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Risultati per “magistratura e politica”

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Il dato più preoccupante che emerge da un esame della situazione italiana non è tanto costituito dalla assenza di una opposizione credibile ed efficace, ma il fatto che essa non esiste in quanto non rappresenta delle istanze, degli interessi collettivi tali da determinare una qualsiasi mobilitazione die cittadini.

…egli organi elettivi, cioè il Consiglio e la Giunta. Qualora egli, nello esercizio di tale competenza, ravvisi la illegittimità di un atto amministrativo, ovvero la violazione di una norma penale, la eccepisce ed annota la propria obiezione nel verbale della r…

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La precandidata alla carica di Sindaco di Imperia su cui – pur non appartenendo ella a tale Movimento – dovevano confluire i voti degli Indipendentisti, o Autonomisti, della Liguria, si è improvvisamente ritirata: senza spiegare – come sarebbe stato doveroso e corretto - i motivi di tale decisione.

…ni – presumibilmente da parte di esponenti della Destra – occorre immediatamente denunziarle alla Magistratura Inquirente. I reati elettorali sono infatti sanzionati con la massima severità, ma soprattutto – a prescindere dagli eventuali profili penali – ciò r…

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Illustre Commendator Bensa,

…agione Ella insista tanto affinché io – essendo persona estranea alla Amministrazione Pubblica - effettui precisamente delle prestazioni dovute in base alla apposita Convenzione da tale Società allo Ente Pubblico. La Magistratura Inquirente valuterà se quanto …

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Il Governo Meloni ha emanato un Decreto Legge con cui si propone di porre fine alla attività svolta da diversi Organismi non Governativi

…i la Meloni ha deciso di entrare nel nome di quanto ella chiama sovranità. Si tratta invece di nazionalismo, per giunta obsoleto. Rimane da vedere quale esito avranno le inevitabili dispute giudiziarie. Se la stessa Magistratura italiana darà torto al Governo,…

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Il Governo, per bocca del Prefetto di Ferro Piantedosi, assurto al rango di capo del Viminale (chissà come lo invidiano i suoi colleghi, rimasti a fare i passacarte in località amene come Nuoro e Ragusa!), aveva comunicato che si sarebbe provveduto ad un emendamento del Decreto cosiddetto Rave Party: senza tuttavia chiarire se le norme sarebbero state attenuate ovvero dettagliate, tracciando quanto meno con la dovuta chiarezza il necessario confine tra i comportamenti leciti e quelli proibiti dalla Legge.

…intimato lo scioglimento, minacciando in caso contrario i convenuti di arresto e di denunzia alla Magistratura Inquirente. Noi ritenevamo che la norma contenuta del Decreto potesse applicarsi ogni qualvolta si riunissero – per i più svariati motivi – più di ci…

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Si avvicina un altro anniversario della breccia di Porta Pia, portando con sé la constatazione del fatto che le altre grandi date, successive a quella del 1870 e iscritte nelle memorie nazionali, hanno determinato nuove contrapposizioni e nuove ferite, ugualmente difficili da rimarginare.

… dunque che procedere alla liquidazione della Lega, cui si provvede come si fece a suo tempo per Craxi. La magistratura dispone di prove schiaccianti della corruzione di Salvini, fornite da chi ha svolto un lavoro di “intelligence” esteso fino a Mosca. Dove an…

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La notizia ha circolato dapprima come indiscrezione, sussurrata nei soliti ambienti dei bene informati, ma dopo qualche ora è stata confermata dalle edizioni elettroniche dei grandi giornali: la Procura di Milano sta indagando su Renzi, Gentiloni e Conte per reati contro la sicurezza dello Stato, avendo stipulato accordi segreti con la Cina che la mettono in pericolo.

…opoli", per via di diverse analogie tra le due situazioni. In primo luogo, è di nuovo la magistratura di Milano ad intervenire. Il capoluogo lombardo si dichiara con una certa jattanza la "capitale morale" del Paese. In realtà, Milano è l'unico grande capoluog…

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Il Dottor Cozzi, Procuratore della Repubblica di Genova, ha espresso una valutazione dal punto di vista giuridico delle misure disposte per il contrasto all'attuale pandemia mediante lo strumento di un Decreto del Presidente del Consiglio.

