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Risultati per “Medio Oriente geopolitica”

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Due fatti dominano l’attualità internazionale delle ultime ore ...

… confine tra la Francia ed il nostro Paese. Il Capoluogo della Puglia ospita fin dal Medio Evo le soglie di San Nicola di Mira: il quale però, essendo stato adottato “post mortem” da questa Città, è noto in Occidente precisamente come San Nicola da Bari. Tratt…

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Nel suo articolo pubblicato ieri su La Stampa di Torino, Massimo Cacciari constata lucidamente – anticipando i risultati del “Vertice” di Anchorage – il modo in cui la guerra in Ucraina si avvia sostanzialmente a concludersi. Quanto ci attende, in sostanza, è il cosiddetto “decoupling” dell’Europa dalla Russia, o meglio dalla parte orientale del nostro continente. Se è vero che gli avvenimenti successivi alla caduta del Muro di Berlino hanno permesso di includere molti Paesi dell’Est tanto nell’Unione Europea quanto nell’Alleanza Atlantica, è altrettanto vero che non solo permane la contrapposizione tra la “Prima” e la “Terza Roma”, ma soprattutto si manifesta l’impossibilità di saldare in una nuova unità le due parti del continente. Ciò faceva parte tanto dei piani concepiti dai nostri grandi dirigenti del dopoguerra quanto, soprattutto, dei grandi Papi. In particolare Giovanni Paolo II, senza dimenticare che già Paolo VI – incontrando a Gerusalemme il Patriarca Atenagora – mostrava di ritenere imprescindibile la prospettiva della riconciliazione tra la Chiesa d’Occidente e la Chiesa d’Oriente. Laddove – annota Cacciari – il Concilio Vaticano II “poneva la complementarietà, oggi si erge una muraglia cinese”. Se è vero che il vertice tra Putin e Trump si è concluso con un accordo tanto solido quanto inconfessabile, in base al quale l’America riconosce in prospettiva alla Russia l’estensione della sua egemonia sull’intera Ucraina – mentre gli “esperti” si domandavano quanti territori sarebbero stati attribuiti alla sovranità de facto di Mosca – è altresì vero che l’innalzamento di una nuova “Cortina di Ferro” (o di una nuova Muraglia Cinese, come la definisce Cacciari) sul suo confine orientale mette l’Europa nell’impossibilità di divenire “una potenza economica globale, né dal punto di vista demografico, né per le risorse energetiche disponibili, né sotto il profilo economico, produttivo, tecnologico”. L’Europa occidentale si riduce dunque a costituire un avamposto isolato, o meglio contrapposto, simile alla fortezza del Deserto dei Tartari rispetto al suo entroterra euroasiatico. Con la prospettiva di rinchiudersi in una dimensione ristretta e asfittica. Di chi è la colpa di questa situazione? La “vulgata” più diffusa tra gli analisti la attribuisce a Putin, il quale indubbiamente ha voluto affermare le ragioni del suo Paese – deciso a riconquistare tanto la propria integrità territoriale quanto lo status di grande potenza – mediante una violazione del Diritto Internazionale. Solo Putin – si domanda Cacciari – è dunque l’Anticristo? “Piace crederlo? Bene, lasciamolo credere.” Il professore pone allora la questione delle responsabilità dell’Occidente, che non ha voluto fermare la propria espansione militare verso Est, suscitando nella Russia l’atavica paura delle invasioni: prima quella svedese, poi quella napoleonica e infine quella nazista. Quel che conta, però – a prescindere dall’attribuzione delle responsabilità – è che l’Europa ha perduto la sua grande occasione storica. Il nostro continente, “una volta caduto il socialismo reale, avrebbe finalmente potuto essere Occidente ed Eurasia insieme: speranza crollata”. Non oggi, quando Trump abbandona al suo destino l’Ucraina, senza riconoscere espressamente che questo è il risultato del vertice con Putin. Un esito tanto più inconfessabile in quanto contraccambiato con le concessioni sullo sfruttamento dell’Artico. Lenin disse che i “capitalisti” avrebbero venduto ai “bolscevichi” persino “la corda per impiccarli”. Putin, che si atteggia a fedele ortodosso, è in realtà – tra tutti i suoi successori – il più fedele all’insegnamento di Vladimiro Il’ič Ul’janov. Con una strana eterogenesi dei fini, la Russia si espande non già per respingere un’invasione, né semplicemente per estendere il territorio incluso nei propri confini militari, quanto piuttosto nel nome di un’ideologia. Che non è più, naturalmente, quella socialista, ma piuttosto il pensiero panslavista e panortodosso: il pensiero, cioè, che sostiene la sua identità nazionale. Proprio per questo, l’Europa occidentale non deve temere un’ulteriore espansione verso Ovest che – quand’anche risultasse possibile – finirebbe per contaminare, appunto, l’identità della Russia. Ciò nondimeno, l’erezione di un confine impenetrabile a Est ci rinchiude in una visione difensiva e ristretta della nostra identità cristiana occidentale. Cacciari aveva già indovinato – durante la Vacatio Sedis – l’esito del Conclave, intuendo il disegno di un Papato, o meglio di un Cattolicesimo, che l’ex sindaco definiva “carolingio”. Ora il professore ha intravisto con qualche ora di anticipo l’esito del vertice di Anchorage, che risultava prevedibile tenendo conto della situazione internazionale. Trump si preoccupa soltanto del tornaconto economico, che già lo ha spinto a rinnegare la “solidarietà occidentale”. L’Europa, naturalmente, protesta ad alta voce, ma si compiace per non dover aggiungere al danno derivante dai dazi la spesa necessaria per comprare in America le armi da destinare all’Ucraina. Ammesso che il tycoon sia ancora disposto a venderle. Per arricchirlo, basta la vendita delle materie prime energetiche, senza le quali andremo a piedi e passeremo l’inverno al freddo. Putin ha vinto su tutta la linea: avendo ritrovato lo status di grande potenza e accingendosi a restaurare l’unità del “Mondo Russo”, umiliando per giunta l’Europa occidentale, che non poteva avventurarsi in Ucraina con le proprie truppe senza l’apporto americano e soprattutto senza rischiare una guerra mondiale. Ora dovremo tuttavia continuare a fare a meno del nostro migliore fornitore di gas. Risulta evidente la contraddizione tra i nostri proclami altisonanti, in difesa del Diritto Internazionale e della causa della libertà dei popoli, e la convenienza di mantenere un relativo benessere, comunque declinante e soprattutto non supportato da una nostra forza militare, politica ed economica. L’Europa occidentale assomiglia sempre più al Basso Impero Romano.

