Da lunedì prossimo, i Bergoglio Boys si riverseranno nei loro Paesi di origine, confortati ed esaltati dal Magistero del Papa ...
Da lunedì prossimo, i Bergoglio Boys si riverseranno nei loro Paesi di origine, confortati ed esaltati dal Magistero del Papa. Il ritorno di quelli italiani, particolarmente numerosi e agguerriti, è destinato a produrre – anche nei tempi brevi – importanti conseguenze tanto dentro la Chiesa quanto al di fuori di essa. Durante le Congregazioni – cioè, le riunioni plenarie che precedono il Conclave, delle quali non viene diffuso ufficialmente il contenuto, che però non è neanche assoggettato al Segreto Canonico – il Cardinale di Buenos Ayres pronunziò un discorso – quello, passato alla Storia, sulle periferie non intese soltanto in senso geografico – che parve a molti il programma del nuovo Pontificato. Non sappiamo se Bergoglio sia stato eletto per questo, o viceversa lo abbia formulato già sapendo di essere il Papa in pectore. Tolto Giovanni Paolo II, la cui elezione fu comunque soltanto anticipata dalla morte prematura di Luciani, tutti i più recenti Conclavi – almeno a partire da quello del 1939 – erano già decisi a priori. Bergoglio consegnò il testo del discorso al collega della Avana, Ortega Alamino, il quale lo aveva richiesto per la rivista della sua Diocesi: essendo destinato comunque alla pubblicazione, fu anche trasmesso alle Agenzie di Stampa. Il contenuto esprime un forte impegno sociale della Chiesa. Per che cosa – se non per questo – ci si avviava a scegliere un Pontefice della America Latina? Nessun movimento – sia esso religioso o politico, o entrambe le cose insieme – può prescindere dalla mobilitazione dei giovani. Ci si domanda perché sia stato necessario attendere dieci anni prima di assistere a questo fenomeno. In primo luogo, mancavano – soprattutto in Europa Occidentale – i formatori. È stato dunque necessario nominare, nelle sedi che via via si rendevano disponibili, dei Vescovi bergogliani. I quali si mettevano subito al lavoro, ma dovevano affrontare la concorrenza dei Movimenti Ecclesiali, cui era affidata ormai da decenni la cosiddetta Pastorale Giovanile. Producendo più di una generazione di tradizionalisti, e comunque di persone orientate verso la Conservazione: anche e soprattutto in politica. Questa è la Prima Giornata Mondiale in cui la partecipazione viene canalizzata dalle Associazioni Cattoliche tradizionali, che è stato necessario rinsanguare, attraendo in esse quanti si riconoscono nel Magistero del Papa. Al loro ritorno, li attende un impegno che trova gli strumenti necessari già predisposti per essere usati, ma solo sul versante per così dire interno alla Chiesa. In campo temporale, sarà inevitabile forgiarne dei nuovi. Questo non potrà avvenire in tempi troppo brevi, ma si può approfittare della mancanza di concorrenza: i soggetti politici tradizionali non contano più sugli adulti, ed ancor meno sulle nuove leve. Che attendevano – data la loro età – una indicazione verso un impegno radicale negli obiettivi. Quanto ai metodi, occorrerà elaborarli in base alla esperienza maturata nelle situazioni concrete. Ci riferiamo al nostro Paese, ma la ondata reazionaria che lo ha investito ci accomuna più o meno con tutta la Europa Occidentale. Dove però non si scorge una particolare presenza di giovani reazionari. Quanto avviene è più che altro il prodotto della stanchezza ed ella rassegnazione: della delusione – in particolare – causata da chi avrebbe dovuto combattere per la Giustizia, ma ha abdicato a questo compito storico. Può anche darsi che alcune delle vecchie organizzazioni politiche si ravvivino, ma questo potrà avvenire se si produrrà un movimento sorto al di fuori di esse: inevitabilmente, cioè, in ambito religioso. Un altro motivo per cui gli effetti del nuovo Pontificato hanno tardato a manifestarsi è dato dal fatto che esso non è iniziato dieci anni fa, con il Conclave del 2013, ma il Primo Gennaio scorso: cioè, dal momento in cui abbiamo avuto un solo Papa. La convivenza con il predecessore limitava – non sappiamo fino a che punto - la libertà di iniziativa di Francesco. Ora nessuno ha più occasione comparare il suo insegnamento con quello di Ratzinger, insinuando la possibilità di una sorta di doppia fedeltà. Solo chi è cieco non si è accorto che questo avveniva fino a ieri, e che Bergoglio non poteva forzare la situazione, data la minaccia di una sorta di scisma silenzioso. I suoi nemici non erano però da ricercare tra i Sedevacantisti, come Viganó e Minutella, bensì tra chi si proclamava formalmente leale. Salvo affermare tutto il contrario del suo Magistero. Per rendersene conto, basta ascoltare certe Radio cattoliche. Giorni fa, abbiamo udito una trasmissione in cui si negava la necessità di fermare lo sviluppo industriale, accusando velatamente il Papa di volere restaurare le Paludi Pontine, e di tornare ad allagare il Fucino. Vi è stato, in passato, un anno speculare a quello in corso, e fu il 1978. In quel momento, con il varo della Maggioranza parlamentare che includeva i Comunisti, la ondata di Sinistra iniziata ormai da due lustri raggiungeva la sua massima espansione, ed iniziava un inesorabile riflusso: il Sole declina a partire dal Mezzogiorno. Fu eletto Papa Giovanni Paolo II, e da quel momento tutte le risorse spirituali, culturali ed organizzative della Chiesa furono impiegate per fare arretrare il Comunismo. Sul piano internazionale, la ritirata è andata dal fiume Elba fino al Don. Sul piano interno, possiamo dire – alla luce di quanto abbiamo vissuto – che si è gettato il bambino con la acqua sporca. Oggi il riflusso è giunto al suo punto più avanzato – o meglio, più arretrato – con il Governo della Meloni. Non risulta tanto dannosa la sua provenienza ideologica – che invero influisce ben poco sulla azione dello Esecutivo – ma è infondato e nefasto il giudizio assolutamente negativo sugli ottanta anni impegnati nel tentativo di costruire una democrazia. Questa valutazione coinvolge non soltanto i Cattolici – sentiamo dire ogni giorno che la Democrazia Cristiana era contaminata dal Modernismo – ma anche la Chiesa. La quale a lungo aveva guardato con simpatia al processo in corso, e si era avvalsa dello aiuto prestato dalle Autorità della Repubblica alla sua azione internazionale: anche quando era volta ad abbattere il Comunismo. Ci domandiamo dunque per quanto la Santa Sede può convivere con la attuale tendenza della opposta riva del Tevere evitando un conflitto. Tanto più se la gioventù ispirata dal Papa compie una scelta radicale in favore della Giustizia Sociale, e ritorna allo impegno civile. La fantasia della Storia ha rovesciato il rapporto dialettico tra le due sponde rispetto al Venti Settembre del 1870. Se però la congiuntura internazionale favoriva lo Stato quando Cadorna scendeva su Roma provenendo dal Settentrione, oggi la Chiesa può contare sulla spinta che viene dal Meridione del Mondo.
POST-SCRIPTUM
Per chi è appassionato delle (pseudo) profezie, ricordiamo che Nostradamus dice, riferendosi probabilmente al Papa attuale: Sarà difficile camminare per Roma in giorni di sangue. Poi aggiunge: Pietro ha calpestato il sangue per le strade di Roma, nel primo giorno. Speriamo che il cosiddetto Veggente di Salon si sia sbagliato