Il Generale Zarbano asserisce di essere un esperto di Diritto Amministrativo, ...
Il Generale Zarbano asserisce di essere un esperto di Diritto Amministrativo, al punto di poter impartire lezioni in tale materia: ci congratuliamo vivamente con lui, ma gli facciamo osservare che il Sindaco di Imperia non si trova – contrariamente a quanto egli asserisce - in una situazione di incompatibilità con la sua carica.
Il Generale, naturalmente, non è tenuto a condividere né il nostro modesto parere, né quello di un noto Professionista, al quale un suo collaboratore si è ugualmente rivolto affinché sottoscrivesse quanto da lui affermato.
Soprattutto, però, questo alto Ufficiale della Benemerita dovrebbe domandarsi perché non si trova un solo Avvocato disposto a patrocinare un ricorso al Tribunale Amministrativo.
Al quale si potrebbe anche richiedere la sospensione della esecuzione dello atto impugnato, causando quel terremoto nella Amministrazione Comunale che costituisce il vertice dei desideri e degli intenti del Generale, il quale cerca una scorciatoia per invertire il proprio deludente risultato elettorale.
Il motivo per cui tale ricerca è destinata a rimanere infruttuosa è presto detto: quali che siano gli Onorari, nessun Legale è disposto a sostenere una tesi campata in aria, come abbiamo argomentato nei nostri scritti anteriori, dedicati ad una valutazione di tale argomento.
Tanto più tenendo conto della sentenza della Giurisdizione Amministrativa in merito alla asserita incompatibilità del Sindaco di Genova, destinata – come si suole dire – a fare Giurisprudenza in materia.
Va comunque dato atto ai contestatori di Bucci di avere scelto la sola strada percorribile da chi si riconosce nello Stato di Diritto, e che consiste nello impiegare tutti gli strumenti offerti dal suo Ordinamento Giuridico.
Gli appartenenti alla vecchia generazione – i quali non avevano esitato ad impugnare le armi contro la dittatura – non si stancavano di ripeterci unanimemente che questa scelta diviene lecita, ed anzi doverosa, solo quando tali mezzi non risultino disponibili.
Il Generale considera invece illegittimo il Sindaco soltanto perché questa è la sua convinzione.
Degna, naturalmente, di ogni rispetto, ma che in tanto risulta spendibile nel dibattito politico in quanto sia stata verificata in sede di giudizio.
A questo punto, risulta inevitabile tracciare un parallelo con quanto deciso in sede nazionale dai dirigenti della Opposizione, cioè Grillo, Conte e la Schlein: nessuno dei quali è mai stato impegnato in una delle tante battaglie che anche noi modestamente abbiamo sostenuto per ampliare le garanzie offerte ai cittadini dallo Stato di Diritto.
Il già Presidente del Consiglio le ha anzi ristrette, inserendo nella Costituzione Materiale una nuova Fonte del Diritto, cioè i suoi Decreti.
Risulta indubbio – come scriviamo ogni giorno – che queste garanzie, estese progressivamente dal 1943 ad oggi, si stiano restringendo ad opera del Governo attuale.
Fino a quando però esse permarranno, riterremo ingiustificato – dal punto di vista politico, etico e giuridico – uscire dallo ambito della legalità.
Questo è purtroppo quanto hanno invece deciso sia alcuni capi della Opposizione locale, che rifiutano di prendere atto di un risultato elettorale avverso, sia i loro omologhi nazionali.
I quali invitano i loro seguaci a manifestare sediziosamente, rendendosi irriconoscibili mediante i passamontagna.
Con il risultato di gettare la Opposizione legalitaria nelle braccia della Meloni.
Perseverare diabolicum: si tratta di un errore già commesso dagli Anarchici ottocenteschi, i quali ritenevano di abbattere il potere uccidendo i suoi simboli; per non parlare dei Brigatisti, che identificavano la Rivoluzione con la perpetrazione di atti criminali.
Senza considerare che la Rivoluzione avviene modificando i rapporti di forza nella società.
Questo, però, è un risultato che si ottiene tessendo delle alleanze.
Esattamente il contrario di quanto avviene quando un provocatore viene a minacciarci e ad insultarci solo per avere espresso un parere giuridico diverso dal suo.
Questa strada porta nel deserto, laddove precisamente vuole condurci chi si propone di destabilizzare il nostro Paese, agendo per conto di Potenze straniere.

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Mario Castellano  28/6/2023
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