Papa, Libertà Accademica e Intelligenza Artificiale: il caso Sapienza
Il discorso del Papa alla “Sapienza” di Roma risulta importante, in primo luogo, per il fatto stesso di essere stato pronunciato.
Nel 2008, un gruppo di cattedratici nostalgici del Comunismo promosse una protesta contro la “Lectio Magistralis” per cui era stato invitato Benedetto XVI.
Il quale aveva esercitato, al più alto livello – insieme con il Ministero Sacerdotale – anche l’Insegnamento Universitario.

Naturalmente, essendo in vigore la Libertà Accademica, i suoi Colleghi di Roma potevano tanto dissentire dal Papa quanto spiegare, in tutte le sedi, le ragioni del proprio disaccordo.

Le motivazioni della protesta – e del conseguente rifiuto della presenza di Ratzinger, cui il Rettore ed il Senato Accademico dovettero infine piegarsi – rivelano quanto tenace fosse l’eredità intellettuale vetero-comunista nell’Università di Roma, covo da tempo immemorabile del “Generone” sedicente “de Sinistra”: composto da personaggi tanto inclini a sfilare in corteo per le vie dell’Urbe quanto stitici di risultati nella Ricerca Scientifica riferita alle loro diverse Discipline.

Due Docenti di Fisica, promotori di un documento che venne firmato – in molti casi, come di costume, “a scatola chiusa” – da un certo numero di Colleghi, asserirono che le opinioni di Ratzinger non potessero essere esposte nell’Ateneo.

Dove invece vengono accolti ogni genere di ciarlatani, per lo più esponenti dei variopinti Movimenti Politici del “Terzo Mondo”.

Noi assistemmo ad una “Lectio Magistralis” pronunciata nell’Aula Magna da tale Mario Pianesi, presentato come un’autorità nel campo della Dietologia.
Costui – avendo frequentato la Scuola solo fino alla Quinta Elementare – la pronunciò, applaudito da numerosi “Colleghi” della Facoltà di Medicina, nel suo vernacolo marchigiano.

Ora vanno di moda gli Islamisti di Hamas, che addirittura pretendono ed ottengono l’esclusione dall’Università dei Professori Israeliani.

Se un’opinione, fondata peraltro su un lavoro scientifico serio e documentato, non si può esprimere nell’Università, dove mai la si può manifestare?

I Professori dovrebbero essere i primi a difendere la Libertà Accademica, anche quando permette di esprimere posizioni assolutamente contrarie rispetto alle loro.

Certi “Intellettuali” di “Sinistra” sono però ancora fermi alla concezione della Libertà espressa da Lenin, il quale proclamava che “la Libertà è la Libertà per noi”.

L’errore non avrebbe diritto di esprimersi, in quanto la sua diffusione risulterebbe pericolosa per la Causa.
E dunque dovrebbe essere proibito dalla Legge, ricorrendo, se necessario, all’uso della forza.

La storia dell’Università nell’Unione Sovietica, come negli altri Paesi del cosiddetto “Socialismo Reale”, è fatta tanto di acquiescenza al Potere quanto di tentativi di esprimere – approfittando dei margini offerti dall’Autonomia Accademica – una certa dose di dissenso.

Con risultati, peraltro, scarsi.
Come dimostra il fatto che quasi nessuno tra i cosiddetti “Dissidenti” era arrivato ad occupare una Cattedra.

Sacharov, che ci era riuscito per via dei suoi indiscussi meriti scientifici, venne addirittura espulso dall’Accademia.

I ciarlatani come Lysenko fecero invece delle loro teorie pseudoscientifiche altrettante Verità ufficiali, e dunque indiscutibili.
Causando un ritardo incolmabile dell’Unione Sovietica nel campo di moltissime Discipline.

Che alcuni nostalgici di un simile sistema, nel 2008, cioè venti anni dopo la caduta del Muro, potessero vietare ad un Collega nell’Insegnamento Universitario quale era Ratzinger di parlare all’Università rivela il ritardo ideologico della nostra “Sinistra”.
E spiega perché continui a perdere le Elezioni.

Eppure, questa Parte Politica aveva voluto, a suo tempo, che a Roma si erigesse un Monumento a Giordano Bruno, vittima dello stesso atteggiamento che contraddistingueva i responsabili dell’ostracismo ai danni del Papa.

La Chiesa ha superato da tempo le posizioni espresse nel “Sillabo” di Pio IX.
Che, per l’appunto, negava il diritto di esprimere l’errore, considerato tale in base precisamente alla propria Dottrina.

Giovanni Paolo II, in particolare, si era reso conto che non poteva invocare la Libertà di Espressione nel suo Paese d’origine se non la riconosceva ai propri seguaci.

A questo riguardo, ci sia permesso di ricordare un episodio di cui fummo partecipi nel Paese di adozione.

Dovendo organizzare un corso di Specializzazione in Diritto Amministrativo – che in realtà era un Corso di Recupero, destinato ai più alti Funzionari dello Stato, arrivati (non per loro colpa) a dirigere i Ministeri senza sapere redigere un Atto Amministrativo – si era pensato di allargare le Materie impartite.
Comprendendo anche la Filosofia del Diritto.

Il cui massimo studioso nel Paese, pur essendo un marxista convinto, era stato ostracizzato dal Regime Sandinista a causa della sua eterodossia.
In realtà, costui auspicava che la prassi politica del Partito si ispirasse all’Eurocomunismo di Berlinguer.

