Ci trovavamo nel pieno della nostra collaborazione con il compianto Padre Fidenzio Volpi , ...
Ci trovavamo nel pieno della nostra collaborazione con il compianto Padre Fidenzio Volpi - per cui non soltanto alloggiavamo presso il Convento di via Boccea dei Frati Francescani della Immacolata, ma ci dedicavamo anche a redigere la gran parte degli articoli destinati ad apparire sui loro periodici tanto cartacei quanto elettronici - quando i tradizionalisti italiani si dimostravano perdutamente innamorati di Putin. Vigeva allora in questo ambiente una sorta di ordine di scuderia, in base al quale era severamente vietato parlar male del Presidente della Russia, ed anzi bisognava approfittare di ogni occasione per elogiarlo. Il motivo di tale atteggiamento risiedeva nel fatto che Putin aveva edificato uno Stato confessionale, considerato – malgrado le divergenze dottrinali tra gli Ortodossi e i Cattolici – come un modello da imitare: precisamente come era avvenuto per la Unione Sovietica, a suo tempo presa ad esempio dai Comunisti di tutto il mondo. La parola di ordine era – in ambedue i casi – il Fare come in Russia. Anche se i viaggi delle delegazioni italiane – altra analogia coi tempi della Guerra Fredda – continuarono fino alla Operazione Militare Speciale, le contraddizioni – a ben vedere - cominciavano già ad affiorare. Il Professor Demattei, punto di riferimento riconosciuto da tutta la multicolore galassia tradizionalista, era di casa a Washington, dove il suo Movimento ha una sede particolarmente lussuosa e frequentata, e le simpatie del Capo della Lepanto si dividevano allora tra Putin e Trump. Il quale a sua volta aveva già trovato in Steve Banon il proprio rappresentante, ufficioso ma influente e ben foraggiato, a Roma. La invasione della Ucraina ha scatenato la resa dei conti tra i tradizionalisti atlantici e filoamericani da una parte, ed i filorussi inossidabili da una altra. Ora Padre Fanzaga ha ristabilito i buoni rapporti di un tempo con Demattei, che si erano guastati quando il Professore si era scagliato contro il Papa, usando a tal fine proprio la emittente del radio predicatore. Il quale lo ha pienamente riabilitato da quando il leader della Lepanto ha smascherato – a suo dire – il piano diabolico ordito da Putin. Che consterebbe nientemeno nel dilagare – una volta completata la invasione della Ucraina - in Europa Occidentale, e quindi – giunto fino a Roma – destituire il Papa, sostituirlo con il suo amico e sodale Cirillo e riunire tutti i Cristiani sotto la Terza Roma. È inutile enumerare le profezie citate a sostegno di questa tesi, da Nostradamus a San Pio X, da San Giovanni Bosco a San Filippo Neri fino alla Madonna di Fatima: ultima - in ordine di tempo – quella della Vergine di Medjugorje. La quale si esprime tuttavia al riguardo nei consueti termini sibillini, del tipo Ibi et redibis non morieris in bello. Ciascuno, però, legge questi messaggi come più gli aggrada, o gli conviene. Quanto a Putin, non ha mai dichiarato le intenzioni a lui attribuite. Erdogan, al contrario, ha detto che il confine della Turchia va da Trieste a Vienna, ed intende dunque ristabilire la situazione precedente lo assedio di Vienna del 1683. I popoli coinvolti in simili disegni non sembrano morire dalla voglia di ricadere sotto il dominio die vecchi Imperi, e comunque il tentativo di realizzarli farebbe scattare il famoso articolo 5 della Carta Atlantica, con il conseguente scoppio della Guerra Mondiale. Le profezie risultano però tanto più gradite a Fanzaga quanto più sono apocalittiche. Una ulteriore osservazione riguarda i precedenti storici: durante la Guerra Fredda, con la Armata Rossa era attestata sul fiume Elba, la sua asserita possibilità di avanzare verso Occidente veniva usata per fini di repressione interna. Allora, però, i Comunisti solidarizzavano