In Nicaragua, Ortega ha espropriato la Università Cattolica – denominata ufficialmente Centroamericana – togliendola ai Gesuiti.
In Nicaragua, Ortega ha espropriato la Università Cattolica – denominata ufficialmente Centroamericana – togliendola ai Gesuiti.
È nel carattere dell’uomo – ormai paranoico, come spesso succedeva ai Caudillos dell’America Latina – sospettare di tutti.
La Compagnia aveva rinunziato di fatto a gestire dal punto di vista accademico questo Ateneo fin dal momento della Rivoluzione Sandinista, nel lontano 1979.
Da allora, il Partito egemone ne aveva fatto la sua roccaforte incontrastata.
Fino ad usarla come “santuario” quando scatenò la guerriglia urbana contro il Governo dell’Ingegner Bolanos.
Il Cardinale Obando, per avere una Università Cattolica, dovette farsene un’altra per conto proprio.
La sottomissione della Università Centroamericana al controllo diretto del Governo non cambia nulla nella sostanza.
Probabilmente, la sua unica conseguenza pratica è consistita nella estromissione di qualche Religioso dagli uffici del Rettorato.
Il dispetto non viene subito né dalla Provincia Centroamerica della Società di Gesù, né dalla Curia Generalizia, ma direttamente dal Papa.
Cui Ortega fa sapere che non è contento di lui.
Vale a dire che non è contento di un Pontefice considerato il massimo punto di riferimento del processo di emancipazione del Continente.
Probabilmente, il Presidente della Repubblica ne è invidioso.
La morale da trarre – per il Vaticano – è che ogni processo rivoluzionario finisce quasi sempre per sfuggire al controllo di chi lo promuove.
Ortega – ma soprattutto sua moglie, ispiratrice di tutte queste misure – ritiene che questo processo debba portare, in tutto il Continente, alla cancellazione della intera eredità coloniale.
Compresa la religione.
Che però ha contribuito, in America Latina, a forgiare una identità culturale meticcia, quale non si può distruggere.
Salvo fare come Pol Pot.
Sappiamo con quali conseguenze.
Il Papa è comunque avvertito di quanto può accadere anche in altre parti del mondo.
In particolare, i Musulmani potrebbero essere tentati di espellere ogni presenza cristiana, quanto meno da quei Paesi ove essa costituisce un portato del Colonialismo.
Non ci sono però alternative al processo storico in atto.
Si possono soltanto soccorrere le sue vittime.
Quando avvertimmo il Nunio Apostolico, Monsignior Giglio, di quanto si stava preparando – e cioè la persecuzione sistematica di ogni dissenso, con la conseguente necessità di predisporre una via di uscita per molte persone - il rappresentante della Santa Sede disse di non ritenerlo assolutamente necessario.
Egli escludeva infatti la prospettiva da noi indicata.
Purtroppo, il Nunzio Apostolico si sbagliava.
Per quanto riguarda il Partito ex Comunista, vorremmo sapere se la Signora Schlein ritiene ancora valida la posizione espressa a suo tempo dal rappresentante di questa forza politica in Nicaragua, tale Filippo Beltrami.
Il quale doveva la sua nomina a Veltroni, viceversa simpatizzante dei Nordamericani.
Secondo Beltrami, la linea politica seguita da Ortega doveva essere sostenuta incondizionatamente.
Perfino quando appoggiava le Brigate Rosse.
Facemmo notare a Beltrami che i terroristi avevano ucciso Guido Rossa, ma questo non valse a smuoverlo dalla sua posizione.
Costui, anzi, riteneva che il regime sandinista dovesse costituire il modello ideologico cui ispirarsi in Italia.
Beltrami veniva da Brescia.
Questa Città è sede del famoso Manicomio del Pilone.

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Mario Castellano  26/8/2023
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