Il fatto che oggi commentiamo ha due illustri precedenti nella storia di Roma.
Il primo fu quando Caligola nominò senatore il suo cavallo. L'altro avvenne allorchè, poco dopo la firma dei Patti Lateranensi, il cardinale vicario presiedette un grande ballo, in cui venne celebrata la riconciliazione tra la nobiltà "nera", e quella bianca dell'Urbe, cioè tra i fautori del Papa e quelli dei Savoia.
Draghi passerà alla storia per avere riconciliato il "generone" detto "de sinistra" (i cui componenti si riconoscono perchè portano la barba) con quello di destra. Gli uni leggono "La Repubblica" e gli altri "Il Tempo". Glu uni si riuniscono sulle "terrazze", gli altri alla "canottieri Aniene", regno del loro nume tutelare (nonchè "trait d'union" con la malavita comune), cioè l'avvocato Previti. Anche il sodalizio di affari tra il "democratico" Bulli ed il fascista Carminati era di carattere "trasversale". Poi ci aveva pensato il sindaco, che di Previti era la discepola prediletta, a mescolare nella sua amministrazione gli uni e gli altri, ma ora il Presidente del Consiglio ha completato l'opera agendo a ben altro livello. "Super Mario" viene dalla fazione "de sinistra" del "generone" (benchè sia glabro), ma presso i gesuiti ha tessuto amicizie "trasversali". In questo, il suo maestro ideale è Bruno Vespa. Il quale proviene dalla destra, ma "cammina verso sinistra".
La vicenda del fisioterapista che - come Cenerentola - ascende la scala sociale essendo stato designato da Malagò (?!) a dirigere la Cassa Depositi e Prestiti, cioè a svolgere un ruolo per cui si richiede una conoscenza approfondita tanto della scienza economica quanto del diritto amministrativo, dovendo valutare i bilanci degli enti locali aspiranti ad un finanziamento, può essere letta in modi diversi. Essa rivela infatti in primo luogo che il Comitato Olimpico non soltanto costituisce uno Stato nello Stato, ma estende anche la propria influenza su altri settori dell'amministrazione pubblica. Il CONI è disciplinato, oltre che dalle norme generali riferite agli enti pubblici non territoriali, da una legge ordinativa - più volte emendata - questa legge stabiliva che il Comitato avesse degli organi periferici, a livello tanto regionale quanto provinciale. Questi organi sono stati però aboliti mediante un atto amministrativo emanato dal Consiglio Nazionale, impiegato in modo improprio e manifestamente illegittimo quale atto amministrativo. Soltanto il Parlamento, emendando la legge ordinativa, avrebbe potuto sopprimere i Comitati Provinciali. Nessuno, però, tra i loro presidenti - per non parlare degli altri soggetti interessati - impugnò la delibera: il che poteva avvenire tanto in sede amministrativa quanto in sede giurisdizionale. Uno solo dei presidenti provinciali - Rizzoli di Bologna - ebbe il coraggio di protestare, ma venne zittito dal Presidente Nazionale Petrucci ed espulso dalla riunione.
Cose simili non succedono neanche nelle "repubbliche delle banane". Avvengono però in compenso nelle teocrazie islamiche. Ecco spiegato perchè l'uomo di Malagò ad Imperia si è fatto musulmano, e vive sequestrato dalle guardie del corpo bengalesi incaricate della sua "protezione".
Tornando però alla cosiddetta "riforma Petrucci", essa non venne impugnata da nessuno in quanto l'intera rappresentanza sportiva intende mantenere il suo "status", che ne fa uno Stato nello Stato. Il CONI assume i propri dipendenti per chiamata diretta, violando le norme vigenti per l'impiego pubblico, e non presenta nei termini di legge i bilanci preventivi e consuntivi. Vi sono delle federazioni che addirittura non li hanno mai neanche redatti. Ciò malgrado, una dirigente federale, la signora Vezzali, è stata nominata sottosegretario con delega allo sport: si può immaginare con quale diligenza svolga i suoi compiti di "vigilanza" (?!).
Se quanto avviene nel Comitato Olimpico succedesse in un altro ente pubblico, sarebbe lo stesso Governo a denunziare all'autorità giudiziaria gli abusi in atti di ufficio e le omissioni di atti di ufficio. L'ufficio legale del CONI ha pubblicato un parere in cui se ne afferma la natura di soggetto di diritto privato. Perchè questa consulenza non è stata qualificata come "pro veritate"? Per non sottoporla al vaglio dell'Ordine professionale. Quanto affermato dai diciassette (!) avvocati del CONI risulta comunque palesemente infondato, dal momento che questo ente emana atti amministrativi, in materia di esonero fiscale, e partecipa al procedimento di emanazione di altri atti, come nel caso della autorizzazione all'agibilità degli impianti.
Al suo fisioterapista, prima di farlo nominare dirigente della Cassa Depositi e Prestiti, Malagò aveva già affidato l'amministrazione di una società "partecipata" dal CONI, puntualmente dissestata. Questo signore non ha fatto però carriera nella Pubblica Amministrazione malgrado i soldi bensì proprio a causa di essi. Ci sono ambienti della capitale in cui ciò di cui il fisioterapista si è reso responsabile viene considerato come una sorta di prova iniziatica, che occorre superare per venire cooptati o promossi. Si tratta naturalmente di una logica perversa, ma che permette di selezionare - proprio come avviene nella mafia - chi, violando la legge, dimostra di considerare l'ambiente cui appartiene come uno Stato nello Stato.
Se questa è la logica - ma soprattutto l'etica - cui si ispira la capitale, non si può esigere che i sudditi le prestino obbedienza. Chi paga i tributi ha il diritto da sapere come vengono spesi. Certi comportamenti sono però anche comuni sulla riva destra del Tevere. Perchè la musulmana che qui è stata chiamata a far parte di una commissione composta da illustri studiosi di economia? Come ha fatto "lady Becciu" ad essere considerata una esperta di geopolitica, spillando alla Segreteria di Stato mezzo milione di euro, sperperati per comprare vestiti di lusso? Perchè un giornalista dichiaratamente poligamo e già responsabile di avere ingannato la Santa Sede è stato nominato portavoce di un vescovo, in seguito destituito dal Papa? Come ha potuto un noto millantatore farsi ricevere in udienza privata dal Sommo Pontefice? Perchè il dottor Benotti si è difeso pubblicamente dalle accuse per cui viene processato coinvolgendo il Vaticano senza essere smentito? Come hanno potuto due sedicenti "vaticanisti" millantare rapporti con l'ex arcivescovo di Genova riuscendo a farsi offrire tre sontuose cene, nel corso delle quali si sono indecentemente ubriacati?
Questi signori continuano a frequentare impunemente la Sala Stampa della Santa Sede. Noi siamo italiani tanto quanto i romani. I nostri nonni ed i nostri padri hanno salvato due volte l'unità nazionale, facendo la guerra senza scarpe e con la pancia vuota. Anche noi abbiamo compiuto il nostro dovere verso l'Italia. Non diciamo come, perchè siamo alieni dall'accampare dei meriti, ma abbiamo il diritto e il dovere di preoccuparci del bene comune. Se Roma ci disprezza, possiamo anche fare a meno di mantenere i parassiti che la popolano e la governano, su ambedue le sponde del Tevere.
Non rimane che fare nostro il motto dei separatisti del Sud Tirolo: "loss von Rom!", cioè "via da Roma!". 

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Mario Castellano  15/08/2021
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