Due piccole storie di provincia spiegano – forse meglio di tante erudite analisi dei politologi, dei giuristi e degli studiosi di scienze sociali – quale può essere il futuro dell’Italia dopo il Venticinque Settembre.
L’ex Presidente del Comitato Olimpico Provinciale della nostra Città non aveva mai celebrato – per tutto il tempo in cui occupava tale prestigioso incarico – una sola licitazione, ricorrendo viceversa in modo sistematico alla procedura della trattativa privata per scegliere i contraenti dell’Amministrazione da lui guidata.
Perduta la carica, soppressa per iniziativa di un Presidente Nazionale appartenente (ironia della sorte) alla sua stessa parte politica, costui è ora alla guida di una ”amicale” – così si definisce nella lingua di Molière una associazione i cui componenti sono legati esclusivamente da affinità personale, e non necessariamente politica, filosofica o religiosa – che si dedica all’organizzazione di pranzi e cene.
In tale veste, l’uomo si è scoperto oculato amministratore, avendo bandito una competizione tra i ristoratori locali in cui vince chi offre il pasto al prezzo più basso.
Ha prevalso, fino ad ora, un nostro amico, il quale si è aggiudicato l’appalto al modico prezzo di undici Euro: se però il suo dirimpettaio rilancerà, abbassando l’offerta, l’allegra comitiva dovrà soltanto attraversare la strada.
Come direbbe il nostro amico Osvaldo “Braccioforte” Martini, ci rivolgiamo a costui esortandolo nella nostra bella lingua a fare “UN” sforzo: diminuendo le razioni, e soprattutto abbassando la qualità delle bevande, si può scendere fino a dieci Euro.
Quanto allo stesso “Braccioforte”, benché vincolato da parentela con l’ex Presidente, è ormai decisamente “out”, e può soltanto assistere alla competizione in qualità di arbitro, impecabilmente imparziale.
Perché l’ex Presidente apparentava non conoscere in precedenza la procedura della licitazione?
Siamo tentati di rispondere che non era in ballo il suo denaro, bensì quello degli altri.
Con il che giungiamo a concludere come la Destra tenda pericolosamente verso una concezione patrimoniale dello Stato, tipica dei Sovrani assoluti.
La compianta Elisabetta II – essendo viceversa una Regina scrupolosamente costituzionale – avrebbe richiamato all’ordine il Primo Ministro che si fosse permesso di scegliere un contraente della Monarchia Britannica attraverso la procedura della trattativa privata.
La Destra favorisce sistematicamente i propri adepti quando si tratta di spendere le risorse pubbliche, ma fa attenzione al portafoglio quando si tratta di usare quelle private.
Quanto alle finalità dei pasti conviviali, celebrati ormai con cadenza quasi quotidiana, non si tratta di pranzi elettorali, bensì di celebrazioni della vittoria della Destra, data ormai per scontata.
Una nostra congiunta, sicura di essere venire alla Camera, aveva prenotato il migliore ristorante della Città: essendo stata trombata, dovette pagare lo stesso.
Meglio dunque la celebrazione anticipata.
L’altra storia riguarda un esponente dell’estrema Destra, che negli anni dei nostri studi liceali ci aggredì fisicamente soltanto perché ci eravamo permessi di dissentire da lui.
Costui, non ritenendo i neofascisti abbastanza di Destra, finì per arruolarsi nei neonazisti: ciò basta per dimostrare che si tratta di una persona poco equilibrata.
Essendo stato persuaso da un suo camerata che l’Italia sarebbe presto divenuta “comunista”, l’uomo fuggì nell’America Latina, sulle orme di molti gerarchi del “Terzo Reich”.
Ora questo personaggio, visto l’indirizzo di Sinistra prevalente nel “Continente Creolo”, ha fatto il percorso inverso, e – tanto per mantenersi in esercizio – ci ha mandato un provocatore.
Ha però scelto un provocatore talmente sprovveduto che perfino la Questura di Imperia era già informata delle sue imprese: il che è tutto dire.
Dal momento che noi non abbiamo mai commesso reati politici, ed anzi neanche infrazioni amministrative, risultava poco probabile che questo personaggio ci inducesse a commettere qualche attentato.
Il fatto che una persona dedita all’apologia di fascismo – ricordiamo bene quando scriveva “Heil Hitler” e “Viva il Ventotto Ottobre” sulle lavagne del Liceo Cassini – si permetta di trattare come delinquenti politici quanti la pensano diversamente rende bene lo “zeit geist” attuale: la Meloni, parlando a Barcellona, ha detto chiaro e tondo che considera il dissenso alla stregua di un fenomeno criminale.
Noi abbiamo essudato tutele passioni connesse con l’antifascismo, e valutiamo le parti politiche senza pregiudizi.
Proprio per questo siamo preoccupati: sia per quanto ci è stato fatto, sia per quanto ci può ancora succedere.
Fin da quando siamo stati minacciati dalla Camorra, per le note vicende connesse con la morte del compianto Padre Volpi, godiamo della protezione delle Forze di Polizia: i cui componenti apprezziamo e ringraziamo di cuore per la dedizione dimostrata nel difenderci.
Siamo però stati autorevolmente consigliati di prestare attenzione alle ulteriori provocazioni che verranno di qui al giorno delle Elezioni.