Il Cardinale Obando, che era anche Rettore dell’Università, domandò a diversi Professori se ritenessero opportuno invitare questo Collega ad insegnare in una Università Cattolica, quale era la nostra.

Il problema non era facile da risolvere, soprattutto in considerazione della Disciplina impartita da questo Professore, cioè, per l’appunto, la Filosofia.
In pratica, costui avrebbe affermato “ex Cathedra” che Dio non esiste.

Alcuni si opposero, per questo, alla sua presenza.

Noi sostenemmo che la Libertà Accademica comporta il diritto di esprimere ogni opinione.
Inoltre, nel caso specifico, si sarebbe dimostrato come uno Studioso escluso dalle Università Statali a causa del dissenso dal Pensiero Ufficiale potesse trovare ospitalità da parte della Chiesa.
Confermando il suo ruolo di protettrice di tutti i perseguitati.

Risultava infine inutile tentare di nascondere ai Discenti delle asserzioni manifestate in tutti gli ambienti accademici e profani.

Il Cardinale Obando ci diede ragione senza la minima esitazione.
Come era avvenuto per il Papa, non sarebbe risultato coerente rivendicare la libertà nell’ambito dello Stato senza praticarla nella Chiesa.

Fu così che il nostro Collega poté asserire, dalla Cattedra dell’Università Cattolica, che Dio non esiste.

Molti anni dopo, il destino volle che ci trovassimo a Roma e, dalla Sala Stampa della Santa Sede, dovessimo commentare il Documento emesso dalla Congregazione competente, in base al quale le Università Cattoliche e Pontificie potevano invitare ad impartire l’Insegnamento anche Professori appartenenti ad altre Chiese e ad altre Religioni, o addirittura non credenti.

Chiedendo loro soltanto che avvertissero i Discenti quando le opinioni espresse risultassero in dissenso dalle posizioni proprie del Magistero Cattolico.

È però chiaro che tale disposizione non vale laddove la divergenza risulti manifesta.
Come nel caso del Collega ateo chiamato ad insegnare Filosofia.

Se questa misura non fosse stata adottata dalla Santa Sede, le Università Cattoliche e Pontificie sarebbero state escluse dalla collaborazione stabilita in tutto il mondo tra le diverse Istituzioni Accademiche.

Nel cui ambito nessuno può considerarsi detentore esclusivo della Verità.
Che deve essere sempre ricercata insieme, senza avere la pretesa di escludere quanto si considera errore.

Che risulterà tale secondo alcuni, ma soltanto per effetto di una libera discussione tra le diverse posizioni.

A questa conclusione deve essere arrivato anche uno dei promotori dell’ostracismo inflitto a Ratzinger.
Costui infatti applaudiva Prevost dal settore dell’Aula Magna riservato ai Cattedratici.

Per quanto riguarda il merito delle posizioni espresse dal Papa, merita soffermarsi soprattutto su quanto detto in merito all’uso della “Intelligenza Artificiale”.

La critica mossa da Marx al lavoro industriale nell’ambito del sistema capitalista era duplice.

Elaborando la Teoria detta “del Plusvalore”, il “Profeta di Treviri” dimostra che quanto più progredisce la meccanizzazione della produzione, tanto maggiore risulta il profitto acquisito dai proprietari dei mezzi di produzione e, dunque, lo sfruttamento sofferto dai Lavoratori.

Ai quali – essendo equiparati alle macchine – viene concesso solo il necessario per mantenersi in vita, continuando a produrre.

Marx aveva però anche sviluppato la critica di quella che definiva l’Alienazione del Lavoratore.

Prima dell’avvento dell’era industriale, l’opera che egli prestava costituiva anche un frutto della sua creatività e del suo ingegno.
L’avvento della macchina cancella questo apporto, almeno nel lavoro manuale.

Ora il Papa rileva come tale esclusione – per effetto dell’uso della “Intelligenza Artificiale” – riguardi anche il lavoro intellettuale.

L’alienazione, causata un tempo da chi aveva inventato la macchina, viene determinata ora da chi è incaricato di programmare l’Intelligenza Artificiale.

Se poi chi svolge tale compito è ispirato da una specifica ideologia, approfitta della nuova scoperta per cancellare ogni margine di espressione di un pensiero autonomo e critico.

Il Papa si preoccupa dunque della sopravvivenza dello Stato di Diritto.
Mancando il quale, ci attende una completa Alienazione.

Ecco dunque che la Chiesa di Prevost si propone come alleata di tutti quanti difendono le Libertà.
Quelle stesse Libertà che un tempo certamente la Chiesa conculcava.

La fantasia della Storia la colloca però oggi a fianco dei suoi antichi nemici.

Le Libertà Civili fanno ormai parte dell’identità dell’Occidente.
Al di fuori del quale esse non vigono pienamente, o risultano del tutto abrogate.

La difesa della nostra identità, cui la Chiesa necessariamente partecipa, in quanto essa si basa sull’eredità spirituale giudaico-cristiana, esige dunque anche la preservazione del nostro sistema politico.

Essendo venute meno le grandi tradizioni ideologiche dell’Occidente, il Papa assume su di sé il compito di supplire alla loro mancanza, offrendo così una sponda a chi vuole preservarne i risultati.

Deve essersi reso conto di questo anche il Professore che non voleva ospitare Ratzinger e che ora, applaudendo il suo Successore, si schiera tra i “Pentiti”.

Send Comments mail@yourwebsite.com Sunday, May 10, 2026

Mario Castellano  21/05/2026
Copyright ilblogdimario.com
All Rights Reserved