…ava di ritenere imprescindibile la prospettiva della riconciliazione tra la Chiesa d’Occidente e la Chiesa d’Oriente. Laddove – annota Cacciari – il Concilio Vaticano II “poneva la complementarietà, oggi si erge una muraglia cinese”. Se è vero che il vertice t…

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In occasione del nostro ultimo colloquio, un autorevole dirigente della Comunità Israelitica ci ha fatto notare un dato statistico molto significativo.

…otare un dato statistico molto significativo. I Cristiani residenti nei Paesi del Medio Oriente, che alla fine del periodo coloniale rappresentavano circa il tredici per cento della popolazione, sono ridotti attualmente al tre per cento, e la loro diminuzione …

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Lo stuolo di prelati della Chiesa di Oriente, guidati dal futuro cardinale Bessarione, giunti al Concilio di Firenze per stipulare la riunificazione con quella di Occidente, date le precarie condizioni in cui versava l’Impero Bizantino, ormai prossimo a cadere nelle mani dei turchi, vennero mantenuti a spese del Papa e dei vescovi italiani.

…entato ai primi il conto di secoli di angherie. Esiste dunque il rischio che i sunniti mal intendano il gesto compiuto dal Pontefice: nel Medio Oriente, è difficile destreggiarsi tra le alleanze, sempre mutevoli. L’Iran è riuscito nell’impresa di coalizzare i …

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Peter Thiel a Roma: strategia, élite e nuovo ordine geopolitico

L’iniziativa promossa a Roma da Peter Thiel si sta precisando, tanto nelle modalità accuratamente prescelte per svolgerla quanto negli obiettivi. Questi ultimi non sono, contrariamente a quanto avviene di solito in circostanze analoghe, di carattere meramente …

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Società civile, Chiesa e crisi dell’Occidente: un’analisi critica

… operare in prima persona nell’ambito civile, in cui tuttavia non si può prescindere da un soggetto temporale. Si ritorna dunque alla diarchia con l’Impero, che caratterizzò tutta la storia dell’Occidente durante i secoli del Medioevo, fino a quando la Riforma…

