Il cantante irlandese Bono, “leader” degli “U2”, che ha intonato nella metropolitana di Kiev la sua famosa melopea in onore dei connazionali caduti nella “Domenica di Sangue” ...
Il cantante irlandese Bono, “leader” degli “U2”, che ha intonato nella metropolitana di Kiev la sua famosa melopea in onore dei connazionali caduti nella “Domenica di Sangue” aspira naturalmente anch’egli, da buon patriota, alla riunificazione della cosiddetta “Isola di Smaraldo”:
Il cui contenzioso con l’Inghilterra non potrà essere considerato chiuso fino a quando non si porrà fine ad una divisione imposta per mantenere sotto il dominio della Corona Britannica quella parte dell’Irlanda che all’epoca aveva sviluppato una economia non agricola, ma industriale: cento anni fa, Londra volle tenere per sé i cantieri di Belfast.
Anche la Russia controlla fin dal 2014 il Donbass, con le sue miniere di carbone e con le sue fabbriche, mentre l’Ucraina Occidentale – come l’Irlanda del Sud – ha una economia rurale.
Al tempo della guerra civile, i minatori del bacino del Don costituirono il nerbo dell’Armata Rossa, mentre i contadini dell’Ucraina Occidentale militavano nell’esercito “bianco”.
Nessuna particolarità sociale o economica, e nessun precedente storico, può tuttavia indurre un patriota ad accettare la divisione del proprio Paese.
Bono era già accorso a Sarajevo per dimostrare la sua solidarietà con chi allora difendeva una indipendenza dichiarata ma non riconosciuta dagli antichi dominatori.
Gli Irlandesi, decimati dalle carestie e dalle repressioni, fornivano puntualmente – come molti altri popoli dell’Europa – dei volontari per le più diverse cause, simili in questo ai Polacchi.
Non a caso, il loro Paese è detto la “Polonia dell’Occidente”: non soltanto per via della fede cattolica, ma anche per una comunanza di destini.
Le scelte compiute furono però determinate precisamente dall’appartenenza religiosa.
In tutte le guerre in difesa dello Stato Pontificio, dal 1848 al 1870, molti uomini provenienti dalla
“Altra Isola di John Bull” militarono negli Zuavi, in opposizione al protestantesimo dell’Inghilterra.
Durante la guerra di Spagna, un contingente di Irlandesi accorse a dare man forte ai franchisti.
La svolta venne nel 1968, quando l’Esercito Repubblicano, che in precedenza aveva addirittura annunziato il proprio scioglimento, riemerse all’improvviso, passando però dal nazionalismo tradizionalista alla ispirazione marxista – leninista.
Contemporaneamente, su analoghe basi ideologiche, sorgeva nel Paese Basco l’ETA.
Questa organizzazione, però, non avrebbe intrapreso in seguito nessuna revisione ideologica.
Malgrado i suoi seguaci vivano ancora in una sorta di capsula del tempo, da cui non li ha indotti ad uscire nemmeno la caduta del comunismo, il loro partito di riferimento – denominato “Herri Batasuna” – mantiene il proprio seguito elettorale.
Segno, questo, che l’ideologia può fornire uno strumento, ma la discriminante su cui si coagula il consenso popolare è la causa identitaria ed indipendentista.
IL “Sinn Fein”, braccio politico dell’IRA, ha invece compiuto un percorso di revisione, che ha accompagnato la rinunzia alla violenza.
Vinte le elezioni nell’Irlanda del Nord, questa forza politica si prepara a replicare il successo nell’Irlanda del Sud, per celebrare infine un referendum sulla riunificazione, con o senza il consenso di Londra.
Gli Irlandesi dimostrano che sanno fare politica.
Essendo l’Inghilterra all’avanguardia nell’appoggio all’Ucraina, c’era il rischio che i nazionalisti cadessero nell’equivoco per cui “i nemici dei miei nemici sono miei amici”, e si alleassero con Putin.
Essi hanno però capito che devono guadagnare, per conseguire i loro obiettivi, la fiducia dell’Europa.
Quella dell’America è già da tempo riposta in loro.
Il Senatore “Ted” Kennedy raccoglieva soldi per l’IRA, e Biden è il secondo Presidente cattolico originario dell’Isola.
Non si tratta soltanto delle astuzie proprie della “politique politicienne”.
La realizzazione e la difesa dell’autodeterminazione da parte di altri popoli segna in primo luogo un precedente utile per conseguire lo stesso obiettivo.
Soprattutto, però, una Europa in cui i principi democratici si affermano e si consolidano costituisce l’ambito più propizio per un graduale e pacifico superamento degli attuali Stati nazionali.
In Inghilterra, dopo la cosiddetta “Brexit”, molto sono alla ricerca di un nonno irlandese per ottenere un passaporto utile al fine di ottenere la residenza sul Continente.
Le buone cause tendono sempre ad unire, e non a dividere.
In Catalogna, hanno votato per l’Indipendenza anche moltissimi immigrati, provenienti tanto dalla Spagna quanto da altri Paesi.
Il quesito posto sulla scheda era redatto in varie lingue, compresi il castigliano e l’arabo.
Questi esempi dovrebbero essere meditati da quei leghisti della nostra Provincia che preparavano le liste di proscrizione in vista della “pulizia etnica”.
La storia ha condannato Milosevic e condannerà Putin, mentre premia Mac Guinness: gli uni hanno causato una guerra, l’altro l’ha fatta finire.