…so in cui l'Autorità di Polizia Giudiziaria che l'abbia richiesta a un cittadino non la ritenga veritiera ed inoltri di conseguenza una denunzia alla Magistratura Inquirente. Il Dottor Cozzi nega espressamente che tale attestazione, qualora non sia considerata…

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Guerra, Decadenza e Classe Dirigente | Analisi e Commento

C’è una scena, nel film “E la nave va” del grande Federico Fellini, che anticipa – con l’intuizione propria dei grandi artisti – il momento presente. Sul transatlantico, ove si viveva ancora l’atmosfera lussuosa e distratta della “Belle Époque”, appare una mol…

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Concistoro, Chiesa e Scenario Globale: Analisi e Prospettive

Il Papa ha convocato a Roma tutti i Cardinali per un Concistoro, non dedicato alla cosiddetta solenne “creazione” di nuovi componenti del Sacro Collegio, bensì a una consultazione del “Senato della Chiesa”. Tale consesso, superando ampiamente – malgrado i rece…

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Il famoso proverbio cinese dice che, quando il dito indica la Luna, il cretino guarda il dito. Tale espressione della saggezza popolare trova conferma in quanto avvenuto nel Consiglio Comunale di Imperia. Viene addirittura il sospetto che l’ennesimo “happening” – la cui messa in scena, per una volta, non è stata affidata né all’Ispettore Bracco, né a Senardi (rientrato dalla Capitale per dare man forte ai “Bassotti”), bensì alla veterana Carla Nattero – sia stato organizzato con il fine recondito di distogliere l’attenzione dalla sostanza della manovra ordita dal Sindaco, dalla Giunta e dalla Maggioranza, di cui sono state messe in luce le conseguenze sull’occupazione. Certamente negative, in quanto vengono perduti altri tre posti di lavoro, ossia i superstiti scaricatori onegliesi. Vediamo però – per comprendere gli altri e ben più gravi effetti della trama ordita dal Sindaco – il merito di quanto deliberato. La competenza sul porto – non esistendo, nel caso di Imperia, un’autorità specifica, quale è a Genova il Consorzio Autonomo – risulta attribuita alla Regione, cui spetta dunque redigere il “Piano portuale”. Al Comune spetta, in questa materia, soltanto un potere cosiddetto di proposta. Quanto suggerito da questo ente può, di conseguenza, essere accolto o respinto dalle autorità di via Fieschi, anzi di piazza De Ferrari. La mozione approvata dal Consiglio suggerisce di eliminare gli impianti fissi, cioè – in pratica – i famosi silos. Rimane incerta la sorte delle gru, che qualcuno potrebbe considerare – ricorrendo a un’interpretazione estensiva delle norme in materia – “non incorporate”, anche se in realtà possono essere rimosse solo smantellandole. È vero che questi macchinari sono montati su binari, ma i loro spostamenti – non essendo la linea ferroviaria raggiungibile e comunque percorribile – si limitano a pochi metri. Il Sindaco intende però installarvi un ristorante “panoramico”, simile a quello esistente sulla Torre Eiffel a Parigi e sulla Torre Olimpica a Monaco di Baviera. Anche l’archeologia industriale è dunque destinata a svolgere un ruolo cosiddetto “ancillare” nella trasformazione di Oneglia nella “Acapulco del Mediterraneo”. Pare che il paragone con la città turistica messicana sia da attribuire alla fervida fantasia del Sindaco in persona, ispirato da un leggendario sorvolo in elicottero della zona. Mussolini aveva preso addirittura il brevetto da