Alcuni mesi or sono, commentammo il discorso – amplificato dalla macchina propagandistica della Destra locale ...
Alcuni mesi or sono, commentammo il discorso – amplificato dalla macchina propagandistica della Destra locale e reiterato in una intervista esclusiva concessa al Settimanale dei Bassotti – che era stato pronunziato da un giovane e brillante economista dinnanzi alla Assemblea provinciale della Unione Industriali, celebrata nel Forte di Ventimiglia. La ambientazione militare ben si addiceva alla ferrea disciplina di partito imposta agli associati, i quali ammontano nello intero Comprensorio Imperiese alla cifra di ben tre. Per riempire il salone ed ovazionare adeguatamente un così illustre ospite, fu necessario reclutare un gran numero di cosiddetti imbucati, attraendoli con un banchetto luculliano. Lo esimio studioso disse chiaramente che il futuro Governo, e spesso dalla sua parte politica e già pronto ad insediarsi, avrebbe sostanzialmente abolito la libertà di intrapresa. Senza la quale, la libertà politica si riduce ad una mera fictio juris. Un tempo, i Comunisti rappresentavano gli operai, i Liberali rappresentavano i padroni ed i Democristiani rappresentavano i coltivatori diretti: tutte quante specie ormai in via di estinzione. Con beneficio per i Missini, i quali erano (e sono ancora) reclutati tra i secondini e i cosiddetti scelbotti. I convenuti applaudirono freneticamente, non sappiamo se in quanto presi da un cupio dissolvi ovvero perché incapaci di intendere. Forse essi speravano che si trattasse soltanto di promesse elettorali. Che però si avverano quando si tratta di intenzioni catastrofiche: Hitler andò al potere promettendo di sterminare gli Ebrei, e mantenne la parola. Può anche darsi che i Tre superstiti Moschettieri della Confindustria imperiese si illudessero, coltivando la amicizia dello oratore, di essere tra quanti verranno mantenuti in vita artificialmente per far credere ai giornalisti stranieri che le imprese private non sono estinte. Anche a Cuba ve ne è una: quella agricola della famiglia Castro, gestita da Ramon, fratello di Fidel e di Raul. Se chi compra i biglietti della lotteria non sperasse di vincere, rimarrebbero tutti invenduti. Vedremo più avanti come verranno selezionati i (pochi) superstiti. Cominciamo però col descrivere in quale modo gli altri verranno sommersi. La Meloni ha compiuto una scoperta scientifica sensazionale, tale da meritarle il Nobel della Economia: chi capisce il romanesco, ha appreso dalla sua viva voce che le Banche esigono per il denaro imprestato un tasso di interesse superiore a quello attivo riconosciuto ai depositanti. Nessun, nel mondo accademico, se ne era ancora accorto. Tanto meno aveva capito che da questo differenziale dipende la sopravvivenza degli Istituti di Credito, i quali altrimenti andrebbero tutti in fallimento. Come eliminare tanta ingiustizia, tale da gridare vendetta al cospetto di Dio? Elementare Watson: tassando i guadagni della Banche in modo da azzerare la differenza tra i due tassi di interesse sopra citati. I titoli del Credito sono naturalmente crollati in Borsa, ed il nostro sistema bancario, che ancora galleggiava precariamente, crollerà nel giro di pochi giorni. Con grande giubilo dei Fratelli della Meloni, i quali naturalmente odiano i banchieri. Seguirà peró a ruota il fallimento delle ultime imprese produttive. Gli industria lotti, che hanno ovazionato la Meloni ospite del Palco Reale della Scala, quando ricevono una ordinazione accendono in primo luogo un cero alla Madonna in segno di riconoscenza, poi vanno dal Direttore della Filiale a farsi prestare quanto serve per comprare la materia prima e gli operai; quindi, confezionano il prodotto e lo consegnano. Se il cliente é corretto paga a sessanta o a novanta giorni, ed il padrone della fabbrica rientra – come si suol dire – con la banca. Sempre che la banca esista ancora. Qualora la Meloni la abbia già mandata in fallimento, addio acquisto della materia prima, addio stipendio dei dipendenti, addio fabbrichetta. Nel frattempo, però, i meloniani avranno festeggiato la loro vittoria sugli odiati capitalisti, conseguita nel nome del Programma di San Sepolcro e della Carta di Verona, scavalcando tutti quanti a Sinistra nel nome della più bassa demagogia. Dove il Credito è stato nazionalizzato, lo gestisce lo Stato: sempre che non abbia anche nazionalizzato tutto il resto. La Meloni, invece, lo abolisce. Noi antimeloniani dovremmo esultare: la Presidente del Consiglio è Madre – piú che Sorella – di una Italia completamente sotto proletarizzata, o terzomondizzata, dove sopravviverà soltanto il lavoro cosiddetto informale. Quale lo abbiamo visto praticare a Managua, dopo che in quelle latitudini erano andate in malora tanto le banche quanto le imprese: tutti escono di casa al mattino domandandosi riusciranno a mangiare. Indi si appostano ai semafori per vendere giornali e noci di cocco. Noi abbiamo una risorsa in più, costituita dalla Mafia, che non chiude mai il suo arruolamento. Esistono inoltre le Mense della Caritas. Ci sono infine i separatisti regionali, favoriti dalla disarticolazione sociale – e dunque anche territoriale – del Paese. I Sardi, in particolare, si arroccheranno sul Supramonte di Orgosolo, nutrendosi di Carta da Musica (pane azzimo) e di formaggio pecorino. Quale fine faranno i claqueurs di Ventimiglia? Se avranno fortuna, venderanno i loro prodotti allo Stato. Ciò non garantisce tuttavia la sopravvivenza, dato che il committente pubblico è noto per i suoi ritardi nei pagamenti. I quali sono però puntualissimi quando le figure dello imprenditore e del mafioso coincidono. Il Bassotto, pur di pagare senza ritardo chi costruiva la Pista Ciclabile, ha chiesto un anticipo di Tesoreria per riempire il buco (tanto di cassa quanto di competenza), non curandosi di un piccolo dettaglio: bisognava presentare una Nota di Variazione al Bilancio. I titolari delle imprese creditrici sono tutti calabresi, ma la Ndrangheta non ha nulla a che fare con tanta solerzia. Il Sindaco, grande patriota, crede infatti fermamente nella Unità Nazionale. Egli è inoltre anche un fervente internazionalista, come prova la sua amicizia con i Musulmani.