con Mosca, mentre adesso ci si deve accontentare – in veste di possibili ausiliari della invasione - di qualche sparuto gruppo di tradizionalisti. Per quale motivo, comunque, si paventa una guerra contro la Russia, e non contro i Musulmani, o contro i Cinesi, giungendo al punto di criticare gli Americani perché non aiuterebbero abbastanza gli Ucraini, consentendo loro di annientare definitivamente Putin ed i suoi Generali? La ragione sta nella urgenza di assecondare il Governo italiano nei suoi propositi autoritari, che comprendono la edificazione di uno Stato confessionale: se vi è una guerra già in atto, è inutile aspettarne delle altre, che potrebbero tardare troppo, o non venire per nulla. Quanto alla conversione – prevista da Fanzaga - di Putin e dei suoi, se riguarda il Cristianesimo è già avvenuta: se invece ci si aspetta che i Russi diventino cattolici, risulta più probabile che la Chiesa di Roma acquisisca i Sauditi. I tradizionalisti filo putiniani – di cui Fanzaga cita soltanto la Principessa Alliata – sono i classici quattro gatti. Per cui la vera resa dei conti, quale infatti viene già minacciata, è con tutti quanti – come noi Cattolici liberali – intendono mantenere la separazione tra lo Stato e la Chiesa. Abbiamo già scontato il comportamento – caratterizzato da grave intolleranza ed ineducazione – di personaggi come Alvaro Martino, e speravamo che il nostro allontanamento da Roma vi avesse posto fine. Non vorremmo esserci sbagliati. Fanzaga afferma apertamente che il Mondo Occidentale potrà sconfiggere Putin soltanto se rinnegherà tutto quanto è seguito alla Rivoluzione Francese. A questo punto, però, la scelta sarà tra lo Stato confessionale ortodosso e lo Stato confessionale cattolico. Dalle nostre parti, per designare questo tipo di alternativa, si dice che è tra il marcio e la muffa. Non sappiamo se, né in quale misura, simili prese di posizione allarmino la Santa Sede. La quale sembra tuttavia cosciente del fatto che il prolungamento della guerra può favorirle, e manda in missione il Cardinale Zuppi. È meglio rischiare un insuccesso diplomatico che affrontare situazioni irrimediabili. Se la Chiesa dovesse ritrattare il principio della sua separazione dello Stato, si aprirebbe infatti un conflitto non tanto con le Istituzioni civili, quanto con la società nel suo insieme. Chi dovrebbe però preoccuparsi di questa prospettiva è la cosiddetta Sinistra. La quale, attizzando lo scontro con le Autorità Religiose su temi pretestuosi ed irrilevanti, non pare assolutamente rendersi conto del pericolo in cui ci troviamo. Ancora una volta, a causa dei suoi limiti culturali. A causa dei quali non ha capito come il mondo proceda verso la affermazione delle diverse identità, ed in particolare di quelle religiose. Le quali possono certamente esprimersi in uno Stato laico, alla condizione che non sia anticlericale. Ogni atteggiamento ostile verso la Fede può dunque soltanto favorire i disegni di Demattei e di Fanzaga.
POST-SCRIPTUM
Il Direttore Caruso ha riassunto le proprie funzioni presso la EKOM di Imperia. Il suo animo nobile ed il carattere equilibrato lo rendono alieno da ogni vendetta, ma ci aspettiamo da lui che faccia giustizia. Ben tornato, Direttore Caruso!
Mentre si calma la situazione alla EKOM, si intorbida quella del Ristorante Braccioforte, dove lo albanese Falco, non nuovo a simili prese di posizione polemiche, ha asserito – in relazione alla solennità dello Aid el Khebir – che il Profeta Abramo credette di sentire la voce di Dio intimargli di sacrificare il figlio Ismaele perché era ubriaco. Tale affermazione blasfema ha adirato i colleghi bengalesi, Islam e Mahmud, nonché Mohammed Bensa, ma soprattutto il locale Imam Hamza Piccardo. Il quale minaccia le più energiche ritorsioni nei confronti di Osvaldo Braccioforte Martini Tiragallo.