La pagina delle Elezioni Comunali di Imperia è ormai voltata ...
La pagina delle Elezioni Comunali di Imperia è ormai voltata, e la Destra già prepara la riconquista di Sanremo, affidandola ad un uomo ritenuto super partes: cioè non catalogabile nelle diverse sottospecie in cui si articola questa fazione. Si tratta inoltre di un Ingegnere, molto stimato nella sua Professione. Ciò esclude che si tratti di un leghista: nel qual caso, la scelta sarebbe caduta su di un bagnino. Delle tre sottospecie, quella dei Forzuti è ormai da considerare in via di estinzione: le ultime notizie da Arcore riferiscono che gli eredi sono oberati dai debiti contratti dal Cavaliere per sostenere il Partito, della cui sigla era proprietario; come era proprietario di quella della Lega, cedutagli da Bossi in cambio della remissione delle querele per le ingiurie pronunziate nel corso di una disputa da taverna scoppiata tra i due. Pur essendo da escludere una accettazione della eredità con beneficio di inventario, e permanendo una quantità di beni tali da onorare le obbligazioni, i figli – poco propensi ad ogni impegno politico – paiono comunque intenzionati a liquidare Forza Italia. Impieghiamo una tautologia, dato che tale formazione si è sempre mantenuta precisamente allo stato liquido, se non allo stato gassoso. Trattandosi per giunta di un taglio su misura, disegnato appositamente per il Fondatore, non si vede chi possa perpetuarlo. Il Cavaliere, per giunta, ha sempre agito come Cronos, che divorava i propri figli, ed ha puntualmente ripudiato i vari presunti Delfini. Tra cui ha figurato, sia pure per breve tempo, anche il Bassotto. Il quale si era trovato a contendere con Fini, ed in una famosa cena – riferita puntualmente ad Arcore – aveva sentenziato che Berlusconi sarebbe morto in breve tempo (una profezia piuttosto esagerata), mentre il rivale non poteva competere con lui in quanto fascista (sic). Il Cavaliere eliminò entrambi, come fanno gli arbitri di calcio quando due giocatori vengono alle mani. Ora si aprono per gli ambiziosi le praterie die Fratelli della Meloni: la quale pare abbia già deciso di aprire le porte a tutti i transfughi, ed in particolare a chi – come il Nostro – porta con sé la dote di una vittoria elettorale. Abbiamo scritto più volte, e lo ripetiamo ancora, che la consorteria bassotta è in via di ridimensionamento. La sua precipitosa vendita ricorda dunque quello di un autoveicolo usato: conviene prendere i contanti che il commerciante di tali articoli è disposto a pagare prima che la usura del veicolo costringa il proprietario a cederlo come ferro vecchio. Alla Meloni può inoltre convenire piazzare un proprio seguace al nostro Comune, relegando per giunta il Sindaco attuale in un ruolo puramente onorifico. Fin qui le faccende della Destra. Quanto alla Sinistra, cui si è aggregato il Generale, la spaccatura è addirittura in tre tronconi. Il maggiore dei quali è composto da chi non si riconosce in nessuno degli altri due, e sceglie dunque di non votare. Rimangono, a contendersi il campo, i Giustizialisti (esclusi fisicamente dalla sede, il che tuttavia - trattandosi di un edificio pericolante - può salvare loro la vita) ed i Commercialisti. I primi ritengono di avere trovato la chiave di volta che consentirebbe loro una rapida riconquista del Potere. Tale formula magica consisterebbe nella dichiarazione di incompatibilità del Sindaco. Abbiamo già scritto, dandone ampia motivazione, che si tratta di una asserzione manifestamente infondata. A tale conclusione è ugualmente giunto un noto Professionista della zona, anche egli – come noi – fatto oggetto di pressioni che nel nostro caso possono configurare il reato di Violenza Privata. Se comunque i sostenitori di tale tesi sono convinti delle loro ragioni, essi possono investire della questione il Tribunale Amministrativo. Non risulta tuttavia che