Agli inquilini (notoriamente morosi) del "nazareno" non fa piacere che vi siano dei dirigenti democratici ancora capaci di vincere le elezioni.
Renzi, che nutriva una gelosia morbosa nei riguardi di costoro, li emarginava sistematicamente, temendo che potessero minacciare la sua "leadership". Una volta il "rottamatore" giunse a calpestare le più elementari norme della buona educazione e del cosiddetto "galateo istituzionale", rifiutando di ricevere a Palazzo Chigi il presidente Emiliano, giunto a Roma per incontrarlo.
Contro il "governatore" della Puglia si è scatenata ora una campagna diffamatoria, avendo egli deciso di sostenere la rielezione del sindaco di Nardò. Occorre ricordare che costui si è schierato con Emiliano in occasione delle regionali, per cui risulta doveroso e coerente restituirgli un uguale appoggio nel voto per il comune. Il motivo per cui "La Repubblica" demonizza il "sindaco della Puglia" consiste nel fatto che quello di Nardò è un uomo di radici neofasciste.
Più in generale, si assiste in questi giorni ad un proliferare di esorcismi contro il "fasciocomunismo" - detto anche un tempo "nazimaoismo" - che si manifesterebbe, secondo il pensiero "politicamente corretto", nelle manifestazioni di piazza contro le restrizioni introdotte per combattere l'epidemia. In questa azione di contrasto ideologico, ci si rifa al connubio tra i cosiddetti "opposti estremismi" consumato intorno al 1968, quando parve per un momento che le vecchie "dicotomie" (come le chiamava il compianto professor Preve) venissero finalmente superate. Si ricadde però ben presto, in quel frangente storico, nelle contrapposizioni tra il fascismo e l'antifascismo, o tra il cominismo e l'anticomunismo, e questo favorì il mantenimento degli equilibri politici e sociali che il movimento stava mettendo in discussione.
Oggi si ripete la stessa situazione di allora e ancora una volta la conservazione si avvale del "politicamente corretto". Che viene contraddetto da quanto sta avvenendo in Puglia (e più in generale nel Mezzogiorno), dove soggetti "di destra" e "di sinistra" confluiscono nel meridionalismo radicale. A questo proposito, vale la pena di ripetere ancora una volta non soltanto che l'identitarismo ha soppiantato la pretesa - propria delle ideologie del Novecento - di promuovere una "reductio ad unum" del mondo, ma soprattutto che le varie cause indipendentiste, o comunque localiste, rappresentano ormai la sola difesa nei confronti di alcune tendenze degenerative che le vecchie scuole politiche non sono più in grado di contrastare. Ci riferiamo alla restrizione delle libertà personali e civili, dei diritti dei lavoratori e delle autonomie locali. Si tratta di altrettante cause con cui si è identificato tutto quanto il movimento democratico, pur nelle sue diverse componenti e articolazioni.
Se oggi certe bandiere vengono lasciate cadere da chi le dovrebbe difendere, ben venga chiunque dimostri la volontà e la capacità di risollevarle. Quanto poi alla pretesa di discriminare le persone in base alla loro origine politica, non si capisce perchè si faccia gli schizzinosi con il sindaco di Nardò, e non con il Presidente del Comitato Olimpico Nazionale, il quale ha iniziato la sua carriera politica nella sezione dei Parioli del Movimento Sociale, per poi divenire un fervente reanziano. Ora l'uomo pare si stia però aggregando al seguito di Draghi, dove ha già mandato in avanscoperta la signora Vezzali, a sua volta ex berlusconiana. Il "rottamatore", dal canto suo, non ha nessuna parentela con la sinistra: dopo gli esordi nella corrente fanfaniana della Democrazia Cristiana, ha tentato di introdurre una riforma costituzionale ispirata al pensiero di Licio Gelli, caratterizzata da una impronta autoritaria e tendente a ridurre le competenze delle Regioni (anche di quelle a statuto speciale).
Papa Roncalli diceva che non si deve mai domandare a un altro uomo da dove viene, ma soltanto dove va. Malagò porta in dote al centralismo la retorica della propaganda sportiva, mentre Emiliano ed il sindaco di Nardò combattono insieme per le autonomie locali. Ecco perchè l'uno viene assolto dal suo passato, e gli altri due sono condannati. Non capire però che abbiano fatto nulla di male, ma anzi si muovano nella direzione della storia.

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Mario Castellano  09/08/2021
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