pilota e conduceva personalmente il suo velivolo. Se il “Bassotto” avesse deciso di trasformare Imperia in una nuova Lourdes, avrebbe ordinato alla Madonna di apparire a Teresa Verda nel giardino della villa dei Gorleri. La Regione acconsentirà prevedibilmente ai “desiderata” espressi dal nostro Consiglio Comunale, tanto più essendo l’assessore competente il “Nipote” per antonomasia. Perfino il funzionario di più alto grado di questo settore dell’amministrazione regionale è un ex dipendente del Comune di Imperia, inviato a Genova come Nazario Sauro sulla costa delle Terre “Irredente” – si spera con migliore sorte rispetto al martire di Capodistria. Rimane un problema, costituito dalla convenzione tra un armatore francese e la Regione, in base alla quale l’imprenditore transalpino può scaricare cemento nel porto di Oneglia fino – a quanto ci dicono – al 2033. Se dunque costui troverà un giorno i silos abbattuti, e non avrà più dove depositare la merce, verosimilmente agirà in sede civile per inadempimento contro la Regione. Il Sindaco ha incaricato di studiare il caso alcuni luminari del diritto; malgrado la loro scienza, la causa rischia però di essere perduta. Niente paura: si potrà alternativamente risarcire il danno, destinato a essere ripagato ampiamente dai guadagni prodotti con l’arrivo degli sceicchi, oppure proporre una transazione. I Benetton vennero a suo tempo coincés – come si dice in francese – essendo stati costretti, con una sentenza, a risarcire i danni causati dal crollo del Ponte Morandi e quindi a vendere allo Stato le loro azioni della società che gestiva l’autostrada, al prezzo stabilito dalla controparte. Se un imprenditore italiano deve cedere dinanzi alle pretese della parte pubblica, figuriamoci che cosa può succedere a uno straniero. A questo punto inizierà il “gran finale”: la Regione darà in gestione il porto – ormai mondato della presenza di merci inquinanti – alla “Go Imperia” affinché realizzi la nuova Acapulco. A tal fine entrerà in scena un deus ex machina, nella persona di un socio privato, possibilmente di provenienza esotica. I molisani, che sono brava gente ma hanno il difetto di essere poveri provinciali fin dai tempi del Re delle Due Sicilie – che si ricordava della loro regione solo quando andava a caccia del lupo nel Bosco Matese – vanno bene soltanto per la “Rivieracqua”. Ora soffermiamoci – dulcis in fundo – sulla posizione assunta dagli ex comunisti. Questi hanno aderito all’iniziativa di protesta concepita dalla dirigenza di un partito loro alleato, ma pur sempre diverso. Ciò è avvenuto ad opera di una componente dei “Democratici”, tra i quali è in atto, ormai da tempo immemorabile, una “guerra per bande” simile a quella teorizzata da Bianco di Saint Jorioz. Ogni corrente mette in atto quanto decide autonomamente, e la consultazione degli organi comunali e provinciali non risulta tanto desueta quanto addirittura interdetta. Forse i dirigenti temono che la celebrazione di una riunione nei fatiscenti locali di via San Giovanni li faccia perire miseramente nel crollo dell’edificio, degna metafora del destino del partito che fu di Sandro Natta. Pare che perfino il suo fantasma abbia ormai abbandonato gli storici locali della federazione. Se si arrivasse a una conta, potrebbe risultare maggioritaria la componente che pratica il cosiddetto “entrismo” nelle partecipate. Anche il termine “Bolscevichi” significa, per l’appunto, “maggioritari”: il destino è sovente annunciato dai nomi.