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La propaganda fascista, come quella di tutte le dittature, si esibiva continuamente nell'insulto e nella diffamazione per gli oppositori. Quando si trattava di persone prestigiose, in considerazione dei loro meriti culturali o patriottici, le offese erano ancora più gravi, cadendo sovente nella volgarità: l'obiettivo consisteva infatti nel distruggere il loro prestigio. Ciò permetteva a tanti mediocri, assunti o quanto meno foraggiati dal "Min.Cul.Pop" (Ministero della Cultura Popolare) di compensare la propria inferiorità intellettuale. A volte costoro, risultando incapaci anche di esprimersi, trascrivevano semplicemente le cosiddette "veline" redatte dai funzionari addetti alla propaganda. Questa genia di pennivendoli affonda le sue radici nella storia d'Italia.

…iettivo consisteva infatti nel distruggere il loro prestigio. Ciò permetteva a tanti mediocri, assunti o quanto meno foraggiati dal "Min.Cul.Pop" (Ministero della Cultura Popolare) di compensare la propria inferiorità intellettuale. A volte costoro, risultando…

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Il professor Massimo Cacciari, nel suo brillante articolo di fondo comparso su “La Repubblica” di venerdì 3 luglio, sostiene una tesi che per chi – come l’ex sindaco di Venezia – proviene dalle fila dell’operaismo a lungo professato da certa sinistra italiana, suona singolare: il maggiore pericolo per la democrazia non è causato dal venir meno – a causa dell’attuale crisi economica – della vecchia classe lavoratrice (un tempo si sarebbe detto del proletariato), bensì dalla sparizione del ceto medio; che – annota Cacciari – “crolla nella distribuzione del reddito e nelle sue attese di promozione sociale”.

…si del “socialismo reale”, dove questo regime aveva distrutto per l’appunto il “ceto medio”, con il risultato che la sua caduta ha portato lo scatenamento delle tendenze nazionaliste più estreme, della xenofobia e del razzismo. Torniamo però alla tesi sostenut…

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Sinistra, guerra, NATO e crisi dell’Occidente

…gli stessi Stati Uniti – le opinioni pubbliche si mobilitavano immancabilmente in favore della pace. Se le piazze si riempivano per invocare il ritiro dall’Indocina e dal Medio Oriente, nessuno protestava viceversa per l’invasione dell’Afghanistan da parte del…

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Dalla Flottiglia alla Sinistra perduta – Editoriale

La “Flottiglia” è giunta a destinazione, ed i croceristi - scesi a terra – concluderanno il loro periplo nel Mediterraneo in un carcere israeliano. Il rientro a Roma per via aerea verrà infatti rinviato di due giorni, dato che gli organizzatori del viaggio, no…

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Flottiglia per Gaza – 6 settembre 2025

Della “flottiglia” diretta a Gaza, partita con grande strepito di fanfare da Genova, Barcellona e Marsiglia, si sono ormai perdute le tracce. È trascorso un tempo più che sufficiente per raggiungere, trattandosi di imbarcazioni sicure e veloci, le acque antist…

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Trump, il Papato e il nuovo Impero: tra Carlo Magno e Napoleone

…ti in gran parte sostenitori del Fascismo – vollero la Conciliazione. Che trasformò lo Stato laico in uno Stato confessionale. Anche se il corrispettivo consistette nel trasformare la Chiesa in un’organizzazione di massa del Regime. Trump non si comporta come …

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Il trionfo della Realpolitik: Orban, Vaticano e crisi di Hormuz

… di navigare a vista o, in alternativa, aggregarsi in posizione subalterna a uno dei disegni “messianici” concepiti ed attuati dalle grandi potenze, ritagliando viceversa una propria sfera di influenza geopolitica. Propiziando una ricostituzione del Sacro Roma…

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Sanremo tra Potere e Satira – Dietro le Quinte del Festival

Si racconta che le Autorità dell’Impero Austriaco avessero individuato a Trieste un sosia dell’Arciduca Francesco Ferdinando e lo mostrassero in pubblico in sostituzione dell’originale ogniqualvolta si temesse un attentato alla vita dell’Erede al Trono. Il tri…

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La risposta israeliana all’attacco missilistico dell’Iran è arrivata, sia pure in ritardo, senza apparentemente provocare – almeno nell’immediato – una controreplica.

…nza apparentemente provocare – almeno nell’immediato – una controreplica. La guerra in Medio Oriente ha nondimeno compiuto un passo avanti, che gli osservatori internazionali considerano irreversibile. Non già assumendo immediatamente le caratteristiche di uno…

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