lo abbiano fatto, per un motivo molto evidente: nessun Avvocato, quali che siano gli Onorari percepiti, è disposto compromettere la propria professionalità a sostenendo tesi infondate. I Giustizialisti rimangono tuttavia convinti che la loro tesi venga accolta da altre istanze – le quali però non sono competenti nella materia – e che per questa via si produrrà il ribaltone. Questo ha fatto credere chi ha propinato ad essi la patacca. In attesa di tale improbabile esito, ci domandiamo per quale motivo siamo stati insultati e minacciati per ottenere la nostra firma. La sola spiegazione plausibile è che si sia trattato di una provocazione, ordita da qualcuno che – inducendoci a commettere un grave errore – intendeva toglierci credibilità: più precisamente, dal settore di Sinistra (?) del Partito Trasversale. Vediamo comunque dove i Giustizialisti commettono uno sbaglio politico. Alla loro parte, Tangentopoli non ha insegnato nulla. In quel tempo, la Sinistra credette di eliminare la Destra mediante una azione giudiziaria. A parte il fatto che la Sinistra non aveva denunziato i fatti determinanti il grande repulisti originato dalla Procura di Milano, la alternativa non si costruisce demonizzando la parte avversa, con lo scopo di vincere a tavolino una partita che non si era voluto giocare sul terreno. Non vi è dubbio che i Socialisti ed i Democristiani fossero in gran parte corrotti, ma per sostituire la parte avversa occorre presentare agli elettori una alternativa credibile. Altrimenti la Destra, riparata la foratura, si ripresenta con una nuova veste, e rivince. Questo avvenne puntualmente con Berlusconi. Caduto il Comunismo, la Sinistra aveva inoltre creduto di candidarsi alla guida del Paese senza riconsiderare i propri errori. Che consistevano da un lato nello aver preso le distanze dai regimi del cosiddetto Socialismo Reale un minuto dopo – e non un minuto prima – del loro crollo. Riverniciare i dirigenti delle botteghe Oscure con una tintura socialdemocratica, o addirittura liberale alla americana, anziché sostituirli – ad Imperia i vari Rainisio sono durati fino a ieri - equivaleva dunque a prendere in giro gli elettori. In secondo luogo, la prassi della alternanza, che costituisce lo esatto contrario delle maggioranze bulgare sognate dal Marchese Berlinguer, poteva e doveva essere scelta nel 1976, quando il Paese la richiedeva. Berlinguer non volle praticarla, sia in quanto non era disposto a rompere i legami ideologici con Mosca, sia perché non poteva governare secondo i metodi ed i programmi della Socialdemocrazia. Dopo avere fallito questa opportunità storica, risultava illusorio vincere sulla scia di Tangentopoli. Ora si commette lo stesso errore nel caso di Imperia. Anche ammesso che il Sindaco venga eliminato per via giudiziaria, cioè in sede di Giurisdizione Amministrativa, le eventuali nuove elezioni verrebbero nuovamente perdute. Per un motivo molto semplice: il nerbo (si fa per dire) della Sinistra non è costituito dai Giustizialisti, bensì dai Commercialisti. La cui ragione di essere consiste nel perpetuare il trasversalismo, come dimostra il fatto che costoro hanno chiesto apertamente il voto per il Sindaco uscente. Il cui mantenimento in carica garantisce la spartizione cui da sempre essi sono dediti. Se Bracco sbaglia a sostenere la incompatibilità, fa però bene a richiedere copia della delibera di Giunta con cui si è richiesto un anticipo di Tesoreria. La opposizione si svolge con un lavoro paziente, che consiste nello studiare, discutere e fare conoscere ai cittadini ogni singolo atto, fino a delineare un modo diverso di amministrare. A questo punto, la alternativa già esiste, e vince nelle urne. Se invece si sta in Consiglio Comunale soltanto per patteggiare le (proprie) nomine nelle Partecipate, allora gli elettori preferiranno sempre un originale rispetto ad una copia.