Oscar Wilde, che a causa del suo snobismo aristocratico disprezzava le forme della democrazia rappresentativa...
Oscar Wilde, che a causa del suo snobismo aristocratico disprezzava le forme della democrazia rappresentativa, scrisse in uno dei suoi famosi aforismi: “La Camera dei Comuni non ha nulla da dire e lo dice”.
Questo fulminante motto ci viene in mente venendo a conoscere l’esordio – piuttosto claudicante – della campagna elettorale dell’ultimo rampollo della dinastia dei “Bassotti”: il quale – come tutti gli estremi epigoni di successioni già gloriose, da Romolo Augustolo, ultimo Imperatore di Occidente a Costantino XII, ultimo Imperatore di Oriente - pare destinato ad una fine ingloriosa.
L’uomo ha rilasciato una intervista con una emittente televisiva di Sanremo, che nelle prime ventitré ore, ha collezionato settantaquattro visualizzazioni e neanche un “like”.
Ciò significa che costui non ha una cameriera, o che perfino la cameriera ignora i suoi ordini.
Eppure, quando la sua consorteria organizzava la cena annuale (a pagamento) a Diano Marina, venivano ancora reclutate centinaia di comparse.
Mentre però quelle di Cinecittà prendevano almeno il famoso “cestino” – oppure, in alternativa, cinquecento Lire - i seguaci dei “Bassotti” erano tenuti a metter mano al portafogli.
La tessera di Forza Italia costava cinquanta Euro, ed altri cinquanta andavano per la cena: in aggiunta, naturalmente, alle fatidiche cinquanta preferenze necessarie per entrare in Comune.
Ora perfino questi costumi, degni del Basso Impero Romano, sono al tramonto.
Negli ultimi anni, era invalsa una tendenza “staracista”: rimase memorabile la staffetta natatoria organizzata nella Piscina Cascione in onore del Sindaco; il quale – al suo apparire – venne accolto dalle urla orgasmiche del pubblico femminile, come se si fosse trattato di Robert Redford.
Ora lo sforzo fisico si sarebbe limitato a premere il pulsante, per fare il fatidico “clic” sul “like”.
Perfino i “Pentastellati” sono riusciti a fare di meglio.
Gli uomini della Pallanuoto devono essere invece afflitti da una atrofia della falange dell’indice della mano destra, dovuta forse all’eccessiva permanenza in acqua.
Urge un ricovero in ortopedia.
Un’altra scuola di pensiero insinua invece un nuovo episodio della guerra civile esplosa tra i “Bassotti”: i mancati “like” sarebbero il frutto di una tardiva vendetta del “Partito dello Zio”.
Noi siamo invece convinti che si tratti del punto finale di un processo di decadenza ormai inarrestabile, e giunto all’estremo.
Il Regno di “Alessandro il Grande” (!?) era stato come l’epoca degli Imperatori Adottivi, durata fino a quando Marco Aurelio ebbe la sventurata idea di designare per la successione il figlio naturale, di nome Commodo: il quale – anziché governare – si esibiva con i gladiatori nel circo.
Iniziò così il declino.
Che si è riprodotto ad Imperia con la successione del nipote allo zio.
Quando i “Bassotti” sentono parlare – per l’appunto – di “nepotismo”, si inalberano.
Sono rimaste memorabili le dimissioni (comunque subito ritirate) di Carlo Brioglio allorchè il giornalista Vezzaro de “La Stampa” si permise di usare questo termine.
Per sua fortuna, John Elkann, uomo superiore a simili dispute provinciali, gli rinnovò la propria fiducia, ed il nostro valoroso corrispondente non venne defenestrato.
Ora si prepara una concentrazione in piscina per la sera del fatidico Venticinque Settembre.
Questi raduni segnano le date più importanti della vicenda nazionale.
Non si tratta però né di veglioni, né tanto meno di veglie di preghiera.
Si è viceversa pronti per l’azione.
Quale poi debba essere questa azione, non si è mai saputo.
Questa volta, la preparazione del raduno significa che non si è tanto certi della vittoria, e ci si riserva dunque di denunziare un broglio elettorale.
Se il buon giorno si vede dal mattino, l’inizio della campagna elettorale è stato in effetti piuttosto deludente.


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Mario Castellano  28/8/2022
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