Il Parlamento italiano è in procinto di approvare una legge che concede incentivi economici agli agricoltori se usano fertilizzanti naturali.
Fin qui, nulla da eccepire: i deputati ed i senatori si propongono di lottare contro l'inquinamento.
Tra gli ingredienti dei concimi di cui viene incoraggiato l'impiego figurano però - insieme con la tradizionale "cornunghia" bovina, fornita dai mattatoi - anche le vesciche di cervo. Trattandosi di una specie protetta, si teme con ragione che i produttori di fertilizzanti "naturali" finiscano per causare la sua estinzione. Quanto guadagnato in ambito vegetale, verrebbe in tal modo perduto in ambito animale.
I cinesi ritengono che il corno di rinoceronte macinato abbia un forte potere afrodisiaco. Anche in questo caso, si tratta di un medicamento "naturale", il cui uso minaccia però di procurare la fine dei rinoceronti.
Non c'è modo di sostituire la vescica del cervo con un ingrediente di eguale efficacia? La risposta è rimessa, naturalmente, ai ricercatori. Si dà il caso però che i vari dietisti, tra cui "La Repubblica" enumera "vegetariani, vegani, macrobiotici, lattofobi, crudisti, sushisti, naturisti, no gluten, no carb, carnivori, fruttivori, localivori, rawisti", pur essendo l'uno contro l'altro armati, risultano comunque accomunati dal rigetto della scienza sperimentale. Molte di queste consorterie, infatti, fondano le proprie convinzioni - e di conseguenza le rispettive pratiche - sul "pensiero" (si fa per dire) di personaggi non soltanto privi di credenziali accademiche, ma anche restii a confrontare il loro metodo di ricerca e le loro "scoperte" con gli studiosi appartenenti alla scienza cosiddetta "ufficiale". Gli scienziati empirici sono sempre esistiti. Basti pensare - per citare i casi più illustri - a Guglielmo Marconi, che non era mai andato all'università, o a Pasteur, il quale non era medico. Questi personaggi non si sono però mai sottratti alla verifica delle loro teorie. Di conseguenza, i loro seguaci tendono a considerare le proprie convinzioni come una professione di fede, analogamente a quanto accade per i seguaci delle religioni positive. Le quali impongono anch'esse dei precetti in materia di alimentazione, ma si mangia cibo "halal" in quanto si è musulmani, o cibo "kosher" in quanto si è israeliti, mentre i vegani ed i macrobiotici considerano una specifica alimentazione come l'elemento che ne determina l'appartenenza alla rispettiva identità.
Le verità di fede non possono essere nè confermate, nè smentite dalla scienza. Qui invece si trasforma viceversa in articolo di fede una opinione scientifica, e di conseguenza la si sottrae alla verifica sperimentale. Avviene così sovente che le associazioni composte dai fautori di una particolare alimentazione si trasformano in sette, guidate da un ciarlatano, considerato però dai suoi adepti come un grande sapiente. La frequentazione di ambienti e persone estranee alla consorteria viene così tassativamente proibita a tutti i suoi affiliati, come pure l'iscrizione a corsi scolastici e la partecipazione al culto delle diverse religioni. Tutte queste situazioni, infatti, possono indurli a dubitare delle asserite verità su cui la setta è fondata.
A noi è capitato di osservare da vicino una setta composta da macrobioi, in seguito smantellata dall'azione provvidenziale della magistratura e delle forze di polizia in quanto coartava la libertà personale dei suoi adepti. Abbiamo così potuto constatare come costoro subissero un sistematico lavaggio del cervello, facilitato dal fatto che venivano per lo più reclutati tra le persone già dipendenti dalla droga, che per questo erano incorse in piccoli reati. Tutte le relazioni con chi era estraneo all'ambiente - ed in particolare quelle di carattere sentimentale - erano tassativamente proibite. Essendo inoltre le donne molto più numerose degli uomini, per evitare le commistioni con l'esterno si incoraggiava la pratica del lesbianismo. Se una ragazza rifiutava questo tipo di rapporti sessuali, veniva fatta passare per pazza, in modo da negare il fondamento delle sue denunzie. Che infatti vennero sistematicamente ignorate dalla polizia giudiziaria, fino a quando la situazione degenerò al punto di causare l'intervento della Procura antimafia. Una parte degli adepti abbandonò la setta, accusando i suoi capi davanti alla giustizia. Altri, invece, le si mantengono fedeli, essendo persuasi che l'azione dei giudici e della polizia costituisca il risultato di una congiura, ordita in combutta tra lo Stato e le grandi multinazionali dell'agricoltura e dell'alimentazione. Quanto ai capi della congrega, alcuni si dedicano ancora alla vendita dei prodotti macrobiotici, altri sono passati a diverse pratiche della medicina "alternativa", in particolare lo "shiatsu": tutti, comunque, venerati come martiri nel loro ambiente. Gli uni e gli altri conducono comunque una vita molto agiata, grazie alla fortuna che hanno accumulato. La loro setta agiva - e agisce tuttora - come uno Stato nello Stato. Grazie al vincolo dell'omertà che unisce gli adepti - esattamente come avviene per la mafia - veniva anche praticata la raccolta di informazioni sulla vita privata delle persone estranee all'associazione, che però frequentavano i suoi alberghi e ristoranti. I risultati di questa sistematica attività di "intelligence" venivano offerti ai servizi segreti di Paesi esteri, e specialmente alle dittature del "terzo mondo" dedite alla penetrazione in Italia: i capi della setta erano di casa soprattutto a Cuba, dove potevano addirittura accedere alla residenza privata di Fidel Castro. La setta offriva anche un forte appoggio elettorale, prima goduto dalla sinistra, e poi dai "pentastellati".
"La Repubblica" parla giustamente di una convergenza tra "esoterismo di destra e veganesimo di sinistra". I due estremi dello schieramento politico sono infatti accomunati dall'avversione nei confronti dello Stato, cui accomunano tanto le autorità accademiche quanto il sistema delle imprese "ufficiali".
Le sette operano - come si è detto - come degli Stati nello Stato, ma agiscono anche in ambito economico, disponendo di una rete "alternativa" di aziende agricole, ristoranti, alberghi e negozi: tutti dediti alla evasione fiscale, figurando come "cooperative", o addirittura come "comunità di recupero". Alle quali lo Stato affida i tossicodipendenti. I quali, come avveniva per i giannizzeri turchi, si trasformano nei più fedeli adepti delle sette "alimentari".
Di recente, i mafiosi hanno protestato perchè i giudici tutelari avevano sottratto loro i figli minori. Qui si compie l'operazione contraria. L'ultima novità, nel campo dell'azione delle sette "alimentari", consiste non a caso nell'apertura di asili infantili, in cui i bambini vengono educati nei principi "macrobiotici". Può essere che ne tragga beneficio la loro salute fisica, ma certamente viene danneggiata quella mentale. Soprattutto, però, l'insegnamento si basa sul dovere di disobbedire allo Stato, alle sue leggi ed alle sue autorità.
Povera Italia, quale futuro le si prepara!

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Mario Castellano  2/06/2021
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