In merito alle nuove misure che il Governo si accinge ad adottare al fine di combattere l'epidemia,
In merito alle nuove misure che il Governo si accinge ad adottare al fine di combattere l'epidemia, non c'è molto da aggiungere a quanto già scritto nei mesi scorsi. Si conferma, in primo luogo, la prassi consistente nel legiferare mediante i decreti del Presidente del Consiglio, emanando cioè degli atti amministrativi che in linea di principio dovrebbero essere considerati nulli, in quanto dispongono al di fuori della competenza della pubblica amministrazione considerata nel suo complesso. Tuttavia non trovano nulla da obiettare al riguardo nè gli Organi di Garanzia, e cioè il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale, nè le Camere - che vengono espropriate della loro competenza - e nemmeno la Corte dei Conti, per quanto riguarda gli atti di spesa sottratti alla sua valutazione. In secondo luogo, la materia sanitaria, che la Costituzione attribuisce alla competenza tanto legislativa quanto amministrativa delle Regioni, viene definitivamente riassunta dallo Stato, ma i "governatori" non trovano nulla da obiettare neanche loro, limitandosi ad oscillare tra le richieste di inasprimento o di attenuazione delle misure adottate.
E' proprio delle democrazie decentrare i poteri, ed è viceversa tipico dei regimi autoritari accentrarlo. Si ritorna al centralismo sabaudo e fascista, ignorando le differenze che esistono tra le diverse parti dell'Italia. Questa volta, però, non c'è una ideologia, nè un progetto, nè una qualsiasi idea della nazione che possa propiziare la sua coesione. Se sarà necessario il cosiddetto "green pass" per accedere ai locali pubblici, i loro titolari dovranno agire come agenti della polizia amministrativa, e dunque come funzionari di fatto dello Stato. Chi li ha nominati?
La Confindustria esulta perchè si è cancellata la più importante tra tutte le conquiste ottenute dal movimento operaio - quella consacrata nello statuto dei lavoratori - consistente nel divieto di discriminarli in base alle loro opinioni. Se un dipendente rifiuta di essere vaccinato, può infatti essere licenziato. I partiti "di sinistra", che hanno difeso, peraltro giustamente, i diritti degli omosessuali, dimenticano di essere sorti precisamente per tutelare i lavoratori. Tacciono anche i sindacati: Landini, anzichè combattere contro i padroni, lotta strenuamente contro i congiuntivi. Questa irriducibile avversione nei riguardi della coniugazione dei verbi costituisce il nuovo tratto distintivo della classe dirigente: a Roma c'è Di Maio, ad Imperia abbiamo Bensa e Barbagallo.
E' inutile illudersi che la sospensione dello Stato di diritto risulti solo temporanea. Anche l'Inghilterra si privò durante la guerra di certe garanzie costituzionali, ma lo fece in funzione di un obiettivo condiviso e raggiungibile. L'epidemia, invece, non è destinata a finire, e con essa permarrà lo stato di eccezione. Manca, però, una qualsiasi ispirazione ideale, che si tenta di sostituire con una competenza tecnica che però nessuno ha verificato. Dilagano, nei ministeri, i funzionari assunti mediante contratto. L'impiego "pubblico" non risulta più tale.
Intanto, i leghisti, non potendo più imporre la loro prassi razzistica e sommaria attraverso il Ministero dell'Interno, la attuano "de facto". Chi si rallegra perchè le vittime sono - per ora - gli "extracomunitari", dovrà presto ricredersi, quando si perseguiteranno i dissidenti. Lo stesso dicasi per gli industriali, che possono di nuovo licenziare i dipendenti in base alle loro opinioni.
Un Governo sottratto al controllo sulla legittimità costituzionale dei suoi atti, può anche espropriarli nel nome dell'emergenza. I Benetton sono stati costretti a cedere le Autostrade, per giunta al prezzo stabilito dallo Stato. Una volta, esisteva l'autonomia contrattuale delle parti private.

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Mario Castellano  26/07/2021
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