Un immenso corteo, sfilando tra due ali di folla, ha celebrato solennemente a Roma il Gay Pride ...
Le radio stimano i presenti addirittura in un milione. Simili manifestazioni erano proibite - in quanto offensive del carattere sacro della Cittá – dal Concordato del 1929, mentre quello del 1984 formula tale divieto in termini più sfumati. Non sappiamo se la Santa Sede abbia protestato, né in che modo. La Schlein esulta, essendo riuscita – superando perfino i fasti del tempo delle Sardine – a riempire nuovamente le piazze, per cui il suo progetto di costituire un Partito Radicale di massa pare coronato da successo. La massa, però, non riversa nelle urne una quantità di voti proporzionale alla sua apparente consistenza. Il Partito di Pannella – anche dopo avere vinto due referendum – evitò sempre accuratamente di contarsi, e prendeva a prestito dagli odiati ex Comunisti i voti necessari per mandare in Parlamento qualche Deputato. Una volta, si prestarono alla bisogna i Berlusconiani, che spedirono la Bonino a Bruxelles. I Radicali hanno sempre avuto idee piuttosto vaghe su che cosa intendessero come Sinistra. Il Gay Pride otterrà comunque il sicuro effetto di scatenare tutta la Destra tradizionalista e confessionalista contro i Democratici, di mettere ancor più in imbarazzo i Cattolici che ancora militano nelle loro fila, e di rafforzare le credenziali di cui la Meloni gode oltre Tevere. Destinate a rafforzarsi qualora la salute del Papa continuasse a declinare. La fazione della Curia favorevole al Governo è infatti sempre più agguerrita ed influente. La Signora elvetico – germanico – statunitense allontana intanto ulteriormente il Partito che le si è affidato per disperazione non soltanto dalle identità che convivono nello Stato italiano, e che cercano una rappresentanza in grado di difenderle dal centralismo dei Fratelli della Meloni, ma anche dalle sue originarie radici sociali. Abbiamo già notato come il decoupling, cioè il ritorno in Europa delle produzioni a basso contenuto tecnologico, cui è addetta una manodopera sottopagata, che fino ad ora erano dislocate in Cina, richieda una ulteriore parcellizzazione del lavoro ed una ulteriore compressione dei livelli salariali. Perché la Schlein non approfitta della occasione per difendere gli addetti a queste manifatture, e comunque tutti i soggetti colpiti dalla emarginazione, cioè i disoccupati, i sotto occupati e gli ex percettori del Reddito di Cittadinanza? Il solo soggetto che ancora lo riceve, in misura ben superiore alla norma, è il suo fedelissimo alleato Di Maio. Il motivo consiste nel fatto che la sua assunzione della Segreteria costituisce il necessario completamento della operazione che ha portato la Meloni a Palazzo Chigi. La popolana romanesca deve garantire le condizioni propizie per trasferire in Italia i falansteri popolati dai moderni schiavi. La Signora cosmopolita e poliglotta è invece incaricata di distrarre – se mai ce ne fosse bisogno - la Opposizione dallo occuparsi di questi miserabili. Ciò infatti rovinerebbe tutta quanta la operazione, facendo rischiare degli scioperi ed altre forme di agitazione. Ecco dunque che la Schlein innalza la bandiera dei diritti individuali, in primis quello di adottare bambini da parte delle coppie omosessuali. A parte che questi Signori sono certamente molto meno dei disoccupati, non è neanche detto che le diano il voto. Se così fosse stato, il Partito Radicale sarebbe diventato il più forte di tutti. È invece proprio di chi è interessato ad affermare il proprio diritto individuale il non associarsi, o quanto meno smettere di associarsi una volta risolto il suo caso personale. Quando invece si cerca una tutela per i diritti collettivi, si forma una coesione sociale più forte e più prolungata nel tempo. I Partiti Operai esistono ancora, in qualche parte della Europa, e comunque hanno svolto per lungo tempo un ruolo storico decisivo. Se in Italia queste forze politiche non sono sopravvissute, lo si deve al fatto che il comunista (?) Veltroni odiava a tal punto la Socialdemocrazia al punto di scegliere che il suo Partito scimmiottasse i Democratici americani, anziché ispirarsi ai Socialisti tedeschi, o quanto meno ai Laburisti britannici. Il Partito detto negli Stati Uniti dello Asinello, contrapposto allo Elefante die Republicani, deve le sue fortune al fatto che la composizione etnica di quel Paese muta continuamente con il susseguirsi delle ondate migratorie. Questo gli ha permesso di tutelare in successione gli Irlandesi, gli Italiani, gli Ebrei, gli Afroamericani – assecondando la loro lotta per i diritti civili – e da ultimo gli Ispanici. La discriminante è dunque basata sulla origine, e non sulla classe, come avveniva in Europa. Se Veltroni, che neanche sa parlare inglese, avesse veramente studiato la storia degli Stati Uniti, avrebbe evitato il suo errore. La Schlein, che invece parla correntemente questa lingua e conosce altrettanto bene il suo Paese di origine, non commette nessun errore, ma al contrario compie la missione affidatale dai suoi connazionali, consistente nel distruggere la sola forza ancora in grado di contestare il ruolo da essi attribuito al nostro Paese. Che è destinato a vivere quelle forme di sfruttamento estremo della manodopera che Marx aveva constatato e denunziato nella Inghilterra del suo tempo. Dove il famoso Esercito di Riserva a disposizione dei padroni era costituito dagli immigrati irlandesi. In Italia, riceviamo allo stesso scopo quanti sbarcano a Lampedusa. Contro i quali infatti non solo la Meloni, ma anche Salvini, hanno smesso di inveire. Tanto meno la fa la Schlein, nel nome della avversione al razzismo. Causa nobilissima, ma che dovrebbe spingerla a chiedere ai suoi concittadini di origine di non trattarci come il Bangladesh. Applaudire il Gay Pride è invece molto chic, come lo è la scelta cromatica dei vestiti, in cui la Signora spende – a suo dire – settecento Euro ogni ora in onorari per la sua consulente.