Fervono, nella Comunità Islamica di Imperia, i preparativi per la grande solennità religiosa dello Aid el Khebir, ...
Fervono, nella Comunità Islamica di Imperia, i preparativi per la grande solennità religiosa dello Aid el Khebir, o semplicemente dello Aid, termini che designano rispettivamente il Giorno del Sacrificio, o il Giorno per eccellenza, commemorativo della mancata uccisione di Isacco da parte di Abramo: il quale – per ordine di Dio – sostituì il figlio con un montone. Noi abbiamo modestamente suggerito di denominare la festa Aziz Fatnasi Day, posto che il nostro ex vicino di casa disimpegna con perizia e passione il compito di macellaio Halal per la intera Comunità. Già si è provveduto – inviando, come ormai tradizione, una apposita delegazione sul Monte Faudo - allo acquisto presso i pastori ivi dislocati degli animali da sacrificare ritualmente, di cui un Imam deve accertare che non presentino alcun difetto fisico: un montone zoppo non adempie i requisiti della Legge Islamica. Fioccano gli inviti, da parte in primo luogo dello ex Imam di Cervo, ormai ritiratosi nel ruolo di Riserva della Comunità, avendo ceduto le proprie funzioni al più combattivo Imam dei Piani, uomo – questo ultimo - dedito alla preservazione integrale della Tradizione e diffidente di tutto quanto provenga dai kafir (infedeli); in seconda battuta, ad opera di uno degli attendenti bengalesi di Mohammed Bensa, la cui presenza è però destinata a rimanere in forse fino allo ultimo; in terzo luogo, si sono fatte vive le donne di casa Fatnasi, la gentile Consorte – studiosa di Lettere Arabe – e la figlia Sarra (con due erre, forse per non confondersi con gli Israeliti); si sono infine uniti i fratelli Islam (Nomen, Omen) e Mahmud, impiegati presso il Ristorante Braccioforte, i quali – pro hac vice – staranno dalla parte dei convitati, lasciando temporaneamente ad altri il ruolo dei cuochi. Vi è comunque tempo – per organizzare il trasporto di Mohammed Bensa - fino al giorno 28, quando lo appuntamento è programmato presso la Galeazza. La giornata inizierà - come di consueto - con la consegna del cibo rituale ai Fratelli carcerati. Non è previsto, questa volta, lo arrivo del Sindaco: se la festa del Fitr è occasione di una certa estroversione della Comunità, ovvero delle sue Pubbliche Relazioni, quella dello Aid el Khebir ha carattere più identitario. Lo Imam dei Piani, lontano da orecchie indiscrete, sta probabilmente preparando una delle sue truculente filippiche contro la corruzione, indotta intenzionalmente – a suo dire - dagli infedeli. Questa sua xenofobia lascia comunque alquanto indifferenti alcuni giovani esponenti della Comunità, ormai immuni dalle influenze negative dello ambiente, i quali a volte non riescono a trattenere dei sorrisi di compatimento, come quelli riservati dai coetanei cristiani ai preti che raccomandano la astinenza sessuale. Impeccabile invece, come sempre, la disciplina liturgica: in occasione del Fitr, soltanto un anziano – evidentemente per problemi artritici – si è astenuto dalle prosternazioni, essendo munito di un apposito sedile. Molto atteso anche il discorso dello Imam Piccardo, il quale farà il punto sulla inesorabile avanzata della vera Fede, al punto da intravedere una estensione ad Imperia del Dar Al Islam: che ne sarà del Bassotto? Una ultima annotazione non può che riguardare il confronto – a date ravvicinate – con San Giovanni: mentre risalta sempre più il cosmopolitismo della Umma (comunità dei Credenti) islamica, il povero Don Ferrua dovrà accontentarsi di quattro portatori peruviani di una loro Venerata Immagine della Madonna; dei quali – per giunta – uno solo di sesso maschile, le altre tre essendo delle gentili Signore. Il nostro Parroco del Paese di adozione diceva sempre che nei giorni di festa gli uomini vanno alla loro Chiesa, cioè alla osteria. Sembra di essere tornati al tempo in cui vigeva il numero chiuso per le presenze di stranieri nelle squadre di Serie A. Invano, il Parroco fa scendere in campo il Vescovo Borghetti: il quale, essendo esperto di sociologia applicata ai culti, vede dilagare gli infedeli, cioè quelli che sono tali dal nostro punto di vista. I Musulmani si apprestano dunque a vincere a mani basse il nuovo Derby delle Religioni.