Il famoso proverbio cinese dice che, quando il dito indica la Luna, il cretino guarda il dito. Tale espressione della saggezza popolare trova conferma in quanto avvenuto nel Consiglio Comunale di Imperia. Viene addirittura il sospetto che l’ennesimo “happening…

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Vale la pena ritornare sul tema della “Conferenza Internazionale per la Ricostruzione dell’Ucraina”, ed in particolare sul ruolo di “claqueur” attribuito in tale circostanza alla foltissima rappresentanza dei nostri imprenditori. Ignazio Silone ricorda, in uno dei suoi romanzi — ambientato nel periodo fascista — come il Regime illuse molti giovani meridionali, facendogli credere che il problema della riforma agraria sarebbe stato risolto grazie alla guerra in Abissinia. Per quella guerra tanti poveri ragazzi si arruolarono come “volontari”, trovandovi sovente la morte. La distribuzione ai contadini delle terre appartenenti ai latifondisti, naturalmente, non avvenne. Si fece tuttavia credere ai poveri “cafoni” del Sud che le avrebbero ottenute precisamente in Etiopia, naturalmente dopo averla conquistata. Lo stesso inganno viene oggi consumato ai danni dei nostri titolari di imprese, i quali, non essendo poveri analfabeti diseredati, potrebbero fare a meno di cadervi. Costoro dimostrano invece un’ingenuità veramente incredibile, simile a quella esibita dagli industriali della nostra provincia, accorsi — come abbiamo più volte ricordato — ad applaudire chi annunciava loro la fine della libertà di intrapresa, compensata però dalle commesse di Stato. A queste commesse, ad alcuni viene gentilmente concesso il mercato interno, mentre quelle per la “ricostruzione” dell’Ucraina dipendono dall’andamento delle operazioni militari, nelle quali comunque si getterà anche l’Italia, partecipando alla “Coalizione dei Volenterosi”. Cavour, mandando i Bersaglieri in Crimea, si proponeva di qualificare il Piemonte come rappresentante del futuro Regno d’Italia. Il conte riuscì nell’impresa in quanto la storia procedeva in direzione dell’affermazione degli Stati nazionali. Oggi, però, lo zeitgeist ha preso la direzione esattamente contraria, come paradossalmente dimostra la stessa vicenda dell’Ucraina, la quale non si considera più una regione della Russia e proprio per questo aspira all’indipendenza. Gli imprenditori italiani hanno evidentemente dimenticato — se mai l’abbiano imparata nei loro studi universitari — la lezione impartita da un grande studioso del diritto commerciale, il quale affermava che in tempo di guerra si socializzano le perdite e si privatizzano i profitti, il che esige la nazionalizzazione, per l’appunto, delle attività produttive. Quanti saranno “embedded” in Ucraina dovranno obbedire agli ordini impartiti dallo Stato Maggiore. “L’intendance suivra”, diceva per l’appunto De Gaulle, il quale non era a caso un militare di carriera. Ai nostri imprenditori è riservata piuttosto la funzione della sussistenza. Durante la guerra, il Regime stabilì il cosiddetto “Ammasso del grano”, nonché di altri prodotti agricoli. Quello della barbabietola da zucchero continuò a lungo dopo la Liberazione, finché venne abolito il monopolio di Stato. Alcuni gerarchi si arricchirono illecitamente, rivendendo una parte del grano tolto ai coltivatori sul cosiddetto “mercato nero”, che in simili circostanze diviene inevitabile. Altri, essendo persone oneste, gestirono l’ammasso correttamente. Certi giovani economisti della Lega non sarebbero capaci neanche di questo, ma tale limite non sembra intaccare le loro ambizioni. Non si può affrontare un conflitto senza adottare tutte le misure connesse con l’economia detta per l’appunto di guerra. Pare invece che la spartizione delle cariche, presenti e future, avvenga — da parte della Destra — con l’allegra noncuranza propria dei periodi di “vacche grasse”, che sono però destinate a dimagrire.

Vale la pena ritornare sul tema della “Conferenza Internazionale per la Ricostruzione dell’Ucraina”, ed in particolare sul ruolo di “claqueur” attribuito in tale circostanza alla foltissima rappresentanza dei nostri imprenditori. Ignazio Silone ricorda, in uno…

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Scisma nella Chiesa Cattolica e crisi del tradizionalismo

… ci si può rifare al suo romanzo “Amore e Ginnastica”, il primo di ambiente sportivo scritto da un autore italiano. Il quale illustrò anche l’ideale socialista ne “La carrozza di tutti”, ma la sua opzione politica, già sottaciuta sotto il fascismo, viene nuova…

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Papa, Libertà Accademica e Intelligenza Artificiale: il caso Sapienza

…namento Universitario quale era Ratzinger di parlare all’Università rivela il ritardo ideologico della nostra “Sinistra”. E spiega perché continui a perdere le Elezioni. Eppure, questa Parte Politica aveva voluto, a suo tempo, che a Roma si erigesse un Monumen…

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Identità, autonomie e crisi degli Stati nazionali in Occidente

…atalogna ed il Paese Basco si accingono invece a difendere ad ogni costo le loro prerogative. E mantengono di conseguenza il proprio orientamento elettorale in favore di una Sinistra che non viene travolta dal “trend” favorevole alla parte politica opposta, in…

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Analisi del discorso della Presidente del Consiglio a Rimini

…tro popolo, dovrebbe essere ancora oggi fonte di ispirazione. La Meloni preferisce invece modelli autocratici, che coartano non soltanto la libera espressione politica, ma anche la fioritura delle “Arti e Mestieri”, oggi definita libertà di intrapresa. Se la P…

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