re i mezzi di informazione italiani, ed in particolare quelli appartenenti al Gruppo Editoriale GEDI, cioè La Repubblica di Roma, La Stampa di Torino ed Il Secolo XIX di GenovaLa stagione estiva – particolarmente calda dalle nostre parti La conversazione intrattenuta con il nostro giovane amico Sacerdote ha riguardato anche altri temi, ...
La conversazione intrattenuta con il nostro giovane amico Sacerdote ha riguardato anche altri temi, oltre a quelli già illustrati in precedenza.
In questi giorni, molti Vescovi italiani accompagnano a Lisbona i loro rispettivi giovani, i quali si accingono a partire in folte e qualificate delegazioni; altri Presuli li affidano ai migliori collaboratori, mentre chi non può viaggiare si riunisce comunque presso le Chiese ed i Santuari.
Si tratta di un primo, lusinghiero censimento della azione formativa svolta dai nuovi Pastori diocesani nominati da Bergoglio.
Abbiamo già avuto modo di rilevare come Tasca abbia già riunito a Genova un folto gruppo di seguaci appartenenti alle nuove leve: i quali da un lato lo coadiuvano nella sua opera di assistenza, e da un altro lato si formano nel suo Magistero, ispirato da quello del Papa.
Fa piacere constatare come la Chiesa abbia constatato che lo Stato italiano ha esaurito la propria classe dirigente, e questo causa – in prospettiva - la necessità di sostituirla.
Questa operazione fu compiuta già una volta, in previsione della caduta del Fascismo.
Ora assistiamo, anziché ad una fine traumatica, ad una lenta ed irreversibile consunzione.
Il sistema affida la propria estrema sopravvivenza al più scalcinato dei Partiti tradizionali, quello della Meloni: si tratta della ultima risorsa disponibile sul mercato delle forze politiche usa e getta.
Questa arriva per giunta al potere senza contare su di un seguito: i Fratelli della Meloni, in molte parti del Paese, non danno segno di esistere: non rimane dunque altro al di fuori della costruzione mediatica di una icona.
Un comunista delle nostre parti venne rinchiuso a lungo nella stessa cella con Terracini: trattandosi di un povero ignorante, non riuscì ad imparare assolutamente nulla, per cui veniva sempre preso a gabbo dai Compagni.
La Meloni crede – povera lei – di essere diventata una intellettuale perché ha parlato con Kissinger.
Se ci fosse qualche idea, i suoi Fratelli ce la farebbero conoscere, ma si vede soltanto il vuoto pneumatico.
Speriamo, paradossalmente, che il crollo del sistema avvenga quando già il ricambio sarà pronto.
Ci domandiamo però per quale motivo la Chiesa non ci abbia pensato prima.
Il Sessantotto era maturato in ambiente cattolico, ma si scontrò con un duplice autoritarismo: quello della Gerarchia e quello del Partito Comunista.
Mentre Berlinguer contava sui propri funzionari – e mal gliene incolse – la Chiesa penso che il migliore antidoto ai movimenti di Sinistra fosse costituito dai Gruppi Ecclesiali: che infatti crebbero di numero e di influenza proprio a partire da allora.
Fino a costituire altrettante Chiese nella Chiesa: ugualmente pericolose come gli Stati nello Stato.
Mutatis mutandis, è come se le Autorità civili, per contrastare i loro nemici, reclutassero delle bande di mercenari.
Le quali presentano due difetti: in primo luogo, esse combattono per denaro, come dimostra la Società delle Opere e la vicenda della Sanità lombarda; in secondo luogo, obbediscono soltanto ai loro rispettivi Capitani di Ventura.
Che in genere non sono degli Stinchi di Santo: vedi Formigoni.
A queste caratteristiche ataviche, se ne è aggiunta – nel caso del nostro Paese – una terza: tali soggetti si sono aggregati in politica ad una classe dirigente che li ha trascinati nella propria inesorabile decadenza.
Era dunque ora che la Chiesa ne formasse una propria, senza delegare ad altri questo compito.
I Vescovi, per Carità e Dottrina, sono perfettamente in grado di svolgerlo, ed inoltre si garantiscono – agendo in proprio - la fedeltà degli allievi.
I quali non devono però essere trattati come dei soldatini di ferro, ma devono anzi sviluppare le proprie capacità critiche: non a caso, il nostro interlocutore ci dice che si pratica finalmente la parresia.
Questa dote non era apprezzata ai nostri tempi, ma quando i giovani approdarono alla Sinistra vi trovarono un autoritarismo possibilmente peggiore.
Solo i conformisti fecero carriera, e fu così che andò perduta una generazione.
Ora il Papa porta con sé quella nuova, affinché conosca le altre culture.
Da un lato, i giovani scopriranno le identità diverse dalla loro, e da un altro lato dovranno rappresentare ciascuno la propria.
Il loro vantaggio consiste nel fatto che la Meloni – come quanti le stanno attorno – sono stati scelti di proposito per continuare una opera di coartazione della nostra identità che va avanti da decenni, seguendo sempre – e sempre più stancamente – lo stesso schema: si prende un Partito decotto, ormai svuotato di ogni cultura politica, si monta – mediante una campagna pubblicitaria dilagante e dispendiosa – il suo Leader presentandolo come un demiurgo, ed infine gli si affidano le sorti della Nazione.
Nulla di nuovo sotto il Sole: non fosse che questa volta la operazione viene svolta in tempo di guerra: questo restringe il tempo disponibile, ed amplifica le conseguenze negative.
La Chiesa se ne è accorta, e cerca di correre ai ripari.
In Occidente non ci si aggrega in base alla identità religiosa, la quale però accomuna e da fondamento a tutte le altre.
La nostra ha trovato nel Cattolicesimo di Bergoglio chi meglio può rappresentarla.

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Mario Castellano  2/8/2023
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