerenza.
Ora ho visto la luce della vera Fede”.
L'altra notizia riguarda la diffusione della lingua braccese.
Tra quanti l'hanno appresa alla perfezione, si annovera il cuoco del Ristorante “Braccioforte” soprannominato “il Gurka”, benchè sia in realtà bengalese.
Questo giovane ha addirittura forgiato un neologismo: poichè l'italiano “pesce” si traduce in braccese con “pescio”, egli ha sostituito per analogia il sostantivo “cliente” con “cliento” (o “clienta”, se di sesso femminile).
Dal canto suo, il Signor Antonio Marzocca, titolare di un banco di frutta e verdura presso il mercato coperto di piazza Doria, ha esposto nei bagni un cartello in cui si ricorda che le persone “civile” non li sporcano.
Essendo il sostantivo “persone” un femminile plurale, l'aggettivo si declina di conseguenza.
Analogamente, si dice “lapida” – femminile singolare – per tradurre l'italiano “lapide” (vedi la “lapida” dei Caduti).
L'amico Marzocca è pugliese, ed il suo contributo alla nostra lingua manifesta l'apporto di persone di diversa origine e cultura.
Di Osvaldo “Braccioforte” Martini Tiragallo si può ben dire: “E pluribus fecisti gentibus unam”.