Nel mondo ci sono, oltre ai cento novanta tre Stati membri della Organizzazione delle Nazioni Unite, sul cui riconoscimento da parte della comunità internazionale non vi è discussione, altre ventisei entità, in merito alla cui natura giuridica è aperta la discussione.
Nel mondo ci sono, oltre ai cento novanta tre Stati membri della Organizzazione delle Nazioni Unite, sul cui riconoscimento da parte della comunità internazionale non vi è discussione, altre ventisei entità, in merito alla cui natura giuridica è aperta la discussione.
Ricordiamo tuttavia che uno Stato non sorge in quanto gli altri lo riconoscono, bensì in quanto esiste una Autorità di governo, la quale esercita la propria sovranità su di una popolazione e su di un territorio.
Elencando comunque gli Stati sulla cui appartenenza alla comunità internazionale è aperta la discussione, distingueremo tra quelli che vengono riconosciuti soltanto da una parte più o meno grande di essa, quelli che si sono dichiarati indipendenti senza ottenere nessun riconoscimento ed quelli che non si sono dichiarati indipendenti, ma tuttavia esistono di fatto, risultando esclusivo il loro potere di imperio in un certo ambito territoriale e su di un certo numero di persone.
Formosa è un ex membro delle Nazioni Unite, dove sono accreditati anche l’Autorità Nazionale Palestinese quale componente dell’Assemblea Generale e la Santa Sede quale osservatore.
La Palestina è anche membro a pieno titolo della Lega Araba e della Organizzazione della Conferenza Islamica.
Il Sahara fa parte dell’Organizzazione per l’Unità Africana.
L’Ordine di Malta è l’unico soggetto di Diritto Internazionale considerato tale pur non esercitando alcuna sovranità territoriale.
Il Kossovo è riconosciuto come indipendente dalla maggior parte della comunità internazionale, ma non da tutti i suoi componenti.
Poi ci sono Cipro del Nord, che si dichiara indipendente come pure il Somaliland, l’Ossezia del Sud, l’Abkazia, Donetsk, Lugansk, la Transnistria, il Nagorno Karabak, lo Yemen del Sud ed infine – ultimo arrivato -  il Tigré.
Non si dichiarano invece indipendenti, ma lo sono “de facto”, il Kurdistan iracheno ed il Kurdistan siriano, la parte della Siria controllata dai ribelli sunniti, la parte dello Yemen controllata dagli Huti e Gaza.
Risultano indipendenti di fatto, in base ai rispettivi ordinamenti giuridici interni, la Bosnia serba, la Bosnia croata, la Cirenaica ed il Fezzan.
Il Tibet ha un Governo in esilio, ed al Capo dello Stato, cioè al Dalai Lama, viene riconosciuto il trattamento che spetta ai suoi pari grado.
Ricordiamo, “en passant”, che la Crimea è stata annessa unilateralmente dalla Russia, senza però il riconoscimento della comunità internazionale, e lo stesso è avvenuto con la Siria del Nord, a sua volta annessa di fatto dalla Turchia.
Per chi vuole rendersi indipendente, o comunque cambiare il proprio “status” giuridico, dichiarandolo o meno, vi è dunque speranza, ma tutte le situazioni che abbiamo ricordato – salvo la Santa Sede e l’Ordine di Malta – si collocano nel Sud o nell’Est del mondo.
In Occidente, i confini tengono: almeno per ora.

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Mario Castellano  22/07/2021
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